IN.SI.DIA
Istinto E Rabbia

Etichetta: Polydor/Polygram
Anno: 1993
Durata: 38 min
Genere: Thrash


Mi trovo a recensire un cd al quale son particolarmente legato, infatti questo (non chiedetemi come mai) è stato il primo cd metal che io abbia comprato nel lontano 1994, quando ancora facevo le medie e "Far Beyond Driven" era ancora troppo pesante per le mie orecchie... ahahah...
E invece questo cd, pure riascoltandolo a distanza di tempo, rimane a mio parere un bel disco, diretto e thrashone con notevoli influenze stile Anthrax e qualcosa che mi ha ricordato gli Slayer, anche se un po' alla lontana...
Riff veloci e semplici aprono il disco e fanno scuotere la testa su e giù fin dall'inizio, alternandosi poi con ritmiche stoppate o con parti più lente e atmosferiche... Diciamo che per farvi un'idea del loro suono (a parte ovviamente ascoltare qualcosa) vi basterebbe pensare al Thrash anni '80, non lo si spiega, lo si vive...
L'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è il cantato in italiano, che sia per musicalità che per metrica spesso appare fuori luogo, seppure i testi mi piacciano molto e siano cattivi e diretti al punto giusto (tipo "Fuggire" o "Sulla mia strada"), e comunque sempre con un certo sentimento.. Molto belle le parti più rilassate, come in "Il tempo" (con intro e parti di chitarra classica) o la strumentale "Satanka", un continuo arpeggio molto soft con la chitarra solista a esprimere la nostalgia per la terra persa dagli Indiani d'America... Da menzionare la cover di "Tutti Pazzi" dei Negazione con la voce urlata che sale in cattedra, a chiudere il disco in un crescendo di violenza e rabbia.
Il gruppo lombardo poi può contare pure sull'ottima produzione nientemeno che di Omar Pedrini (Timoria), che rende il loro suono molto pulito e compatto.
Forse a qualcuno il disco sembrerà "già sentito", ma non sono certo male, quello che fanno lo fanno bene e riuscendo a coinvolgere per tutta la durata del disco... diciamo che, a patto che ancora lo troviate in giro, lo consiglio soprattutto agli amanti del thrash vecchia scuola, visti anche i costi contenuti (non credo che il prezzo si sia alzato molto dalle 17000 lire che spesi io, anzi c'era proprio scritto in copertina di non pagare più di 20000 lire) (credo che ormai sia impossibile torvarlo nuovo - nd teonzo)... Un peccato che dopo quest'album ne abbiano fatto solo un altro prima di sciogliersi.
(Hatebreeder - Maggio 2002)

Voto: 7.5



Strepitoso disco di questi Thrasher italiani con le palle quadrate, che non hanno (avevano) nulla da invidiare a colleghi stranieri ben più famosi. Mi ricordano molto, in certe idee, i MetallicA piu' maturi. Veramente bravi e anche abbastanza personali, suonano con grinta e precisione. Spendo due paroline sul cantato in italiano: non e' affatto ridicolo, credo che i testi siano belli sia come concetto che come formulazione, quindi non viene assolutamente da sorridere, come mi accade altri gruppi, o come mi accadrebbe con la stragrande maggioranza dei testi Metal se fossero cantati in italiano. Registrazione pregevole, non pompata e con grandi chitarre, si sente tutto e c'e' pure abbastanza distorsione.
(bist - Giugno 2002)

Voto: 8