INSIDE PROCESS
Shade The Sun
Etichetta: Kick Agency
Anno: 2009
Durata: 31 min
Genere: metalcore
La Kick Agency ci ha inviato questo album degli Inside Process, un
gruppo viterbese formatosi nel 2005 ed autore, fino ad oggi, di un demo
di tre tracce. "Shade The Sun" rappresenta l'ambito esordio su
full-length, che segue anni di lavoro serio e di concerti intensi, tra
i quali si segnala un mini-tour in Asia.
"Shade The Sun" è stato registrato nello studio Emerald Recordings
di Roma, dove già era stato inciso il demo. La formazione che ha
realizzato questo lavoro consiste in Alessandro (voce), Filippo ed
Angelo (chitarre), Andrea (basso) e Simone (batteria). Formazione
vecchia, tra l'altro, in quanto poco dopo la realizzazione del CD si
sono verificati degli avvicendamenti. Attualmente, gli Inside Process
sono Angelo (voce), Filippo e Leonardo (chitarre), Andrea (basso) e
Simone (batteria).
La copertina del CD è di bell'aspetto, costituita da croci e rose.
Purtroppo, già questa immagine fa clichè, in quanto certe grafiche non
sono rare in ambito metalcore. Nelle otto facciate del libretto si
trovano tutti i testi, una serie di foto e le varie informazioni
relative alla registrazione.
"Shade The Sun" ha una durata contenuta, attorno ai 31 min. Le tracce sono nove, tutte dal minutaggio discretamente limitato.
Ecco, ora viene il difficile per me. Devo commentare la musica, e
necessito di tutta la mia concentrazione per mantenere un distacco
critico, e non farmi trascinare dalle impressioni istintive. Questo
perchè "Shade The Sun" è un tipico esempio del cosidetto metalcore
moderno. Dalla copertina, ai testi, alla musica. Dalla prima all'ultima
nota del CD, non si avverte un minimo tentativo di sorpassare il
genere, di infrangere le convenzioni. "Shade The Sun" è adeguato a
tutti gli standard di un disco metalcore odierno, senza particolari
impennate di creatività. Un detrattore del genere, potrebbe benissimo
affermare di aver già compreso il disco prima ancora di averlo
ascoltato. E, in linea generale, non si potrebbe dargli torto.
Per questi motivi, devo liberare la mia mente, e cercare di non
pensare alle miriadi di dischi metalcore tutti uguali che ho recensito
negli ultimi anni. Devo analizzare l'effettivo valore di questi
artisti, perchè non è giusto che la saturazione di un genere penalizzi
gruppi di per sè validi. E gli Inside Process sono validi. La tecnica,
innanzitutto. I musicisti sanno suonare, e bene. E' una cosa che si
sente negli arrangiamenti, nei cambi di tempo, nelle strutture a volte
complesse. Però, è una tecnica mai esibita, ma sempre asservita alla
canzone.
In secondo luogo, la grinta. Il gruppo picchia, e forse lo studio
di registrazione non è riuscito a pomparlo ai massimi livelli, dando
vita a dei suoni a volte "plasticosi". Però questa produzione, così
distante dalla nitidezza "svedese", rende più indipendente questa
uscita. Questo gruppo sà far male: l'inizio della title-track è
terremotante. Al tempo stesso, la melodia a volte tocca dei vertici
melensi, ai limiti dell'emo-core, per poi ripiombare nella solita furia
che contraddistingue il songwriting dei nostri.
Alessandro è un cantante duttile, e mostra la sua abilità per tutta la
durata del CD. Le chitarre svolgono un lavoro onesto, sia in fase
ritmica che quando portano la melodia: molto professionali. La sezione
ritmica non è da meno, e non perde un colpo.
Le canzoni sono tutte di discreto livello. Ho già citato la
title-track, ma non possono passare inosservate anche "The Better Way"
e "Through The Threshold". Tra l'altro, queste sono proprio le tre
canzoni presenti attualmente nella pagina MySpace del gruppo.
E allora, che giudizio trarre di "Shade The Sun"? Beh, citando
Remarque, niente di nuovo sul fronte occidentale. In effetti questo
disco nulla aggiunge e nulla toglie al gran calderone del metalcore
attuale. Gli Inside Process sono molto bravi e professionali, ed hanno
realizzato un CD equilibrato e perfetto nelle sue parti. Però, è la
personalità a latitare. Gli Inside Process suonano davvero come mille
altri gruppi, nati e concepiti alle corti di Killswitch Engage e
Caliban. Sicuramente, il quintetto si starà togliendo delle belle
soddisfazioni, ed il successo di pubblico non gli mancherà. Ma se
vorranno puntare più in alto, e creare musica che resti negli anni,
allora c'è bisogno che facciano il punto della situazione e cerchino di
essere più originali e personali.
(Hellvis - Giugno 2009)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Inside Process: http://www.myspace.com/insideprocess
Sito Kick Agency: http://www.kickagency.com/