INJURY
Injury
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2010
Durata: 20 min
Genere: thrash
Come già asserito parlando dei MadMaze, sottolineo nuovamente come
l'Emilia Romagna stia sfornando una schiera di band altamente
interessanti e davvero competitive sul mercato italico, che riusciranno
quasi certamente a ritagliarsi un (limitato) spazio anche a livello
internazionale. Gli Injury non sono davvero da meno, e oltre che freschi
di un recente contratto con la Punishment 18 Records, sono in attesa di
poter vedere prodotto il debut album intitolato "Unleash The Violence".
E' un bene fare un piccolo salto indietro nel tempo, sia per quanto
riguarda la proposta in sé con la quale ci allietano i nostri, sia per
quanto riguarda questa prima demo della band, semplicemente intitolata
"Injury", autoprodotta proprio lo scorso anno dal quartetto e
distribuita con i mezzi di cui si dispone oggigiorno.
Una demo altamente professionale, registrata presso i Fear Studio di
Alfonsine (RA), che ho già avuto modo di esaltare peri prodotti sempre
decisamente competitivi e capaci di elevare la qualità intrinseca delle
composizioni di una band. Quattro brani, di cui tre inediti e la cover
di un noto brano dei veterani Exodus, presente su "Fabulous Disaster",
quella "The Last Act Of Defiance" che non manca mai di mietere vittime
dal vivo così come nella versione da studio; 15 minuti di proposta
direttamente da casa Injury, 20 se si considerano tutti i brani, che vi
trasporteranno indietro nel tempo, più precisamente nella seconda metà
degli anni '80, quando i protagonisti cominciavano a divenire
consapevoli dei propri mezzi, e le canzoni assumevano un aspetto
migliore, con arrangiamenti studiati ed ispirati senza essere privi di
quel lato tecnico che inizialmente era stato accantonato a favore di un
assalto all'arma bianca, perpetrato senza esclusione di colpi.
Le fondamenta su cui poggia il sound degli Injury si basano sul giusto
dosaggio di mid ed up tempos, un po' come hanno insegnato i già citati
Exodus, ed altre seminali band come Overkill, Nuclear Assault, Testament
e compagnia bella; inoltre, una spiccata propensione per la melodia
comporta conseguentemente l'ipotizzare che negli ascolti dei nostri,
band come Heathen e Forbidden assumono posizioni di tutto rispetto. La
Bay Area è citata a più riprese, vera e propria fucina di spunti per il
quartetto, mentre del lato europeo non si scorgono tracce, o restano
relegate in posizioni del tutto secondarie.
"Busy Killing" apre le danze, e non serve davvero proseguire troppo con
l'ascolto per fornire un'etichetta ai nostri; un concentrato di stop 'n
go, sfuriate e ragionati rallentamenti, bridge e passaggi dal fiero
sapore 80s, che si susseguono con una velocità incredibile, ed
un'immancabile partitura solista "a la Megadeth" che mette in luce la
preparazione tecnica dei vari membri del combo. Segue a ruota "Denying
My Soul", con l'eco di Peterson e soci che riecheggia entro breve in
testa, il tutto sempre corredato da un'ottima partitura, per giungere al
fulcro della demo, la conclusiva "Fear Of Nothing" che costituisce la
summa delle potenzialità legate al songwriting ed all'arrangiamento dei
nostri. Una sorta di personale tributo a tutto il meglio che la Bay Area
ha offerto, e sono due i nomi che spontaneamente si affacciano,
ovverosia Overkill e Heathen, per la capacità di unire dosi prepotenti
di melodie ed intrecci chitarristici con frecce di puro speed. E come
non ritrovarsi a canticchiare il motivo portante del refrain anche dopo
un solo ascolto? Davvero complimenti.
Sembrerà retorica, considerato come chiunque, compreso il sottoscritto,
cerchi di sottolinearlo a più riprese in occasione di ogni recensione
relativa al genere, ma non c'è da aspettarsi una ventata di originalità
da parte del combo: qui si ascolta thrash metal realizzato da
appassionati per appassionati, e se da un lato si può elogiare il
songwriting dei nostri, da un altro risulterebbe ipocrita non
evidenziarne la mancanza di vere e proprie partiture originali. Tanta
personalità, come sempre quella caratteristica che permette di
affrancarsi dalla definizione "copia spudorata", ma inserito in un
contesto piuttosto inquadrato e reticente dall'allontanarsi dal sentiero
già tracciato anni or sono dai primi epigoni.
La nostra scena è viva e vegeta, e gli Injury non fanno nient'altro che
confermare questa vitalità; come sempre, tocca al pubblico sancirne una
più concreta affermazione, ed attualmente siamo ben lungi dal poter
sperare in tumulti di massa a sostegno del nostro granitico e prolifico
sottobosco... ma la speranza è sempre l'ultima a morire, e finché il
tutto si alimenterà di profonda passione, il movimento sarà duro a
morire! Supporto!
(PaulThrash - Giugno 2011)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Injury: http://www.myspace.com/injuryviolence