INFIDEL?/CASTRO!
Case Studies In Bioentropy

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 44 min
Genere: Industrial/Noise/Avanguardia


Non è facile accostarsi alla proposta musicale degli Infidel?/Castro!. La musica della band è fortemente sperimentale. Colin Marston e George Korein, le due menti di Filadelfia che stanno dietro a questo progetto, non sembrano essersi posti dei limiti espressivi di sorta. Il loro stile è prevalentemente un industrial in bilico tra passaggi free e strutture rigide. Nel primo caso gli Infidel?/Castro! flirtano col noise e l'ambient. Le potenti sferzate delle chitarre o la paranoica ubiquità dell'elettronica risultano opprimenti. Non ci sono vie d'uscita da questo terribile incubo sonoro.
Quando la musica si assesta su strutture più lineari, il risultato non cambia. Vicine al math rock più severo, esse non presentano tracce di umanità. Solo distacco e gelo. I due artisti americani giocano a scomporre le strutture della musica e a ricomporle secondo ordini personali. Alcuni passaggi vengono dettati dall'intuito. In questo caso il flusso musicale è naturale ed agile. Altre sezioni sottostanno al rigore della logica. In esse la potenza insita nel suono sembra entrare in una specie di stasi temporale, pronta a deflagrare appena possibile.
Tutte le tracce di "Case Studies in Bioentropy" sono unite dalle tematiche della paranoia e della cospirazione. Il CD è diviso in tre atti, ognuno dei quali indipendente dall'altro. Questi sono separati da intermezzi meno soffocanti, ideali per riprendersi dalla violenza della musica.
Le parti vocali consistono in campionamenti presi da film o dalla televisione. I due musicisti non utilizzano le proprie voci. Gran parte dei testi non contengono parole che non siano già state dette da altri. Nei rari casi in cui è stato necessario l'utilizzo di un testo inedito, i musicisti hanno preferito farlo dire ad un computer o l'hanno fatto recitare all'attore Mike Chance.
Tutti gli strumenti sono suonati da Colin e George, i quali si sono occupati anche della programmazione, della composizione e della manipolazione dei nastri. Gli unici interventi esterni sono quelli del trombettista Forbes Graham e di Ben Greenfield al violino.
"Case Studies In Bioentropy" è un lavoro molto coeso ma di difficile assimilazione. Personalmente l'ho gradito parecchio. Occorre però essere avvezzi a certi generi musicali o comunque essere degli ascoltatori abbastanza onnivori. Non ci sono canzoni e il disco ha le caratteristiche di uno strumentale. L'impronta è intellettuale e rende necessario un ascolto approfondito per carpire i tanti piccoli particolari che compongono un brano.
Di metal non c'è assolutamente nulla, se non qualche cadenza death in "Negativity". I momenti più pesanti e chitarrosi si avvicinano di parecchio ai Neurosis ma la similitudine è soltanto superficiale. Pertanto il lettore medio di Shapeless potrebbe non gradire gli Infidel?/Castro!. Consiglio i titubanti di scaricarsi qualche mp3 prima di procedere all'acquisto.
Per quanto riguarda invece i lettori avvezzi all'industrial mi sento di consigliare l'ascolto di "Case Studies In Bioentropy". Il CD è ricco di spunti più che discreti e in alcuni casi le scelte musicali sono efficaci e profondamente ispirate. Quello che svaluta un po' gli Infidel?/Castro! è la discontinuità. Spesso la musica si evolve su soluzioni zoppicanti e forzate. Il suono, come ho già scritto, è coeso ma manca una coerenza che renda il disco impeccabile dall'inizio alla fine, senza flessioni. Meritano comunque una chance.
Recentemente la band ha pubblicato "The 49-Day Period Between Lives", uno split con i Friendly Bears. Rimando all'apposita recensione per il suo commento e per vedere se ci sono stati cambiamenti.
(Hellvis - Novembre 2003)

Voto: 7


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