INFIDEL?/CASTRO! + FRIENDLY BEARS
Split (12")

Etichetta: Rice Control / Epicene
Anno: 2003
Durata: 26 min
Genere Infidel?/Castro!: noise/industrial/ambient schizzato
Genere Friendly Bears: rock/jazz/metal schizzato


Questo lavoro è piuttosto distante da quello che di solito recensiamo su Shapeless, ma ci hanno chiesto di recensirlo, e quindi eccoci qua. Si tratta di uno split 12" tra gli Infidel?/Castro! ed i Friendly Bears, due gruppi americani, il primo di Philadelphia, il secondo di New York.
Gli Infidel?/Castro! sono un duo composto da Colin Marston e George Korein, con all'attivo già due album autoprodotti. Colin Marston lo avevamo già incrociato nei Behold... The Arctopus (trovate la rece del loro demo e l'intervista), difatti è stato lui a chiedermi di recensire anche questo lavoro.
Questo gruppo propone un'unica traccia di 11 minuti intitolata "The 49-day Period Between Lives (Memories And Premonitions)", ottenuta rielaborando delle parti del loro precedente album "Case Studies In Bioentropy" con alcune parti che finiranno nel prossimo album "Bioentropic Damage Fractal". Il progetto di questo gruppo è quello di creare musica seguendo un concetto, in questo caso si tratta dello stato di confusione che si dovrebbe provare nel periodo compreso tra la morte e la seguente reincarnazione. Questi due ragazzi quindi hanno preso degli spezzoni di base di altre loro opere, ed hanno rielaborato tutto cercando di creare la colonna sonora di quei momenti.
Descrivere la musica è piuttosto difficile, visto che non ci sono punti di riferimento precisi. Ci sono parti noise, altre industrial, altre sull'ambient, campionamenti di violini e trombe suonati in maniera violenta (direi "stuprati"), qualche nota soffusa di pianoforte, delle voci filtrate e straniate... Tutto questo per creare un'atmosfera alienata e disturbante. Gli Infidel?/Castro! volevano rendere in musica l'angoscia e lo smarrimento, e per me ci sono riusciti in pieno.
I Friendly Bears invece sono un quartetto formato da Tim Byrnes (tromba, già session member dei Candiria), Mary Alvorson (chitarra), Rich Bennett (chitarra) ed Andrew Greenwald (batteria). Non so molto della loro storia, visto che la biografia è veramente striminzita (sono nominate varie collaborazioni con gente dei Mr Bungle e del gruppo di John Zorn, ma riguardo al gruppo c'è scritto proprio poco), a quanto capisco questo dovrebbe essere il loro primo lavoro.
Il loro lato comprende 4 tracce strumentali, anche queste difficili da definire. Sono canzoni a forma libera, e credo siano nate improvvisando assieme. Il gruppo in pratica segue un tema musicale e lo rielabora in continuazione, variando in continuazione e senza che nessuno degli strumenti prevalga sull'altro. Come impostazione mentale sono vicini al free-jazz ed all'avant-rock, come suoni hanno anche qualche passaggio metal. Il risultato finale è disturbante e si accosta bene al lavoro degli Infidel?/Castro!, pur essendo molto lontani dal punto di vista strettamente musicale.
La confezione non so come sia, perché mi hanno mandato un CDR e non il vinile (ovviamente). La produzione dei due lavori è buona, non hanno suoni leccati ed iperdefiniti, ma il risultato finale si adatta perfettamente al loro stile.
In conclusione questo è un lavoro difficile da giudicare, sia perché non sono un grande esperto di queste sonorità, sia perché i due gruppi puntano principalmente sull'emotività e sulle sensazioni prodotte nell'ascoltatore. Su di me hanno fatto un'ottima presa ed hanno raggiunto i loro intenti, quindi un bell'8 pieno se lo meritano. Per il resto sta a voi giudicare: di certo siamo ben distanti dal metal duro e puro, quindi posso consigliare questo lavoro solo ai lettori con i gusti più vari. Se cercate qualcosa da ascoltare mentre siete in paranoia, allora accomodatevi, questa può essere la colonna sonora ideale.
(teonzo - Agosto 2003)

Voto: 8


Contatti:
Mail Infidel?/Castro!: info@infidelcastro.com
Sito Infidel?/Castro!: http://www.infidelcastro.com/
Mail Friendly Bears: friendly-bears@excite.com




Le quattro tracce dei Friendly Bears sono interessanti sebbene non estremamente coinvolgenti. Sono strumentali per palati fini. La struttura delle composizioni non mi pare così libera come sottolinea il teonzo. Mi sembra invece che ci sia una coerenza di fondo che limita la libertà di improvvisazione. La musica del quartetto di New York monta infatti un'espressività jazz su una base math rock. Il risultato è buono anche se non è un lavoro per tutti. Tanto meno per chi vuole ascoltare metal.
Dopo l'interessante "Case Studies In Bioentropy", gli Infidel?/Castro! ci riprovano con un lungo brano intitolato "The 49-Day Period Between Lives (Memories And Premonitions)". Com'è stato sottolineato nella recensione, questi 11 minuti sono il legame tra il CD precedente e quello di prossima uscita "Bioentropic Damage Fractal". La lunga traccia rielabora, anzi stravolge, la traccia che conclude "Case Studies..." e la fa sfumare su quello che sarà il primo brano dell'album successivo.
La musica si è fatta ancora più criptica e chiusa in strutture cieche e di difficile interpretazione. Anche la potenza di esecuzione è diminuita parecchio. L'approccio musicale si è fatto più metafisico, a tratti più gradevole. Ciò che gli Infidel?/Castro! hanno mantenuto è la freddezza con cui si rapportano all'ascoltatore. La distanza non è diminuita di un millimetro. Non saprei dire quanto il loro suono si sia evoluto. Un'unica traccia non basta. Restiamo quindi in attesa del loro prossimo lavoro.
Questo split è consigliato soltanto ai più coraggiosi lettori di Shapeless. O a chi ama generi quali l'industrial più metafisico o il jazz d'avanguardia.
(Hellvis - Novembre 2003)

Voto: 7