INFERNAL POETRY
Not Light But Rather Visible Darkness

Etichetta: Self Distribuzione
Anno: 2001
Durata: 40 min
Genere: death


Ho conosciuto questo gruppo su internet, e già dopo aver scaricato i 2 mp3 messi a disposizione ho capito che c'è un altro grande gruppo tra quelli italiani che ancora non sono noti a buona parte dei "metallari"... Che dire di loro? Un gruppo italiano capace di assimilare il suono di gruppi come At The Gates e rielaborarlo in chiave a mio avviso molto personale, ora più brutale, ora più melodico, ora molto malinconico.
Il CD si apre con un intro che ci cala in un'atmosfera quasi da film, preludio all'esplosione sonora dei tempi sparati iniziali di "'Till The Seventh Sky"... un attimo di tregua dove una sorta di "voce narrante" ci da un assaggio dei loro testi riflessivi, ben sposati con l'atmosfera suddetta, e il pezzo riparte con grande carica (non meravigliatevi se la vostra testa comincia a muoversi da sola)... Il cantante Paolo Ojetti mescola parti in growl a uno screaming molto tagliente, e le sensazioni non calano nemmeno nelle parti più rilassate... e nemmeno dal vivo come ho avuto modo di vedere al Pandemonium Fest dove hanno aperto (insieme ai My Dark Sin e altri gruppi) per i Behemoth... un bel concerto davvero. Mi dispiace solo non aver potuto ascoltare il CD prima del concerto perché avrei apprezzato ancora di più la loro (ottima) performance, carica di passione come tutto il CD.
Forse a tratti può risultare un po' stancante il suono della chitarra solista e venir visto come puro sfoggio di tecnica (dato che ci sono pure 3 pezzi strumentali incentrati su di essa), ma lo dico solo per dovere di cronaca perché invece a me son piaciuti tantissimo, la chitarra ha un suono davvero particolare (passatemi il termine "liquido") e in "From Mortal Body To Eternal Soul" c'è uno degli assoli più belli che io abbia mai sentito, capace di mettermi i brividi a ogni ascolto, e non son molti gli album che mi danno queste sensazioni.
"Wizard Touch Part I" è il primo dei 3 pezzi strumentali (intro esclusa) su 10, e ciò contribuisce in gran parte a rendere l'album molto piacevole anche come sottofondo, cioè uno di quegli album belli da sentire tutto e non a pezzi singoli. Ripeto, se vi annoiate in fretta con le evoluzioni chitarristiche potreste trovare questi brani e altri pezzi un po' pallosi, secondo me invece non rimangono allo stadio di pura esibizione ma danno un carattere ancora più passionale a questo lavoro.
Molto bello anche il drumming, pieno dove serve riempire al meglio il suono (senza essere eccessivo) e contenuto quando uno sfoggio tecnico esagerato toglierebbe immediatezza e passione. I primi due pezzi sono sicuramente quelli che meglio ho in mente, ma gli altri non son certo inferiori ad essi: riff taglienti, esplosioni di doppia cassa e un ottimo uso dei piatti, assoli malinconici che sembrano quasi piangere (in "Jester's Elegy" e la finale "Wizard Touch Part II") e parti da headbanging puro ("Hell Spawn"). Diciamo che, seppur forse non inventando nulla, suonano in maniera davvero originale, l'unica cosa che mi sia parso "già sentito" è un riff di "Deviation In Sacrality" che mi ha ricordato vagamente qualcosa dei Dismal Euphony, ma per me non è una cattiva ispirazione..
Mi è piaciuta parecchio pure la copertina, con quelle scale a spirale che non si capisce se scendono o salgono... Gli Infernal Poetry hanno fatto davvero un gran lavoro, sia come proposta musicale che come registrazione; spero che sia stato un investimento che dia frutti al più presto, perché davvero questo gruppo ha le potenzialità per emergere. Se amate il death suonato con tanta carica emotiva supportateli e procuratevi questo CD, magari dal loro sito che risparmiate qualche euro.
(Hatebreeder - Luglio 2002)

Voto: 9


Contatti:
Mail: infernalpoetry@hotmail.com
Sito internet: http://www.infernalpoetry.com/




Mi aspettavo molto di più da questo album... per me non decolla mai, alla fine mi lascia sempre l'amaro in bocca perché le canzoni mi sembrano tutte incomplete e quasi inconcludenti: mescolano molte influenze, ma mi sembra che non sappiano ancora per bene dove andare a finire. L'assurdo è che la canzone che preferisco è la prima strumentale "Wizard Touch Part 1", forse perché è quasi uguale ad "Air" di Jason Becker (fatalità anche questa è la traccia numero 4...), credo che questo dica tutto. Certo resta un buon album, ma non oltre.
(teonzo - Luglio 2002)

Voto: 7.5



Sono d'accordo con quanto scritto da teonzo, visto che anch'io, dopo le varie recensioni che decretavano l'album come un capolavoro di death melodico, sono corso ad acquistarlo.
La delusione è stata forte, sicuramente la colpa è anche mia viste le aspettative che riponevo nel disco, perché le canzoni non riescono a trascinarti neppure dopo vari ascolti, le idee ci sono, ma non vengono sfruttate a dovere.
A peggiorare le cose poi ci pensa la produzione, le chitarre sono deboli e per il genere proposto non è certo una cosa buona. Logicamente non voglio esagerare, perché credo abbiano solo bisogno di tempo per trovare il modo migliore per poter sfruttare al meglio il potenziale del gruppo, visto che poi ne possiedono tutti i mezzi (la tecnica individuale è elevata).
Rimandati a settembre.
(carma1977 - Agosto 2002)

Voto: 7



Qualche mese fa sembrava la new sensation italiana, ma anche per il sottoscritto ha tradito le aspettative. E' sicuramente un buon gruppo, che ha il grande, grandissimo pregio di voler mescolare varie influenze, ma il risultato di questo lavoro è ancora acerbo, senza una direzione apparente. Le potenzialità ci sono eccome, ritengo infatti che sia necessario calibrare il tiro, comprendendo quale sia il giusto bilanciamento tra tutti quegli ascendenti, e poi l'Italia avrà davvero un nuovo grande nome da mettere in bella vista.
(Orion - Agosto 2002)

Voto: 7