INFERNAL POETRY
Nervous System Failure
Etichetta: Copro Productions/Casket/PHD
Anno: 2009
Durata: 40 min
Genere: death metal spurio e sperimentale/crossover estremo
Ho finalmente l'onore di recensire "Nervous System Failure", il terzo
album dei marchigiani Infernal Poetry, atteso fin dai tempi del MCD
"Nervous System Checking" del 2006. La pubblicazione del CD porta a
termine un processo evolutivo, che ha visto il gruppo affermarsi sempre
di più sia a livello nazionale che internazionale, grazie anche alla
costante presenza sul palco. Allo stato attuale, "Nervous System
Failure" è il picco creativo ed artistico del quintetto, che corona ben
dodici anni di onorata carriera. Non mi dilungo a ripercorrere le varie
tappe della loro storia: in fondo, basta dare un'occhiata agli archivi
di Shapeless Zine per trovarvi le recensioni di quasi tutti i lavori
degli Infernal Poetry, con relative notizie biografiche.
Concentriamoci dunque su questo "Nervous System Failure",
pubblicato dalla Corpo Productions. La copertina, come già quella di
"Nervous System Checking", è ad opera dell'artista Lorenzo Mariani: un
disegno a mano dai colori allucinati e malsani, che spaziano dal
violetto, al verdastro, al blu. Una successioni di immagini
iperviolente, di figure nevrotiche che si mordono, si sparano in bocca,
si distruggono i cervelli con trapani e martelli penumatici. Il disegno
comunica un dinamismo che lascia davvero a bocca aperta.
Il libretto si apre a fisarmonica, e se da una parte presenta il
disegno appena descritto, dall'altra contiene i testi, una foto della
band, i contatti, i ringraziamenti e tutte le informazioni relative
alla registrazione.
"Nervous System Failure" è stato registrato agli Studi Potemkin di
Civitanova Marche. La formazione che ha inciso il CD consiste in
Alessandro Infusini al basso, Christian Morbidoni alla chitarra, Paolo
Ojetti alla voce, Alessandro Vagnoni alla batteria ed ai loop e Daniele
Galassi all'altra chitarra.
L'album contiene tredici canzoni, per un totale di quaranta minuti
di musica. Quattro di queste ("Forbidden Apples", "They Dance In
Circles", "The Next Is Mine" e "Pathological Acts At 37 Degrees") sono
già apparse nel MCD "Nervous System Checking",
L'introduzione "User Advisory" è simpatica, e si sente una voce femminile pronunciare il seguente avviso, in inglese: "Attenzione.
Questo non è un disco di metal convenzionale. In caso voleste ascoltare
un album metal convenzionale, siete pregati di inserire un disco di
metal convenzionale nel lettore, e di schiaccare il tasto Play.
Altrimenti, aspettate qualche secondo e rilassatevi... se potete!".
Ed ecco partire "Post-Split Anathemas", la prima vera canzone del CD.
Già con questo brano, gli Infernal Poetry mettono tutti a tacere con il
loro death metal moderno e bizzarro, che unisce l'utilizzo di riff
semplici e basilari, alternati a passaggi più complessi e di notevole
qualità. La potenza esecutiva è impressionante, e l'arrangiamento è
perfetto in ogni suo particolare. L'ottima qualità di registrazione ci
permette di apprezzare ogni più piccolo dettaglio. Dotata di una
tensione pesantissima, ma anche di un groove trascinante, "Post-Split
Anathemas" ci introduce nel mondo musicale del quintetto, nel modo
migliore possibile.
"Forbidden Apples" è, come ho scritto prima, una delle canzoni già
apparse in "Nervous System Checking". Per un commento approfondito, il
lettore è rimandato alla mia recensione del MCD, presente negli archivi
di Shapeless Zine. In questa sede non posso che ribadire il mio
giudizio positivo sul brano, ribadendo che mi ha ricordato molto i cari
vecchi Coroner. Sì, una versione più massiccia e dal sapore death. Le
similitudini però sono impressionanti, soprattutto per quanto riguarda
il lavoro della chitarra solista. E' sempre piacevole, da ascoltare.
"Brain Pop-Ups" mette nuovamente in evidenza la padronanza
strumentale dei nostri, nonchè l'abilità espressiva di Paolo alla voce,
il cui timbro distorto è potente ed eclettico. La sezione ritmica non
perde un colpo, e in molte sue scelte evidenzia un gusto per i passaggi
spuri, mettendo in evidenza influenze nu-metal e crossover. In alcuni
passaggi ritmici, ad esempio, si nota qualche richiamo ai System Of A
Down. Per il resto, "Brain Pop-Ups" percorre i consueti territori
estremi, grazie ai soliti riff precisi della chitarra, arricchiti da
"coloriture" tecniche ed agili. La follia compositiva del gruppo, per
quanto dai contorni ben definiti, non può che essere ben accetta.
Finale malato e dissonante.
Anche "They Dance In Circles" fa parte delle canzoni più datate, e
per essa vale il discorso fatto per "Forbidden Apples". In questa
canzone, l'elemento moderno e le influenze nu-metal sono predominanti,
in un crossover di generi che spacca la mente ma scalda il cuore. La
proposta musicale è molto vicina ai The Famili di Trevor, con qualche
spruzzatina alla Mike Patton qua e là. Traccia schizofrenica e malsana,
ci fa capire come mai gli Infernal Poetry siano tra i gruppi più
quotati d'Italia. In effetti questi marchigiani, oltre che talento,
hanno coraggio e personalità. E la cosa è evidente anche in "The
Heater, The Wall, The Hitter". Inserita com'è in coda a "They Dance In
Circles", ne sembra quasi una continuazione strumentale. E quindi ne
amplifica le atmosere stranianti, anche grazie ai loop ritmici davvero
ossessivi.
Ho citato i The Famili. Ed ecco che Trevor, cantante dei Sadist e
dei The Famili appunto, partecipa come ospite in "The Next Is Mine". Mi
ha portato alla mente anche uno degli ultimi Gods che ho visto, dove
Trevor ha condiviso il palco con questi cinque scalmanati. Anche questa
canzone continua a camminare pericolosamente in bilico tra i generi,
comunicandoci una freschezza ed un entusiasmo rari, ormai, in un
mercato musicale così affollato e saturo. Meno male che gli Infernal
Poetry esistono. Traccia breve e diretta, dimostra come il gruppo
sappia anche contenersi, e mantenere un certo equilibirio.
"Back To Monkey" è un brano avvincente, impreziosito
dall'espressività dei musicisti e dalla prova dell'istrionico cantante.
L'arrangiamento, come al solito, è arricchito dall'utilizzo di
campionamenti, ma anche da una dose più consistente di melodia. "Back
To Monkey" è l'ennesima riprova dell'indipendenza stilistica dei
nostri.
"La Macchina Del Trapasso" è un'intermezzo quasi ambient, dove si sente un rantolo che si fa sempre più affannoso.
Ecco ora un'altra canzone già comparsa in "Nervous System
Checking": "Pathological Acts At 37 Degrees". Ed ecco un'altra traccia
nel quale l'influenza dei System Of A Down è evidente. Ricordo che,
nella mia vecchia recensione, avevo espresso questo desiderio: mi
sarebbe piaciuto sentire il brano interpretato da Serj Tankian! Oddio,
la canzone è personale, questo sì. Però musicalmente, il paragone
regge. Da metà in poi, potrebbe ricordare anche un po' certi Mr. Bungle
e qualcosa dei Dog Fashion Disco. Anche in questo caso, comunque, vi
rimando alla mia recensione di "Nervous System Checking".
"Drive-Gig Drive-Gig" è una composizione coerente con quanto
ascoltato in precedenza. Eh sì, questo album è molto coerente con sè
stesso, nonostante le tante variazioni e le diverse sfaccettature dello
stile degli Infernal Poetry. A tratti furiosa ed ostinata, presenta
anche passaggi più cadenzati e lenti, e contrappone riff ritmici
serrati ad altri costituiti da note più lente. Curiosa la seconda
parte, dalla ritmica lenta, nella quale Paolo gigioneggia alla grande,
e sulla quale si sviluppa uno schizzatissimo assolo di chitarra.
"Wizard Touch Pt.3" è un piacevole strumentale per chitarra, ad
opera di Daniele, che fa "atmosfera", ma esibisce anche il talento del
musicista.
La title-track chiude il CD con la sua irruenza, riassumendo nel
suo sviluppo un po' tutto quanto il CD ha da proporci, ribadendo la
bravura strumentale dei nostri e la loro esuberanza creativa. Davvero
bravi. E, ascoltando questa canzone, ecco che il termine "crossover" è
giustificato nel suo significato più vero ed originario. Finale
distruttivo, con una voce che ripete all'infito il titolo dell'album.
Torna poi la voce femminile, che ci avverte che la traccia
seguente non è nè una bonus-track, nè una ghost-track: semplicemente
non esiste. E infatti, qualche secondo dopo, il CD termina.
Che giudizio dovrei dare secondo voi ad un disco così? Sicuramente
positivo, molto positivo. In fondo, questo è rilevabile dai miei
commenti traccia per traccia. E in effetti "Nervous System Failure"
conferma quanto di buono ho ascoltato sul MCD precedente, senza
aggiungere nulla di eclatante, ma anche senza ridimensionarne la
qualità. Effettivamente, già "Nervous System Checking" esprimeva una
musica di alto livello, e sarebbe stato eccessivo confidare in un
miglioramento esponenziale con la sola aggiunta di altre tracce.
"Nervous System Failure" dimostra come gli Infernal Poetry abbiano le
idee chiare, e non amino trincerarsi dietro dei dogmi musicali
intoccabili legati alla tradizione. Con spontaneità, uniscono il nuovo
al vecchio, senza timore. Si mantengono in equilibrio fra i generi,
senza concedersi mai a nessuno in particolare. Evitano come la peste le
trovate più commerciali, puntando sempre al groove, o alla violenza
martellante, mantenendo comunque un'attitudine irriverente e simpatica.
Un vero amante della musica estrema non può non apprezzare un disco di
questo valore. Io lo adoro. Cari lettori, acquistate questo CD e
sostenete la band. Gli Infernal Poetry lo meritano veramente.
(Hellvis - Novembre 2009)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail Infernal Poetry: infernalpoetry@infernalpoetry.com
Sito Infernal Poetry: http://www.infernalpoetry.com/
Sito Copro Productions: http://www.coprorecords.co.uk/