INFERIS
In The Path Of Malignant Spirits

Etichetta: Old Temple
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: death metal


Chissà come mai si tenda sempre a guardare al metal sudamericano con sufficienza... Questa è una cosa che non ho mai capito. Già sarebbe sbagliato in partenza riferirsi ad un "metal sudamericano", quando in realtà l'America Latina è ricca di scene nazionali davvero interessanti, e ben distinguibili fra di loro. Generalizzare è stato sempre un difetto di un certo tipo di stampa, e la cosa non ha fatto che influenzare le menti di tanti appassionati del metal. Ma non solo. Semplicemente, tante realtà musicali provenienti dai vari paesi del Sud America non vengono affatto distribuite su larga scala nei mercati nordamericani ed europei. Ci sono le debite eccezioni, è vero. Ma non si può negare che esistano gruppi di notevole valore da noi quasi totalmente sconosciuti, superiori in tutto e per tutto a gruppi europei o nordamericani con in mano un ricco contratto di distribuzione internazionale. Questa è un'ingiustizia, e solo l'underground permette alla musica di questo continente (ma anche quella asiatica) di diffondersi nei nostri paesi, grazie a demo o CDr acquistabili a poco prezzo nei piccoli mailorder. E c'è il passaparola, quello dei veri intenditori del metal. Più qualche etichetta illuminata, come ad esempio la Old Temple Records, che ha scommesso sui cileni Inferis. Una scelta vincente, a mio modo di vedere, e che fa onore all'etichetta polacca. Infatti gli Inferis non sono per nulla inferiori a tanti gruppi del nostro vecchio continente, alcuni dei quali si sono ritagliati anche il loro spazio sulla carta stampata specializzata del loro paese d'appartenenza.
Dunque, vediamo un po' chi sono questi Inferis e che album sia questo loro "In The Path Of Malignant Spirit". Innanzitutto, va subito detto che il nome del gruppo non sia molto brillante in quanto ad originalità, tanto più che in Cile c'è anche un'altra band discretamente famosa che porta lo stesso moniker. Solo che una band suona heavy metal classico, e l'altra -questa band- un death metal aggressivo e brutale. Formatisi nella capitale Santiago nel 1998, gli Inferis hanno mantenuto negli anni la medesima formazione, una cosa tanto rara quanto positiva. La line-up consiste in Cesar Pezoa (batteria), Gonzalo Riveros (chitarra solista e ritmica), Hernan Villagran (basso e cori) e Rodrigo Manzor (voce). Il gruppo ha pubblicato un primo demo senza titolo nel 2002, ed un secondo nel 2004 ("Destroying The Light").
"In The Path Of Malignant Spirit" è il loro disco d'esordio. In copertina campeggia il disegno ultragrezzo di un diavolo e mostri vari, un'insieme tanto sgraziato quanto malefico.
Dopo una breve introduzione, gli Inferis assalgono l'ascoltatore con una violenza assurda. L'impatto lascia senza fiato, grazie ad un suono livido e sferzante, e ad una qualità di registrazione funzionale e sguaiata. La chitarra, abrasiva, snocciola una marea di riff tutti di buona fattura, per quanto sempre legati alla tradizione del genere. In fondo, gli Inferis suonano death metal e non hanno intenzione di ibridare la propria musica con influenze esterne. La sezione ritmica è distruttiva e possente, e a tratti fa davvero paura. Il gutturale di Rodrigo è forte, deciso e sanguigno. Insomma, il quartetto è una vera e propria macchina da guerra, che sembra reclamare sempre più sangue mano a mano che avanza nel suo percorso. Canzone dopo canzone, gli Inferis stabiliscono dei chiari punti di riferimento per il loro songwriting: potenza innanzitutto, ma anche intelligenza nella strutturazione delle canzoni. Le varie tracce, ad esempio, sono tutte piuttosto lunghe. E' assente il brano bruciante di due minuti. No, le composizioni sono strutturate in vari passaggi, vuoi più violenti vuoi più lenti, che riescono a mantenere intatta l'attenzione dell'ascoltatore. Questo, secondo il mio punto di vista ed il gusto personale. Magari gli amanti delle canzoni death al fulmicotone, veloci e concise, potrebbero trovare noiosa questa scelta dei cileni. Io comunque l'ho apprezzata, perchè si vede la voglia di creare qualcosa di intelligente, e non di fare solo casino senza finalità artistiche. Inoltre, è notevole la cura negli arrangiamenti. In alcuni casi, la brutalità lascia il posto a melodie (non si pensi però al death melodico) e a sovrapposizioni di suoni davvero interessanti. L'esempio più lampante è dato dal vero capolavoro del CD, una delle migliori canzoni death metal che abbia ascoltato ultimamente: "Carriers Of The Death". In questa canzone, tutte le scelte compositive degli Inferis risaltano al meglio. Nulla è fuori posto, tutto è perfetto. Grande prova. Certo, il tutto è molto derivativo (Immolation su tutti, ma anche Morbid Angel) però se un brano è bello, beh, anche le strizzatine d'occhio agli altri gruppi sono bene accette!
Anche "Nigromantic Arts" e la classica "Destroying The Light" sono molto belle, anche se non raggiungono il livello di "Carriers Of The Death". Diciamo che sono più in linea con le altre canzoni dell'album, vale a dire "The Suffocating Heath", "Death Aroma" e "Descent". Cioè brani death metal strutturati, violenti ed onesti. Nulla di nuovo, ma tutto ben realizzato e ben suonato. Ecco, una cosa: l'esecuzione dei cileni è molto istintiva, direi quasi come se fosse stata registrata dal vivo. Ma questa resa è davvero coinvolgente, e dona un qualcosa in più a tutto il CD.
La lista delle canzoni è completata dall'introduzione, dall'intermezzo acustico "Melancholy" e dalla bonus-track tratta dal demo precedente "Die Under Power of Devils / Master of Darkness".
Allora, cari lettori. Come avrete potuto comprendere da questa recensione, gli Inferis non cambieranno le sorti del death metal, ma sono comunque un bel gruppo. Un gran bel gruppo. Lo so che in Europa abbiamo tante buone band, ma sono contento che la Old Temple abbia gurdato al di fuori del nostro continente per portare qui da noi il verbo di questi cileni. A parer mio ci dovrebbe essere un migliore interscambio tra le nostre etichette, i nostri distributori, ed i tanti gruppi validi provenienti da Cile, Perù, Colombia, Argentina e così via. Ma questo è un discorso a parte, che non ha nulla a che vedere con la recensione.
In caso amaste il buon death metal tradizionale, dalle tinte cupe ed i testi satanici, beh, non temiate di rivolgervi a questi Inferis. Un gruppo davvero valido e promettente.
(Hellvis - Febbraio 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Inferis: inferis@inferischile.com
Sito Inferis: http://www.myspace.com/inferischile

Sito Old Temple Records: http://www.oldtemple.com/