INCHIUVATU
Piccatu

Etichetta: Inch Productions
Anno: 2004
Durata: 45 min
Genere: black metal


"Piccatu" è il nuovo album di Agghiastru e del suo progetto Inchiuvatu, a quattro anni da "Viogna". Non penso ci sia bisogno di una presentazione per questa bellissima realtà del panorama metal estremo d'Italia!
In occasione del terzo album l'artista siciliano ha deciso di affrontare il complesso tema del "peccato", secondo il suo personale punto di vista.
Il testo di "Consumu" fa riferimento alla tradizione di stendere, dopo la prima notte di nozze, le lenzuola sporche di sangue al balcone. In questo modo la donna dimostrava pubblicamente di essere arrivata vergine al matrimonio. In caso che la donna non si fosse dimostrata "virtuosa", l'uomo poteva sgozzarla. In un modo o nell'altro, questo lenzuolo doveva essere macchiato di sangue di femmina. La violenza della tradizione popolare traspare anche dall'atteggiamento musicale del brano. La ritmica è molto serrata, il riffing selvaggio e tagliente. Agghiastru urla il testo con passione: è facile immedesimarsi nella situazione. "Consumu" è una composizione diretta, potente ma che non trascura il lato melodico. Melodia dolciastra e brutalità si confondono, lottano l'una contro l'altra. E' come l'accavallarsi dei sentimenti alla prima notte di nozze, in quella società: passioni animali si alternano a sentimenti religiosi e puri. E' il momento delicatissimo in cui l'amore potrebbe trasformarsi nel suo opposto.
Ecco ora la title-track. Si tratta di una composizione intensa, caratterizzata dal susseguirsi convulso dei vari riff. Ognuno di essi è dotato di una propria natura e comunica sensazioni diverse. Si passa dalle melodie malinconiche alle aggressioni all'arma bianca con una naturalezza veramente disarmante. Le atmosfere sono malate, nostalgiche, confuse. I vagiti di un bambino richiamano l'introduzione "Lustru", la quale simboleggia la nascita di Agghiastru. Non per nulla "Piccatu" è una traccia molto personale, nella quale l'artista riflette sulla sua vita.
Le battute di apertura di "Maleficu" hanno un suono torvo e la ritmica strisciante. Sono cariche di astio. Secondo quanto affermato sul foglietto informativo, questa traccia è "un inno di disperazione rivolto a dio, per l'assurda condizione del sesso nel genere umano". La composizione si dirige in seguito verso lidi più melodici, che talvolta sembrano suggerire un inatteso rilassarsi dei sentimenti. In realtà "Maleficu" mantiene intatta la sua aura di amarezza dall'inizio alla fine ed ogni raggio di luce viene risucchiato dalle tenebre dell'animo di Agghiastru.
"Animacula" tratta della relazione incestuosa tra una madre e suo figlio. L'estremo dell'amore materno. E' una traccia suadente, dal forte impatto emotivo. Nonostante la melodia e gli accordi "sognanti" della tastiera, "Animacula" conserva intatta la sua violenza. Le chitarre aggressive sfregiano la delicatezza della tastiera. Amore, piacere e attrazione vengono schiaffeggiati dalla coscienza e dal senso del peccato. Il quale attrae e respinge. Allo stesso modo questa canzone vede una parte black metal accompagnarsi in maniera stridente alla spiccata melodia. Ambedue viaggiano assieme e più volte si toccano. Ciò nonostante non possono, e non potranno mai, fondersi assieme.
Fusione che invece riesce alla perfezione in "Vattiu". Tanta atmosfera, ma anche altrettanta cattiveria, nelle note di questa canzone. Il talento compositivo di Agghiastru fa sì che ogni singola traccia viva di vita propria e comunichi all'ascoltatore emozioni sempre diverse. "Piccatu" è un album composto da nove quadri differenti, uno per traccia (introduzione compresa). E' come una piccola galleria d'arte che espone la sensibilità dell'artista nei confronti della musica e del mondo. Comprendendo il messaggio di questi "quadri" potremmo riuscire a cogliere i più intimi pensieri di Agghiastru. A meno che, come lui stesso suggerisce, "Piccatu" non sia una delle tante maschere che egli indossa quotidianamente...
Atmosfere più rilassate in occasione di "Ciuri Sacrificatu", nel quale il Cristo chiede al padre se ne è veramente valsa la pena di sacrificarsi per il deludente genere umano. Questa traccia ha un suono ovattato, malinconico, ma che non comunica disperazione. La melodia, calda e mediterranea, trasuda di passioni e sentimenti contrastanti. Il ritmo è lento, quasi da ballata suicida. Questo brano introspettivo sembra suggerire un'inattesa simpatia di Agghiastru verso Gesù Cristo. Non mi stupirei di vedere il compositore siciliano dare una pacca sulla spalla ad un rabbuiato figlio di Dio e dirgli: "Hai visto? Alla fine è riuscito a fregare anche te!".
Con "Eva" si ritorna a riff più sanguigni. La traccia in questione è meno intensa delle precedenti ma guadagna in quanto a vivacità compositiva. La struttura è relativamente complessa. La musica è teatrale, arabeggiante: come al solito, i riferimenti folk sono sempre presenti. In essa si ritrovano tutti i tratti peculiari di quest'album, non sto pertanto a ripeterli.
Preferisco passare subito all'ultima traccia: "Curu". Finalmente si risente il pianoforte, quasi del tutto assente nel resto del CD. La musica è molto triste, coerentemente al testo che parla di una relazione sentimentale finita male. La voce di Agghiastru sussurra parole cariche di mestizia. Pianoforte e voce creano un incantesimo di "pianti infiniti e lacrime amare". Ritorna il pianto del bimbo, in chiusura, quasi a simboleggiare un'ideale rifugiarsi nell'utero materno, prima di essere nuovamente scaraventati ed abbandonati in un mondo di contrizione e peccato.
"Piccatu" è solo il primo capitolo di una serie di due CD. Il secondo vedrà la luce, probabilmente, agli inizi del 2005. A differenza di questo, la seconda parte metterà in mostra l'anima più dark e folk del progetto Inchiuvatu. Nell'attesa non possiamo fare altro che goderci questo ottimo album, l'ennesima riprova di quanto il songwriting di Agghiastru sia superiore alla media! Ah, una piccola annotazione: in futuro sarebbe lecito aspettarsi qualche miglioramento nella qualità della registrazione. Ma questo è proprio cercare il pelo nell'uovo, eheh!
(Hellvis - Novembre 2004)

Voto: 8.5


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