INDESTRUCTIBLE NOISE COMMAND
The Visitor

Etichetta: Giant Records
Anno: 1988
Durata: 44 min
Genere: thrash


Senza ombra di dubbio questo secondo (ed ultimo, credo...) (yeah, ultimo purtroppo - nd teonzo) lavoro degli americani I.N.C. è uno dei dischi che ho ascoltato di più nella mia vita. Non perché si tratti del miglior disco thrash di sempre o perché contenga spunti geniali, non so neppure io il perché... solo che dal momento che l'acquistai, nel 1990 (per una cifra ridicola... sulle tre/quattromila lire), non riuscivo a non ascoltarne almeno qualche canzone al giorno. Quindi mi è difficile parlarne in toni distaccati.
Comunque, sia ben chiaro, questo "The Visitor" è un bel disco di thrash classico americano, non troppo pretenzioso, quasi "scazzone" in certe scelte e in certi atteggiamenti, per quanto i quattro non fossero assolutamente male tecnicamente; la copertina, stilisticamente, è poi il solito grottesco disegno che rimanda a diversi album thrash dell'epoca, e lo stesso si può dire per il foglio interno che da una parte riporta testi e ringraziamenti/insulti (quest'ultimo sono tutti per tale Don e "Larry cox", a cui è rivolto il seguente invito "may you and Don be permanently crazy glued in 69 position"!!), mentre dall'altra c'è il collage "fatto a mano" di foto piccole e piccolissime che ritraggono i nostri in pose e atteggiamenti piuttosto improbabili. Insomma la classica iconografia thrash anni '80. Il retrocopertina, per chiudere, mostra una foto estiva della band, per tre quarti in bermuda e T-shirt (e d'altronde come attitudine è più facile associarli agli Anthrax che non agli Slayer...)... curiosa la scritta sulla maglietta del bassista/cantante Dennis Gergerly, che riporta in sequenza "See Dick drink, see Dick drive, see Dick die.... Don't be a Dick!!".
Ma passiamo alla musica, e che musica! "Dry Heave" apre le danze, dopo strani urlettini e un urlaccio. Sarà perché lo conosco a menadito, ma secondo me è un grandissimo brano thrash, saltellante, una perfetta canzone da pogo! L'esecuzione è abbastanza fluida e il gruppo appare decisamente agile. Bravo il batterista, che si dimostra abile nelle rullate mantenendo sempre il giusto tiro. La voce di Dannis Gergely, anche bravo bassista, la ritengo ottima per il genere; corrosiva al punto giusto, senza troppe forzature.
"Bedtime Story" si apre in maniera abbastanza fiacca, per poi riprendersi con il successivo strappo veloce. Niente di speciale, sia chiaro, il disco contiene momenti decisamente più validi. Il solismo di Eric Barath si dimostra piuttosto particolare, seppur non tecnicissimo; si sente che il nostro cerca di caratterizzare a più non posso la canzone e non lesina certo le note. I suoi soli sono comunque piuttosto memorizzabili, un pregio in un ambito in cui spesso si ricercava la velocità a tutti i costi.
La successiva "What Are You Looking At?" si dimostra decisamente più incazzata e piuttosto ben costruita, fino ai cori sgraziati. Gli I.N.C. erano un gruppo compatto e questa canzone ne è la testimonianza. Non bisogna dimenticare che per l'incisione di questo disco è molto probabile che non abbiano beneficiato di budget altissimi, quindi non ci sono molti accorgimenti da studio o ritocchi successivi, anzi...
Bello il riff armonizzato a due chitarre che apre "Thunder-Struck", canzone che evidenzia anche discrete doti compositive. Un pezzo molto trascinante, sicuramente uno dei momenti migliori del disco. I quattro non hanno cali di tensione e il pezzo scorre piacevolmente fino alla fine; è giusto quindi rendere merito all'accoppiata Barath-Fabrizi alle chitarre, sostenuti dall'ottima sezione ritmica Gergely-Duguay (quest'ultimo veramente bravo!). La canzone contiene diversi rallentamenti e stacchi, ed è facile perdere il tiro in questi casi... qui non avviene, bravi I.N.C.!!!
Il lato B è aperto dalla title-track, ed è ancora thrash decisamente martellante; il brano è spezzettato continuamente da vari stacchi ma risulta scorrevole e trascinante. Il suono non è ovviamente pulitissimo e certi fraseggi chitarristici escono abbastanza impastati. Ma non è negli I.N.C. che bisogna cercare la pulizia sonora, questa è musica per coinvolgere immediatamente e fisicamente.
"Hypo-dermic Coastline" è aperta da un messaggio di una segreteria telefonica, spazzato via subito dopo dall'assalto thrash dei nostri. Rallentamento a metà pezzo, caratterizzato da un "sotterraneo" arpeggio di basso, e poi subito ripartenza in bello stile con l'assolo di Barath, generoso e commovente per quanto ingenuo in certe trovate.
"Scammed Again" inizia in modo ironicamente spagnoleggiante, con il fraseggio di chitarra acustica chiuso da un "Olè"!!! Inutile dire che subito dopo è ancora thrash; si passa da passaggi mid-tempo ad accelerazioni improvvise, il tutto condito con stacchi improvvisi (quasi alla Death Angel di due anni dopo!). Ovviamente la matrice degli I.N.C. rimane sempre grezza, e ogni parvenza di virtuosismo è soffocata dal fragoroso incedere del muro ritmico sempre presente. Chiude il disco un medley non troppo macchinoso (...) di "Just What I Needed / Candy-O"; qui viene fuori l'anima più scherzosa del gruppo che non risparmia urlettini e un atteggiamento più ilare.
In conclusione, che dire... io forse sono poco parziale, ma reputo questo disco decisamente valido, suppur non un capolavoro imprescindibile. Gli I.N.C. suonavano thrash, ma molto più probabilmente vivevano thrash... l'onestà di questa band esce da ogni solco, e questo, permettetemi, non è poco.
"The Visitor", come l'esordio, è un disco non facilissimo da trovare, ma neanche impossibile. Beh, se vi piace il thrash anni '80 ve lo consiglio sicuramente... e "Dry Heave" è un grande brano, c'è poco da dire!
(Linho - Agosto 2003)

Voto: 8



Per me questo è un classico minore del thrash: è grezzo e spacca per bene dall'inizio alla fine! Già il precedente "Razorback" era figo, questo per me è anche un pelo meglio. All'inizio può sembrare un album senza molto da dire, ma basta ascoltarlo un paio di volte ad alto volume e senza tanti pensieri per la testa per esaltarsi. Gli INC sapevano fare il loro mestiere per bene, peccato che dopo questo album non abbiano più fatto un cazz... Ah, nel formato vinile c'è una foto spettacolare di un tipo (manco ricordo chi, ho la versione CD e lì non c'è purtroppo) che esce da una vasca da bagno, con i capelli pieni di shampoo e modellati a cresta, facendo una faccia da culo notevole, hahahahaha!!! Insomma, non c'è un cazzo di originale, nulla di nuovo, solo thrash duro e puro, e questo per me basta ed avanza.
(teonzo - Agosto 2003)

Voto: 8.5