INANE
Void That Bend (MCD)

Etichetta: East Area Production
Anno: 2005
Durata: 25 min
Genere: crossover tecnico e schizzato


La copertina di questo MCD degli Inane mostra un bambolotto con un televisore al posto del torso e dei tentacoli al posto delle gambe. Bizzarro vero? Dalla sua testa fuoriescono dei tubi. Alle sue spalle si intravedono ali da angelo. I colori sono lividi. La sensazione di disagio è forte, ma stranamente attraente. Questa capacità di spiazzare va oltre al libretto di quattro pagine, contenenti testi e ringraziamenti, ma si insinua nella musica degli Inane. Tanto che, al primo ascolto, sono rimasto tra lo stupito e l'entusiasta. La musica suonata da Alberto1/2 (voce, chitarra), Simo (basso) ed Ycio (batteria) è un qualcosa di particolare, adatto ai palati fini ma capace di farsi apprezzare anche da chi è abituato ad ascolti più superficiali.
Il MCD "Void That Bend" è stato registrato nel novembre del 2004. La qualità di registrazione è di buon livello.
Sono suoni elettronici quelli che introducono "A Scanner Darkly". L'attenzione dell'ascoltatore è subito catturata dalle atmosfere cibernetiche, presto interrotte dal riff di una chitarra. Quando gli Inane iniziano a suonare al gran completo, ecco che si delinea una musica nervosa ed aggressiva, caratterizzata da suoni secchi, freddi e vocals arrabbiate. L'esecuzione è molto precisa e potente. La tecnica emerge nel virtuosismo ritmico del bassista Simo, o nell'implacabile drumming di Ycio. Il ruolo della chitarra è estremamente controllato, attento ai particolari e del tutto privo di sbavature. L'effetto complessivo è molto distaccato, matematico, quasi che la musica fosse stata partorita dalla mente di un robot. A completare l'arrangiamento (ed è una costante del MCD) ci sono vari samples, curati da Andrea Testori.
"Soulless Silence" è una canzone più carica di groove della precedente. I riff sono molto nervosi, essenziali e di qualità. E' tutto un susseguirsi di ottime trovate d'arrangiamento, note scivolate e pause. Stilisticamente parlando, gli Inane risultano difficilmente catalogabili: è un crossover creativo, che prende tante diverse influenze e le mescola in un qualcosa di unico. C'è un germe thrash, ben macinato e deformato dagli ingranaggi degli Inane, mescolato accuratamente con suggestioni death, nu-metal, crossover, ecc. Talvolta i riff sghembi, sorretti dal virtuosismo del basso, possono ricordare i sottovalutatissimi norvegesi Virus. Ma il trio monzese è ben attento a non lasciar trapelare le proprie influenze: c'è un po' di Meshuggah, un po' di Korn, un po' di Fear Factory, un po' di The Dillinger Escape Plan... così come nessuno di questi! Le citazioni vengono suggerite ma mai espresse. E' un gran casino, eheh! Ma è fantastico sapere che ci siano gruppi come gli Inane, capaci di sapersi esprimere in maniera innovativa e convincente!
Degni di nota sono anche i testi, spesso legati a sentimenti malinconici o ad eventi che di allegro hanno ben poco. Assieme alla voce, le liriche sono gli unici elementi umani di una musica che molto umana non è. L'effetto è straniante, ma incredibilmente suggestivo. Dai ringraziamenti ho notato che Simo ama la letteratura cyberpunk. Questo spiega molte cose relative alle atmosfere ricreate dal gruppo.
"Der Alte" vede la partecipazione di Cri dei Relapse. Il punto di forza di questo brano, almeno nella sua prima parte, sta nell'alternanza tra pause ed esplosioni sonore. Ottima prova d'assieme. Come al solito, il basso è sugli scudi. La batteria è una macchina. Il suo suono è abbastanza sintetico ed asciutto, tanto che ad un ascolto superficiale potrebbe ricordare una drum-machine. Eppure, questo suono è perfetto nel contesto musicale del MCD. Una batteria troppo "umana" avrebbe stonato. "Der Alte" gode anche di un ritornello incisivo, di facile assimilazione.
L'inizio di "Only Flesh", così innocuo nonostante i suoni svirgoli, sorprende l'ascoltatore. Sul ritmo costante della batteria, basso e chitarra si incrociano in arpeggi dal volume relativamente basso. Quando però inizia, "Only Flesh" si dimostra subito melodicamente ardita e pesantemente contaminata dal progressive. Si ascolti, a seguire, la sezione strumentale che sfocia con naturalezza nella successiva "Only Bones". La melodia intonata dalla voce è una delle più immediate di tutto "Void That Bend". In compenso, l'arrangiamento non concede nulla in quanto a complessità. Lo stile degli Inane è invariato ma, in questo caso, sembra richiamare in qualche modo la psichedelia degli anni '70. Soprattutto quando chitarra, basso e batteria si liberano in agili passaggi strumentali.
"Bless Me Shrike", dopo un inizio fiammeggiante a base di riff carichi di mordente e cambi di tempo ed atmosfera, si apre verso soluzioni musicali in linea quando gli Inane ci hanno fatto ascoltare in precedenza. La qualità del ritornello permette alla canzone di rimanere in testa nonostante la sua forma mutevole. "Bless Me Shrike" è un cambiamento continuo: credo che gli Inane siano stati lievemente eccessivi in questo caso (dipende dai gusti). Non ci si può comunque lamentare, anche perché non c'è una parte di questa canzone che sia brutta o inutile. Forse è la naturalezza dei passaggi tra le varie parti a risultare un po' forzata, ma è un peccato veniale.
Gli Inane sono un gruppo estremamente interessante e "Void That Bend" è il sigillo della loro qualità. Non ho dato il massimo dei voti perché sento che potranno migliorare ancora in futuro. L'importante è che continuino a seguire il proprio percorso indipendente, senza perdere quell'ispirazione che rende il loro songwriting così affascinante.
Questo MCD è vivamente raccomandato. Visitate anche il sito ufficiale della band, per potervi scaricare qualcosa.
(Hellvis - Maggio 2005)

Voto: 9


Contatti:
Mail Inane: info@inane.it
Sito Inane: http://www.inane.it/

Sito East Area Production:http://www.east-area.com/