IN A HOUSE OF BRICK
Altcore Asosayshon (promo)

Etichetta: autoprodotto / Muzo
Anno: 2003
Durata: 11 min
Genere: emo-hardcore


Gli In A House Of Brick (d'ora in poi IAHOB), gruppo polacco promosso dalla Muzo, nascono nel 2000 con la seguente formazione: Kwiecia cantante, Borsook alla batteria, Misiek al basso, Pepe alla chitarra. Molto affiatato, il gruppo fin da subito prende sul serio il progetto mettendo anima e corpo sia nelle composizioni sia in un accrescimento personale delle proprie abilità a livello strumentale.
Il frutto dell’impegno arriva molto presto:alla rassegna rock Garazówka 2001 la band si piazza al primo posto. Davvero notevole se consideriamo che il progetto aveva un solo anno di vita alle spalle. I soldi incassati da tale vittoria furono investiti nel 2002 per la registrazione del loro primo promo. A dimostrazione di un forte credo nei confronti del panorama hard & heavy (come loro lo definiscono), il gruppo dà vita al Lunapaleta Festival, rassegna musicale annuale che si è tenuta regolarmente dal 2001 al 2003 e alla quale hanno partecipato band polacche e tedesche. Dal 2002 al 2004 il gruppo si è cimentato in una intensa attività live sia nei festival che come spalla a gruppi già affermati.
Nel 2003 finiscono i lavori di registrazione del loro secondo prodotto studio: "Altcore Asosayshon". Tale promo consiste in tre tracce: "Muzo", "Up To The Hilt" e "R.U.S.H."; c'è anche una traccia ROM con il videoclip di "Muzo" e il making of del video stesso. Alla luce della mancata pubblicazione ufficiale, però, nel giugno 2004 Misiek ha gettato la spugna. Attualmente il suo ruolo è ricoperto da Kwiecia, il cantante, e la formazione è quindi ridotta a tre elementi.
"Altcore Asosayshon" non si presenta con la copertina rossa originale, ma con una copertina completamente in nero con la scritta IAHOB in nero anch’essa contornata di grigio al centro. Nel libretto troviamo, oltre ai vari recapiti, un'immagine di due schermitori e la scritta "this hate is born inside, now it lives above the pride, hate is infecting the crowds. fuck this shit. fuck’em all", che ci prepara a ciò che andremo ad ascoltare. La qualità di registrazione è molto molto buona e adatta al genere, dato che vengono messi in risalto cassa, rullante (accordato come quello dei Deftones), chitarra molto aperta,basso scandito e molto potente, e voce/i quasi sempre filtrata/e.
"Muzo", la prima traccia del promo, si apre con un'intro di pochi secondi di pianoforte che andando in fade out lascia spazio ad una chitarra con il classico effetto radio. Pochi accordi ed entrano anche i restanti strumenti. Molta potenza fin da subito. Le voci presenti sono due e seguono un fraseggio canonico: la prima voce si cimenta in un growl tipico hardcore (alla Bet Your Life),la seconda è una voce molto simile sia come utilizzo che come effetto usato a quella di un recente Chino Moreno. I riff principali, di matrice crossover, si ripetono per quasi tutta la durata del pezzo, interrompendosi per dar spazio ad uno stacchetto che son convinto i System Of A Down apprezzerebbero molto! Il pezzo si chiude sulle note del piano iniziale.
"Up To The Hilt" è la seconda canzone e differisce abbastanza dalla prima sia come atmosfera che come struttura portante. Se devo esser sincero questo pezzo mi ricorda un po' come concezione musicale quella degli ultimi At The Drive In, anche se come sviluppo ci avviciniamo in molti punti ai Glassjaw. Siamo invece lontani da rimandi ai Deftones. Il cantato, sempre articolato su due voci, vede il solito growl e una voce molto crossover lievemente rappata. Molto ad effetto lo stacco emo di questa canzone, che a differenza dello stacchetto "alla System" di "Muzo" dà un qualcosa in più alla canzone.
"R.U.S.H.", terzo e ultimo brano, è davvero una bella traccia che non sfigurerebbe in nessun album emo o crossover moderno. La canzone si apre fin da subito di prepotenza proponendo un emo-hardcore ben strutturato. Chitarra e basso sono molto tirati, e la batteria scandisce bene le ritmiche. La voce è più curata in questo pezzo rispetto che negli altri. Lo stacchetto (topos nei pezzi di questo promo-album!) è di impronta esclusivamente emo e va ad arricchire la ripresa del riff principale che ci accompagna fino al termine del pezzo.
Il video di "Muzo" è video girato in maniera professionale, rimanendo però nella semplicità più assoluta: statica l'ambientazione (tutto si svolge in una stanza), molto dinamiche le inquadrature. In tale clip vediamo gli IAHOB che suonano il pezzo nella maniera più scenica e plateale della terra: il cantante tra salti e sguerci non sta un attimo fermo (come del resto il chitarrista e il bassista), il batterista suona con violenza inutile (nemmeno avesse le pelli di legno!). Non mi intendo molto di video, anzi per nulla (dubito infatti di aver reso un’idea chiara di ciò che si vede!), ma non l'ho apprezzato molto.
Gli IAHOB non offrono in nessun punto del loro prodotto novelle cuisine, ma ciò che hanno rispetto alla stragrande maggioranza di gruppetti emergenti dell'emo hardcore è una credibilità impressionante. Sono sicuro che chiunque ascoltasse questo "Altcore Asosayshon" senza sapere nulla del gruppo in questione, lo scambierebbe per un lavoro di una band professionista e veterana della scena. Poiché sono dell’opinione che nel campo crossover et similia la credibilità vada avanti a qualsiasi altro aspetto della musica (tecnica e inventiva incluse) posso tranquillamente dire che gli IAHOB sono un ottimo gruppo emergente.
(Mr. X - Ottobre 2004)

Voto: 8


Contatti:
Sito In A House Of Brick: http://iahob.hardzone.pl/