IMMORTAL
Immortal (7")

Etichetta: Listenable Records
Anno: 1992
Durata: 9 min
Genere: black metal


Il 7" senza titolo del 1992, volgarmente indicato come "Immortal" o "The Cold Winds Of Funeral Frost", rappresenta uno spartiacque nella carriera artistica degli Immortal. E' a partire da questo disco che la band norvegese entra nel mondo del black metal a tutti gli effetti. Con i demo "Suffocate" e "The Northern Upins Death" (ambedue del 1991) il gruppo aveva saldato il suo debito con il death metal, dando sfogo alle influenze residue del periodo Amputation / Old Funeral.
Che qualcosa stesse cambiando negli Immortal, era nell'aria già da tempo. Il primo ad accorgersene fu il chitarrista Jørn I. Tornsberg. Grande appassionato di death metal, si trovò presto tagliato fuori dal processo compositivo. Abbath Doom Occulta e Demonaz Doom Occulta erano infatti sempre più distanti da ciò che era stato il loro passato recente. Le nuove composizioni erano poco tecniche, sottilmente melodiche e senza fronzoli. Erano sempre più vicine al modello teorizzato da Euronymous, il leader della band più estrema della Norvegia in quel periodo: i Mayhem. Questo portò Jørn ad andarsene dalla band. Gli Immortal rimasero in tre e non torneranno mai più ad essere un quartetto.
La copertina di "Immortal" è molto semplice. E' tutta nera con il logo della band stampato in bianco. Le note indicano che il 7" è stato registrato negli ultimi mesi del 1991 (ottobre per la precisione) su un Sony PLM 2500. Il tecnico del suono è Eirik Hundvin, noto in futuro come Pytten. La line-up vede Abbath Doom Occulta alla voce e al basso, Demonaz Doom Occulta alla chitarra e Armagedda alla batteria.
Il lato A del 45 giri si apre con una breve introduzione intitolata "Diabolical Fullmoon Mysticism". Questa stessa frase verrà riutilizzata per l'album di debutto degli Immortal dopo che il titolo programmato "Battles In The North" verrà scartato perché poco adatto ai contenuti musicali del disco. Su un sottofondo di tastiere, la voce di Abbath urla qualche frase con la sua voce tipicamente aspra.
Questa introduzione sfocia in "Unholy Forces Of Evil". Il feeling è molto oscuro e freddo; la produzione è rozza ma discretamente buona. La scelta dei suoni mette ancora più in evidenza le radici death del trio norvegese. In fondo questo è il loro primo approccio con il black metal grezzo e primitivo. La prova di Armagedda alla batteria è impeccabile. Abbath e Demonaz suonano con una grinta invidiabile. Le vocals sono leggermente effettate. Rispetto ai precedenti demo, puramente death metal, gli Immortal hanno adottato un approccio maggiormente istintivo. Questo si nota nel caos evocato dai momenti più veloci e devastati.
Il lato B presenta un'unica, ottima canzone intitolata "The Cold Winds Of Funeral Frost". Questa traccia apparirà anche in "Diabolical Fullmoon Mysticism" ma con un titolo diverso: "The Cold Winds Of Funeral Dust". Il testo rimarrà praticamente immutato. E' una traccia non velocissima che risente dell'influenza dei Bathory. Gli Immortal però creano un suono tutto loro. L'atmosfera è più cupa che mai. Il growling di Abbath è ostile, più malato rispetto al brano precedente. I riff suonati dalla chitarra di Demonaz sono tutti entusiasmanti. Nel finale il trio si lancia in un attacco furioso accompagnato da un potente blast-beat destinato a sfumare repentinamente.
In nove minuti circa gli Immortal hanno aperto una voragine tra il loro presente e il passato più recente. La pubblicazione di "Immortal" sarà un evento decisivo non solo per il trio norvegese ma per tutta la scena black. Il suo valore storico è quindi elevatissimo.
Non c'è molto altro da scrivere su questo 7". Molti degli avvenimenti ad esso collegati (tra cui un'avventurosa sessione fotografica) li ho già descritti nella mia recensione di "Diabolical Fullmoon Mysticism". Il lettore è pertanto rimandato ad essa per ulteriori approfondimenti.
(Hellvis - Ottobre 2004)

Voto: 9