ILLUMINATUS
The Rising Tide (MCD)

Etichetta: Pork Neck Records
Anno: 2009
Durata: 23 min
Genere: post metal


In genere, quando un recensore si occupa di un gruppo una prima volta, noi di Shapeless Zine preferiamo che continui ad occuparsene anche le volte successive. In qualche occasione, purtroppo, le necessità derivanti dall'ordine dei vari arrivi dei promo in redazione, ma anche gli impegni dei singoli recensori, ci obbligano a non seguire questa regola. In effetti, affidando una band ad un recensore, questi può seguirne le varie evoluzioni stilistiche, i cambi di direzione artistici, i miglioramenti o, al peggio, le involuzioni.
Non ce ne vogliano i lettori, ma questa volta le cose sono andate in questo modo. Gli Illuminatus avrebbe dovuto recensirli il nostro Pasa, dato che in passato ha avuto modo di commentare approfonditamente "The Wrath Of The Lambs", il full-length che ha preceduto l'oggetto di questa recensione, il MCD "The Rising Tide". Spero di dimostrarmi all'altezza del mio collega, e di recensire questo lavoro con la medesima precisione e professionalità.
Non mi dilungo sulle notizie biografiche, anche perchè il lettore più curioso potrà trovarle nella recensione di "The Wrath Of The Lambs", presente negli archivi di Shapeless Zine.
Andando subito al dunque, mi spiace non poter scrivere nulla sull'artwork di "The Rising Tide", ma in redazione è arrivato un semplice CDr, corredato da un'etichetta adesiva. Posso indicare però con certezza la formazione che ha inciso questo lavoro: Julio Taylor alla chitarra ed alla voce, Jon Martin alla chitarra, Felix Rullhusen alla batteria e Leo Giovazzini al basso.
"The Rising Tide" contiene quattro tracce per un totale di 23 minuti di musica. Le tracce in questione hanno i seguenti titoli: "Cave In", "The Rising Tide", "Red" e "Wargasm Acoustic" (quest'ultima, indicata come bonus track).
"Cave In" è aperta dalle note desolate e riverberate della chitarra. L'intervento compatto degli altri strumenti è molto garbato: la batteria si limita a tenere un ritmo morbido e relativamente spedito, il basso accompagna ed una chitarra arpeggia. La voce pulita di Julio intona una strofa di facile presa, prima dell'esplosione sonora che segna l'entrata in scena delle distorsioni, sia relativamente agli strumenti che alla voce. "Cave In" è caratterizzata da melodie distese, da una grande potenza di esecuzione e da un'espressività davvero molto efficace. Inoltre, il tutto è permeato da un alone palpabile di malinconia: ma questo, in fondo, è quasi un clichè del genere. La qualità di registrazione è davvero ottima, e mette in evidenza il gran lavoro delle chitarre, che sono davvero pesanti. E sono d'accordo con quanto Pasa aveva scritto nella recensione di "The Wrath Of The Lambs": la musica degli Illuminatus non può essere considerata solo ed esclusivamente post metal, ma reca in sè evidenti le influenze di certo nu-metal malinconico.
La title-track non è molto distante dalla canzone d'apertura, in quanto a stile. Il ritmo è meno agile, ma più potente e solenne. Come al solito, il lavoro delle chitarre è valido, sia quando i volumi sono alzati al massimo, sia quando gli artisti si limitano a sfiorare le corde. Basso e batteria, invece, svolgono il loro lavoro in maniera impassibile, mantenendo intatto l'equilibrio del brano dalla prima all'ultima nota. Le linee vocali passano con tranquillità da melodie a volte quasi sdolcinate, a passaggi distorti carichi di rabbia e di rara efficacia. "The Rising Tide" non riserva sorprese, ma garantisce all'ascoltatore una buona dose di variazioni evidenti e meno evidenti, da scoprire ed apprezzare di volta in volta. La musica di questi Illuminatus è diretta, ma non banale, nè totalmente prevedibile.
"Red", le cui battute iniziali sono molto delicate, evidenzia l'ottima capacità espressiva degli artisti, in grado non solo di picchiare ma anche di accarezzare i propri strumenti. Bellissimi i suoni: Adam Sinclair (già al lavoro con i Therapy?) ha svolto un grandissimo lavoro nei suoi Blast Studios. Anche "Red", come le canzoni che l'hanno preceduta, garantisce all'ascoltatore dei suoni energici e possenti, e difatti sono caratteristici degli Illuminatus questi saliscendi sonori ed emozionali: la loro proposta musicale è variegata ed intelligente. Il rovescio della medaglia è che, purtroppo, il gruppo non si distingue tantissimo dalle tante band che, in un modo o nell'altro, suonano lo stesso tipo di musica. Quello che fanno, comunque, lo fanno bene.
"Wargasm Acoustic", la bonus-track è, come afferma il titolo, la versione acustica di "Wargasm", uno dei classiconi degli Illuminatus (oltre che nel full-length, la canzone era apparsa anche nel MCD del 2004 "Aborted Revolutions"). E, sapete una cosa? Questa versione di "Wargasm" è veramente bella! I suoni acustici donano al tutto un senso di introspezione che non può lasciare indifferenti, che tocca i cuori e riesce a commuovere. Anche l'interpretazione vocale di Julio, tremolante e flebile, è davvero efficace. Ottimi anche i lavori solisti. Il fievole suono di un sintetizzatore arricchisce l'arrangiamento. Il MCD si chiude così, su note meste, che rimangono nella memoria.
Gli inglesi Illuminatus si dimostrano validi ed interessanti. Quanto già avevano fatto di buono in "The Wrath Of The Lambs", qua è confermato. Il loro post metal è davvero espressivo e coinvolgente, e talvolta addirittura avvolgente, grazie a quelle ondate di suono possente che sembrano circondare l'ascoltatore, soffocandolo nelle loro spire sì mastodontiche, ma così dolci e piacevoli. Con la versione acustica di "Wargasm", poi, dimostrano di avere altre frecce al loro arco. Questo MCD, a parer mio, è perfetto per chiunque volesse accostarsi alla proposta musicale del gruppo, senza affrontare immediatamente i 46 minuti dell'album. Le canzoni sono tutte ben distinguibili, e credo che "The Rising Tide" potrà rivelarsi un ottimo veicolo di promozione. E' inoltre un lavoro prezioso, registrato benissimo ed interpretato meglio, che farà la gioia di tutti gli appassionati del genere. L'unico appunto che posso fare per ora agli Illuminatus, è quello di cercare di rendere, in futuro, la propria musica un pochino più personale. In effetti, i richiami ad altri gruppi ci sono ad ogni piè sospinto. Qualcuno potrebbe trovare qualche similitudine con i Cult Of Luna o i Callisto, ma come ho scritto in precedenza è facile riscontrare le influenze degli ultimi Anathema, Oceansize, Isis con qualche spruzzata di Deftones o, addirittura, dei Godspeed You Black Emperor!. Lasciando al vostro gusto personale la scelta se acquistare o no questo "The Rising Tide", ci tengo a concludere la recensione segnalandovi che l'album "The Wrath Of The Lamb" è stato ristampato quest'anno dalla Copro Records. Quindi, in caso foste interessati anche al full-length, non angosciatevi: copie disponibili ce ne sono ancora, e tante!
(Hellvis - Ottobre 2009)

Voto: 7.5


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