IGNITOR
Road Of Bones
Etichetta: Cruz Del Sur Music
Anno: 2007
Durata: 53 min
Genere: US Heavy Metal
Gli Ignitor nascono nel 2003 nel Texas, formati dall'ex chitarrista
degli Agony Column, Stuart Laurence, che recluta Pat Doyle (batteria),
Beverly Barrigton (chitarra ritmica), Brendon Biglow (basso) e Erika
(voce) per dare vita a questo progetto musicale fortemente influenzato
dal metal made in U.S.A. anni '80. Subito buoni sono i responsi da
parte del pubblico di casa che li appoggia senza riserve. Esce nel 2004
il primo mini CD, "Take The Sky". A promozione del primo lavoro la band
si esibisce in Texas e dintorni e nel 2005 espatria per partecipare al
Mexico Metalfest e al Germany's Keep It True V Festival, dove la carica
della loro esibizione live è tale da consacrarli come i migliori
esordienti opener nella storia del festival e da creare uno zoccolo
duro di fan tedeschi a loro devoti. E' del 2006 l'acquisizione di Annah
Moore alla chitarra in sostituzione della dimissionaria Beverly.
Arriviamo finalmente alla realizzazione di questo "Road Of Bones",
primo album del gruppo, uscito nell'autunno del 2007 per la romana Cruz
Del Sur. Quello che gli Ignitor suonano è proprio buon U.S. Metal,
dalle radici piantate saldamente nel fertile terreno degli anni '80.
Realtà confermata anche dalla copertina del CD, disegnata da Joe
Petagno, una garanzia per chi ama le ambientazioni oscure ed epiche
legate all'heavy metal. Quindi forti influenze da parte di band come
Warlord, Omen, Helstar, Artch e Cirith Ungol, ma prendendo qualcosa
anche da formazioni più vicine al thrash come Metal Church. Diciamo che
la fantasia scarseggia in modo abbastanza evidente in tutto lo
svilupparsi dell'album; l'uniformità delle composizioni, tutte di buona
fattura e belle cariche, per carità, ma molto simili tra loro, porta il
risultato finale di non rimanere stampate nel cervello, tanto da non
riuscire a segnalarne nessuna in particolare. Musicalmente gli Ignitor
sono molto preparati, precisi ed incisivi al punto giusto, aiutati da
una buona produzione che rende il CD piacevole all'ascolto. La voce di
Erika è sempre perfettamente calata nel contesto di questo metal
muscoloso, bella nelle interpretazioni e dalle tonalità piacevoli a mai
troppo stridule. Ricorda a volte le caratteristiche di Federica De Boni
dei primi White Skull in versione più maschia. Le rare presenze di
elementi femminili nelle metal band, in questo caso due, a parte il
discorso estetico e puramente feticistico, è sempre stato un fatto
molto positivo, a mio parere. Basti pensare a band come Taist Of Iron,
Avalon, Arachnes, Warlock e gli stessi White Skull, e alle proposte
musicali mai scontate della prima Lita Ford, della Lee Aaron degli
esordi e della inossidabile Doro Pesch. Purtroppo nel caso degli
Ignitor, a parte l'evidente impronta vocale femminile, non si possono
segnalare particolari slanci creativi attribuibili alle due belle
signore in formazione. Tutto scorre esattamente come da copione,
dall'introduttiva "Death On The Road" in preparazione alla title track,
alla conclusiva "Reinheitsgebot", il classico terzinato inno heavy
metal, in parte cantato in tedesco, probabilmente per salutare i fans
teutonici che tanto sono legati a questa formazione texana e, in
generale, a questo genere musicale. Non vorrei dirlo, ma del CD degli
Ignitor se ne può tranquillamente fare a meno, non fa parte della dose
annuale di tre/quattro album di true metal da comprare; a meno che non
siate collezionisti irriducibili il cui scopo è avere tutto quello che
esce (come, ahimè, ero io negli anni '80), o defender tutti borchie e
cuoio sempre pronti a sguainare lo spadone, rivolgete la volta
attenzione verso proposte più stuzzicanti.
(J.L. Seagull - Aprile 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Ignitor: http://www.ignitor.org/
Sito Cruz Del Sur Music: http://www.cruzdelsurmusic.com/