ID:VISION
Plazmadkaos
Etichetta: Haarbn Productions
Anno: 2008
Durata: 34 min
Genere: industrial black/death metal
Prima di scrivere degli Id:Vision, è importante fare un passo indietro
nel demo, nel 2002, quando alcuni ragazzini bielorussi, di Minsk per la
precisione, hanno formato gli Iratus Dominus. Questo gruppo dedito ad
un black/death metal tradizionalista, ha pubblicato nel 2003 il demo
"Desecrated River Of Life" e nel 2005 il full-length "Dispatch The
Incarnation Of God".
Qualche tempo dopo, stanchi forse della sterilità del percorso musicale
intrapreso, o semplicemente perchè i gusti si evolvono e maturano, i
musicisti hanno sentito il bisogno di una svolta decisa nella loro
carriera. Il capitolo degli Iratus Dominus è stato chiuso, ed è
iniziata l'era degli Id:Vision. E' stato cambiato il moniker, ma anche
l'immagine dei musicisti ha subito una rivoluzione. I blackster
nerovestiti hanno lasciato il posto a degli individui sempre nascosti
dietro al corpsepaint, ma dall'abbigliamento più ricercato, curioso e
futuristico.
Nel 2007, gli Id:Vision tentano di farsi conoscere pubblicando due
demo: "Of Trancegenetic Kaos" e "The 88 Flak's Attack". Questi due
lavori hanno fruttato alla band un contratto con la Haarbn Productions.
"Plazmadkaos" è l'album d'esordio di questo gruppo. E' stato
registrato al Motion Sense Studio di Minsk tra il maggio del 2007 ed il
maggio del 2008. La formazione che ha inciso questo lavoro consiste in
W-Todd (voce, chitarra), Werwolfe (basso), Forneus (batteria),
V.S.T-rror (tastiere, elettronica) e Mr. Resistor (voce nelle canzoni
"Decagon Deathcamp" e "I.N.R.I."). Nella realtà, il gruppo è arricchito
dal contributo del chitarrista Tirpitz, già attivo con Deathbringer,
Medea e Scrutator Animarum. Forneus suona anche negli Amentia.
Una curiosità: visitando il sito di MySpace del gruppo, ho notato
che Tirpitz, Forneus e V.S.T-rror sono ormai considerati ex membri, e
gli Id:Vision sono rappresentati solo più da W-Todd e Werwolfe.
Un'altra curiosità è data dal fatto che, sul sito, le
registrazioni di "Plazmadkaos" vengono datate a partire dall'ottobre
2006, con la pubblicazione dell'album all'inizio del 2007. Però, come
ho scritto sopra, le informazioni riportate sulla copertina del CD sono
ben diverse. E' da escludersi che si tratti di una ristampa ad opera
della Haarbn, altrimenti le date riportate avrebbero coinciso con
quelle originali. Beh, questo è un piccolo mistero, ma non è il caso di
spaccarsi la testa: a noi interessa la musica, ed è ad essa che
dobbiamo dare priorità.
La copertina di "Plazmadkaos" è priva di titoli ed indicazioni,
con un nero denso che sta praticamente ricoprendo le ultime tracce di
bianco sullo sfondo. Il libretto, lussuoso, conta ben venti facciate.
In esse sono riportati i testi, ci sono le foto dei vari musicisti, e
molte immagini di una città devastata, abbandonata, più qualche scorcio
industriale. Pur essendo bielorussi, gli Id:Vision hanno aggiunto una
nota al libretto: "un gruppo di metal/industrial estremo proveniente dal paese devastato della calamità di Chernobyl".
Sarà pure vicino alla Bielorussia, ma Chernobyl è ancora in territorio
ucraino. Comunque sia, è possibile che sia proprio questa la città
ritratta nelle foto presenti nel libretto. Libretto che, tra l'altro,
ricorda come stile le ultime pubblicazioni della Moonfog, e comunque
certo black industriale e d'avanguardia in voga fino a cinque, sei anni
fa.
"Plazmadkaos" contiene dieci tracce per un totale di 34 minuti di
musica. Una musica folle e curiosa, gelida ma al tempo stesso
coinvolgente. Tecnica, arzigogolata ma anche capace di piacere al primo
impatto. Però anche molto derivativa, e che alla fin fine non ci
comunica nulla di nuovo.
Se tutte le canzoni fossero al livello delle prime battute di "The
Axe Of Wrath" (uno dei cavalli di battaglia del gruppo), ci sarebbero i
presupposti per un grande album. In realtà, nel corso del CD si
alternano momenti davvero geniali ad altri più nella norma, a volte un
po' scontati. Nel suo complesso però "Plazmadkaos" è un buon disco.
Buono per tanti motivi. Innanzitutto la qualità di registrazione, molto
potente e stratificata, ma capace al tempo stesso di comunicare una
sensazione di malessere e di distanza. Questo grazie ad una scelta di
suoni volutamente sintetici, con la tastiera che si confonde con la
chitarra, autrice di un incessante lavorone ritmico, e con una batteria
dai suoni plastici ed innaturali.
Le canzoni sono molto diverse fra di loro, pur mantenendo
un'intima coerenza. I minutaggi non sono mai eccessivi, e gli Id:Vision
puntano sempre al sodo. Ma non si fanno mancare slanci di virtuosismo,
o sezioni nelle quali la tecnica sia esibita. L'arrangiamento è denso,
eccessivo in alcuni casi. A volte sembra che la miriade di suoni possa
portare l'ascoltatore alla follia, quando improvvisamente la
composizione si assesta su una ritmica regolare, vuoi vicina al black,
vuoi più industriale. E comunque il termine industrial dev'essere preso
con le pinze. Talvolta gli Id:Vision toccano lidi quasi danzerecci, al
punto che non sarebbe male estrarre queste sezioni per crearne delle
versioni alternative in remix. I punti di riferimento evidenti degli
Id:Vision sono i DHG del periodo "Supervillain Outcast" e gli Aborym
degli ultimi lavori, mescolati a qualcosa dei The Kovenant di
"Animatronic". In più, le influenze potrebbero allargarsi prendendo in
considerazione tutti i gruppi, piccoli e grandi, dell'underground,
autori di una proposta musicale simile.
Stilisticamente, quindi, gli Id:Vision si inseriscono in un contesto
d'avanguardia, un black metal melodico dalla forte componente
elettronica e futuristica, mescolato con pesanti componenti death
metal. I vocalizzi non sono mai puliti.
"Plazmadkaos" è un assalto unico, che non molla mai. Le canzoni
non sono quasi mai iperveloci, ma il loro avanzare è sempre concitato,
e non danno tregua. Ci troviamo quindi di fronte ad un disco dalla
forte anima metal, nonostante gli elementi elettronici siano davvero
onnipresenti. C'è violenza, impatto, atmosfere misteriose e "spaziali",
e un senso di distanza sempre evidente.
Ci sono anche dei limiti, come avrete potuto intuire. Molti
passaggi ricordano molto il lavoro di altri gruppi più famosi, e
comunque non sempre il songwriting è di alto livello. Insomma, gli
Id:Vision danno l'impressione di essere un gruppo talentuoso e capace,
ma che potrà migliorare ulteriormente in futuro. Diamogli tempo perciò,
concedendo comunque una chance all'intrattenimento che un disco come
"Plazmadkaos" potrà offrirvi.
(Hellvis - Marzo 2009)
Voto: 7
Contatti:
Sito Id:Vision: http://www.myspace.com/idvisionkaos
Sito Haarbn Productions: http://www.haarbn.com/