ICE CAKE
Paradox

Etichetta: Anvil.corp
Anno: 2003
Durata: 44 min
Genere: post-grunge/hard alternativo con varie influenze


Gli Ice Cake sono una band francese che suona dal 1999. "Paradox" è il loro primo album, ma il nome del gruppo circola già da tempo negli ambienti underground. Questo grazie a due singoli di buona presa intitolati "Red Grass" e, appunto, "Paradox". Che musica fanno? Beh, si tratta di un hard rock molto melodico e di derivazione americana rivisitato in chiave moderna (nu-metal, post grunge). Inoltre le loro composizioni sono arricchite da elementi imprevisti tratti da qualsiasi genere, principalmente metal.
La melodia riveste un ruolo fondamentale nella musica degli Ice Cake. Il cantante Willy Midoux è cresciuto alla scuola dei vari Eddie Vedder o Scott Stapp. Arnaud (Arno) Nicloux è un chitarrista completo e si occupa anche delle backing vocals. La sezione ritmica consiste nei bravi Christian Bosetti al basso e Gilles Malicet alla batteria. Il CD di cui tratta questa recensione è stato registrato ai P'n'F Studios sotto le direttive di Fred Rochette. Il tastierista Laurent Nicloux collabora con gli Ice Cake in qualche traccia.
"Paradox" si apre con la title-track che, come abbiamo visto, rappresenta il maggior successo della band dopo "Red Grass". Si tratta di una canzone spiccatamente melodica, con una strofa serrata e un ritornello molto accattivante. Tra la strofa e il ritornello è presente un ponte cantato in gutturale, di diretta derivazione death. Le chitarre sono distorte ed aggressive e conferiscono a "Paradox" un gran tiro. Nel ritornello il loro suono si fa più pulito. La voce di Willy è piacevole e dal timbro caldo.
"Still Alive" è caratterizzata da una ricca melodia vocale e da un riffing di scuola nu-metal. L'ascolto è piacevole ma la traccia non riesce a convincere come la precedente "Paradox". Non ha la stessa verve e anche il songwriting non eccelle. Inoltre manca quel pizzico di ruffianeria che può donare un minimo di distinzione ad una canzone in fin dei conti anonima.
"Precious Gift" rappresenta il volto meno mainstream degli Ice Cake. Pur non rinunciando alle puntuali aperture melodiche, il songwriting fa un più largo uso di dissonanze e la struttura assume una maggior complessità. Molto bello l'assolo di chitarra di Arnaud.
"Destiny" si apre come una delicata ballata con tanto di tastiere in sottofondo. E' soltanto un'impressione. Ben presto un riff di chitarra bluesy, lento e pesante, irrompe col suo groove irresistibile. Il cantante si esibisce su un registro piuttosto alto e non è fuori luogo affermare che la strofa suoni molto alla Soundgarden. Il ritornello è invece molto disteso e lirico, entra subito in testa e comunica emozioni. Questo sì che è un brano valido, un potenziale singolo!
"Lie" è una traccia divertente, dotata di un ritornello americano sino al midollo. Quello che la rende particolare è la componente thrash che ne rinvigorisce l'insieme. E' ben fatta anche se rischia di scontentare sia gli amanti del thrash puro che potrebbero trovare il ritornello palloso, sia quelli che mal sopportano la musica troppo tirata.
"Signs" è composta da due parti: la prima è una ballata acustica, la seconda vede invece la band al gran completo. Tra le due parti penso che la prima sia la migliore. Infatti la voce di Willy è estremamente espressiva e l'atmosfera è tesa e introspettiva. "Signs Part II" non va oltre al solito ritornello melodico e gli accordi poderosi della chitarra. Nella norma, nulla di più.
"Black Mind" ricalca in parte quanto ascoltato in precedenza. Dalla sua ha la ritmica giocata su lievi irregolarità e una buona prova d'assieme. "You Have To Pay" è più vivace della traccia che l'ha preceduta, complice una maggiore varietà nell'arrangiamento. I riff, sia ritmici che melodici, sono incisivi e restano in testa.
La canzone conclusiva si intitola "The Day The World Ended". Christian sale in cattedra con il suo basso slappato. Anche qui la base è leggermente poliritmica, ennesima prova della tecnica degli Ice Cake. Tecnica messa al servizio della melodia più ruffiana e a stelle e strisce che si possa immaginare. La ricetta è sempre la stessa: strofa "particolare" e ritornello molto melodico.
Gli Ice Cake dimostrano, con "Paradox", di essere una band professionale. Si fa apprezzare la sua creatività, anche se questa esuberanza compositiva porta spesso a qualche squilibrio nella struttura della composizione. Meritano attenzione pure senza esaltarli troppo. Infatti, come può capitare per le opere prime, "Paradox" è un CD discontinuo. Si trovano sia trovate notevoli sia passaggi banali. Difettucci che verranno limati col tempo e l'esperienza. Scaricate i loro mp3 dal sito ufficiale della band e da quello della Anvil.corp.
(Hellvis - Dicembre 2003)

Voto: 7


Contatti:
Ice Cake
c/o Willy Midoux
6, Rue D'Etion
08000 Charleville Mezieres
Ardennes
FRANCE
Mail Ice Cake: willy.midoux@6sens.com
Sito Ice Cake: http://www.icecake.fr.st/

Mail Anvil.corp: anvil.corp@wanadoo.fr
Sito Anvil.corp: http://www.anvilcorp.net/