HYRA
Words Spoken After

Etichetta: Videorai
Anno: 2002
Durata: 49 min
Genere: Gothic


Dispiace sempre stroncare una nuova band che tenta di emergere e di promuoversi, ma nel caso dei siciliani HYRA, per quanto mi riguarda, non c'è davvero nessuna possibile argomentazione per addolcire il giudizio su un disco a dir poco brutto. Se mai ci fosse qualcosa da salvare dal punto di vista del songwriting, tutto sarebbe comunque rovinato dai suoni a dir poco orribili, ho sentito registrazioni di qualità superiore ottenute con un semplice PC. La batteria è piatta e il suono è molto vuoto e inconsistente, le chitarre oltre ad essere sgradevoli dal punto di vista del suono sono mixate a un volume tale da coprire spesso tutto il resto. Il problema è che, tolta la pessima produzione, il disco non si salva nemmeno dal punto di vista dell'esecuzione. La voce maschile davvero non sono riuscito ad apprezzarla, non è né aggressiva né incisiva né tantomeno espressiva, quella femminile non è male (anche se, sempre secondo il mio personalissimo giudizio, è espressiva come un pezzo di ghiaccio), ma niente che spinga a rimettere il CD nel lettore più di un paio di volte, considerando anche il fatto che, se mai ci fosse stata qualche qualità nelle due voci, sarebbe stata completamente oscurata dalle chitarre che, a tratti, coprono praticamente tutto, e anche quando non ci pensa la chitarra a infastidire l'ascoltatore ci pensano i volumi completamente sballati... le voci passano da parti in cui il volume è troppo basso ad altre in cui è esagerato e, a volte, nel momento in cui entrano in campo le voci e le chitarre, la batteria praticamente sparisce in sottofondo. Parlando del genere proposto dagli HYRA, non è altro che il solito heavy gothic con due voci che oggi va tanto di moda... non è un genere che di solito mi faccia impazzire, ma di bands valide ce ne sono eccome, una su tutti gli After Forever. Ok, ci sono influenze etniche (una canzone cantata in dialetto siciliano), influenze crossover e quant'altro, ma sono solo piccoli dettagli che nascondono una grande banalità di fondo, e ripeto, se mai il songwriting fosse anche decente (e, a mio giudizio, non lo è neanche lontanamente), il disco sarebbe comunque più o meno inascoltabile a causa del modo in cui è stato registrato e mixato (considerando anche il fatto che non è un demo ma un full-length). Se vogliamo trovare una qualità, direi che il suono della tastiera non è affatto male, e qualche melodia tutto sommato gradevole riesce anche a produrla... peccato che non abbia tanto spazio. Non sono riuscito nemmeno a percepire quelle "atmosfere" decantate nella biografia della band a supporto del cd, nè tantomeno quelle sonorità "dal sapore progressivo"... senza offesa ma chi lo ha scritto non credo che sapesse di cosa parlava... Un disco che non mi sento di consigliare a nessuno, neanche ai fans del genere, ci sono tante bands là fuori che riescono a suonare gothic in modo decente e non scontato, senza dover necessariamente impiegare due voci, testi in dialetto e quant'altro.
(Frozen - Giugno 2002)

Voto: 4


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