HYPNOSIS
Cyber Death

Etichetta: Crash Music
Anno: 2004
Durata: 34 min
Genere: cyber death metal


Sono tornati! Finalmente gli Hypnosis hanno pubblicato il tanto atteso terzo album! "Cyber Death" altro non è che il perfezionamento di quanto ascoltato nel promo "Evilution". A quelle cinque canzoni ne sono state aggiunte altre quattro: il risultato è il capitolo più convincente della discografia della band francese! E dire che dal 2003 gli Hypnosis ne hanno passate di tutti i colori! Dalla gioia per il contratto con l'etichetta americana Crash Music all'abbandono delle "meteore" Jean Michel (batteria) e Nicholas (basso). Questi due musicisti, entrati in formazione solo nell'estate di quell'anno, hanno permesso al gruppo di avere finalmente un'estesa attività live. Eppure, proprio durante le registrazioni di "Cyber Death" sono sorti dei problemi che hanno portato all'abbandono dei due nuovi arrivati. Fortunatamente l'ex-Hypnosis Patrice Abila ha completato in qualità di sessionman tutte le parti di basso. Attualmente è stato reclutato un nuovo bassista, Régis. Da quanto c'è scritto nel sito ufficiale del gruppo, costui sembra essere l'uomo ideale per garantire un futuro roseo all'attività live della band.
"Cyber Death" è stato registrato allo studio Vortex nel gennaio del 2004 ed è stato masterizzato al Mega Wimp Studio di Berlino. L'artwork, curato dal mastermind Pierre, è semplicissimo. Le immagini sono astratte, quasi macchie di Rorschach, ed i colori dominanti vanno dal rosso al magenta o al granata. Il libretto è di otto pagine in bianco e nero. Per ogni canzone è riportata solo qualche frase tratta dai testi. Le foto mostrano i musicisti truccati come se avessero delle cuciture sul volto. La formazione degli Hypnosis vede [Py-Er:] alla voce, chitarra e programmazione; [SIN_d] alla chitarra e alla voce; [Pä_tRisS] al basso.
Come nel promo "Evilution", la traccia di apertura è la folgorante "Vortex". Il riffing pesantissimo delle chitarre è reso più agile dall'utilizzo massiccio dell'elettronica. E' un continuo succedersi ed accavallarsi di contrapposizioni. Il growling brutale di [Py-Er:] si alterna al cantato distorto di [SIN_d]; le sezioni atonali vanno di pari passo a quelle melodiche; l'impatto trova come suo contraltare l'atmosfera. Complessivamente "Vortex" è una canzone violenta, compatta e ben costruita. L'ideale per introdurre l'ascoltatore nello straniante mondo degli Hypnosis.
Il tema ricorrente del cyborg e del suo dramma esistenziale sta alla base di "My Cell". Ecco perché questa traccia è così malinconica. E' il grido d'angoscia di quell'essere che si considera umano ma che sente il metallo urlare dentro di sé. Ecco perché le potenzialità atmosferiche e rilassate del brano vengono sfregiate dai riff death delle chitarre. Il bel ritornello intonato dalla voce femminile è un sintomo di utopia. Forse il cyborg spera di poter trovare una soluzione al dilemma della sua natura.
"Nulla cambia, non c'è niente di nuovo..." sono i versi iniziali di "Nothing". La speranza ha lasciato il posto alla frustrazione. Il ritmo accelera in maniera decisa e dona un'accentuata spinta thrash a tutta la composizione. L'elettronica sembra prendere il sopravvento sulle chitarre; le voce diventano sempre più effettate. Il cyborg cerca di convincersi di essere una macchina: a credersi umani si soffre troppo.
"C.B.M." è l'affermazione di questo credo: "Sono una macchina nata dal caos... costruita per distruggere". Si tratta di una canzone relativamente complessa, ottimamente equilibrata in tutte le sue parti. La programmazione è perfetta (beh, questo commento vale per tutto l'album!) e la scelta dei suoni è veramente originale. Il sound freddo degli Hypnosis riesce sempre a rievocare il lato più aggressivo della letteratura cyberpunk. Le linee melodiche cantate dalla ragazza sono molto piacevoli e, ve lo garantisco, non stemperano la tensione latente in "C.B.M.".
"Cyber Song" è ancora più angosciante. Gli sprazzi di sentimento che ancora affioravano nella traccia precedente, seppure in minima parte, sono tutti spariti. Gli Hypnosis si esibiscono in una prova di forza che guarda direttamente al death tradizionale, con in più l'aggiunta della melodia. Il growling di [Py-Er:] è migliorato tantissimo rispetto al passato.
"Deep" è un brevissimo brano caratterizzato da un approccio spiccatamente melodico, quasi pop. L'arrangiamento è in pratica esclusivamente elettronico, se si esclude il suono delle chitarra acustica. Il cantante sussurra le parole del testo mentre il sottofondo si fanno apprezzare gli interventi sovraincisi di [SIN_d].
Con "Evilution" gli Hypnosis riprendono a picchiare, grazie all'elettronica martellante e al poderoso pulsare del basso di [Pä_tRisS]. Il brano è carico di astio. Non è cattivissimo, anzi, è abbastanza melodico. C'è però, in questo caso, un qualcosa di oscuro nel sound della band francese. Si avverte un senso di minaccia dietro l'apparente aspetto innocuo di "Evilution", canzone lineare nel suo svolgimento. Il cyborg sta maturando sentimenti di cattiveria e di vendetta. E' la volontà, di shelleyana memoria, di ribellarsi contro chi gli ha dato una forma equivoca di vita ("Sei virtualmente morto?" domanda una frase nel retro del libretto).
La furia prima repressa trova sfogo in "Bleed". Il riffing delle chitarre è brutale: il suo contrasto con l'elettronica è stridente. In sede ritmica si fanno sentire nuovamente le influenze thrash. L'arrangiamento è molto ben fatto, curato nei minimi particolari. A un certo punto [SIN_d] sale in cattedra con le sue strane vocals. Il brano finisce di lì a poco, in maniera improvvisa.
L'ultima canzone di "Cyber Death" si intitola "Give Me Hell": "dammi l'inferno è costruirò il mio regno sopra le tue bugie". A differenza dell'album precedente intitolato "Humanoid", questo CD non termina con una traccia triste ed intimista. Anzi, "Give Me Hell" mantiene intatta una certo orgoglio, l'indomabile spirito battagliero del perdente. Le sonorità continuano a farsi sempre più oscure e soffocanti. Nonostante la parte umana del cyborg sia morta, la sua parte meccanica non ha subito mutazioni di sorta. "Cyber Death" non si chiude con un'atmosfera malinconica alla "Blade Runner". Termina in maniera decisa e virile.
Scrivendo di questo fantomatico cyborg ho cercato di indovinare il concept dell'album, sebbene il libretto non includa i testi completi. Ho provato a comunicare al lettore le sensazioni che ogni canzone ha evocato nella mia testa.
"Cyber Death" contiene anche il video della canzone "Who?" (da "Humanoid"). Le scene alternano i musicisti che suonano con una sala operatoria dove un uomo, in stato cosciente, viene sottoposto a trattamenti medici da strani individui. La loro identità è nascosta dalle pesanti tute e dalle maschere. L'uomo è tenuto legato al tavolo operatorio. Gli uomini si muovono con cautela estrema, quasi che considerassero quell'individuo come materiale radioattivo.
Album dopo album, gli Hypnosis migliorano costantemente la loro proposta musicale. Lo stile si fa sempre più inconfondibile e questa è un'ottima cosa. E' un peccato che il 2003 sia stato guastato da tutti questi cambi nella line-up! Sono convinto di una cosa. Se riusciranno a trovare presto una line-up stabile, nel 2005 gli Hypnosis sforneranno il loro capolavoro! Al più tardi nel 2006... I tempi sono maturi. L'ottimo "Cyber Death" è qui per dimostrarlo!
(Hellvis - Ottobre 2004)

Voto: 8


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