HYDRARGYRUM
Final Method Of Solution
Etichetta: autoprodotto / Hallucination Zine
Anno: 1999
Durata: 28 min
Genere: techno-thrash/death
Gli Hydrargyrum (sarebbe il nome del mercurio, non a caso ha simbolo Hg) sono un gruppo della Repubblica Ceca nato nel 1995. Nel 1998 hanno pubblicato il demo "Dech Draka", che mi manca. Poi nel 1999 è uscito questo album, stampato in collaborazione con Hallucination Zine, l'unico loro lavoro che ho. Stando al loro sito nel 2001 è uscito un altro album dal titolo "Ritual". La line-up all'epoca di questo album era composta da Zbyněk Haase (chitarra), Roman Haase (batteria), Karel Schoř (voce), Petr Kocum (chitarra) e Milan Adámek (basso). Non so se ci siano stati cambi di line-up prima o dopo di questo lavoro, la biografia sul sito è in ceco. Ad occhio un paio di nomi dovrebbero aver suonato in altri gruppi, ma la mia memoria è ballerina.
Il gruppo lo chiama album, anche se ha più l'aspetto di un demo: dura meno di 30 minuti, è stato autoprodotto in collaborazione con una zine portoghese che ha ristampato solo demo, è stato stampato solo su cassetta... se non leggevo sul sito che loro lo classificano come album non sarei mai andato a pensarlo.
Passando alla musica, troviamo un'intro più 5 canzoni. Lo stile è a metà strada tra il techno-thrash ed il techno-death, quindi eccoli bollati come techno-thrash/death, hehehehe. Alla lontana possono ricordare un possibile incrocio tra i francesi Droÿs ed il primo album dei russi End Zone. Le canzoni sono molto articolate, ed i riff sono belli tecnici. Nonostante questo, le canzoni risultano piuttosto melodiche e relativamente dirette, non siamo di fronte ad un lavoro che necessita di dozzine di ascolti per essere districato. Lo strumento più in evidenza, proprio come i Droÿs, è il basso, con dei suoni mediosi che mettono in primo piano le sue linee, divise tra parti doppiate alla chitarra e parti soliste. Ogni tanto c'è anche qualche bella slappata. La batteria è piuttosto varia, così come le chitarre (in alcuni punti usano l'acustica). La voce è il punto debole del lavoro, è una voce urlata di stampo thrash, solo che è quasi afona e rauca.
La produzione è discreta, si riescono a seguire tutti gli strumenti, ma i suoni non sono potenti, sono "lontani". La confezione è carina, il libretto della cassetta è tutto in bianco e nero, con una buona grafica, tutti i testi, le foto del gruppo ed indicazioni varie. Io l'ho comprato dalla Odium (un mailorder ucraino descritto nella sezione relativa), ed è possibile richiedergli il CD-R al posto della cassetta, molto più comodo.
In complesso si tratta di un album interessante ma non strafigo. Si lascia ascoltare con piacere, fila via liscio già ai primi ascolti, e non stanca. Il problema è che a metterlo a confronto con gli altri lavori di questo genere ne esce un po' ridimensionato, siamo sotto ai livelli dei gruppi citati. Se siete amanti di queste sonorità e come me siete sempre alla caccia di nuovi lavori di questo tipo, allora vale la pena spenderci quei pochi euro che costa. Io intanto mi cerco il successivo "Ritual", sperando che gli Hydrargyrum siano migliorati.
(teonzo - Dicembre 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.hydrarrgyrum.wz.cz/