HORRID
Rising From The Hidden Spheres

Etichetta: Xtreem Music
Anno: 2006
Durata: 42 min
Genere: death metal alla svedese


Gli Horrid sono ormai una piccola istituzione della scena death tricolore. Formatisi in Lombardia (dalle parti di Milano) nel 1989, nel corso degli anni hanno guadagnato rispetto grazie ad un buon numero di lavori e ad un'instancabile attività dal vivo. Per fare una carrellata delle loro realizzazioni, vanno citati innanzitutto i due demo "Eternal Suffering" (1992) e "You Are Mine" (1994), il 7" "Awaiting For The Truth" (1996) ed il MCD "Blasphemic Creatures" (1999), l'album "Reborn In Sin" (1999) e la raccolta "Evil's Birth".
La formazione attuale, cambiata nel corso degli anni, consiste in Belfagor (chitarra), Max (basso, membro fondatore del gruppo assieme a Belfagor), Robert (voce) e Matt (batteria).
"Rising From The Hidden Spheres", il nuovo album della band, è stato registrato allo studio Starstruck, sotto la supervisione di Anders Lundemark (Konkhra). E' il loro primo lavoro ad essere pubblicato dalla buona etichetta spagnola Xtreem Music.
La breve introduzione non placa per molto l'ira manifesta di "Nothing Lives Forever". Questa canzone colpisce duro come un pugno in faccia. Violenta, nervosa, arrembante, dal suono indubbiamente svedese. Sì, lo studio Starstruck ha permesso agli Horrid di ottenere un sound marcio, potente, devotamente legato alla tradizione del paese scandinavo. Anche lo stile non tradisce i canoni, ormai un po' retrò, stabiliti da gruppi quali Entombed, Dismember et similia. Una manna per gli appassionati, grazie anche ad un equilibrio intelligente fra impatto e melodia, espresso con la giusta rozzezza. Caratteristico degli Horrid è anche l'alternarsi tra sezioni veloci ed altre più lente e cariche di groove. Una costante che si ripete per tutto l'album, come esemplificato dalla successiva title-track. "Rising From The Hidden Spheres" parte come se dovesse essere più brutale della precedente. In realtà, presto il ritmo rallenta, prima di dare il via ai consueti cambi di velocità. Proprio il grande dinamismo comunicato da basso e batteria, garantisce a questa canzone un forte potere trainante. E' difficile non battere il tempo con il piede, mentre la si ascolta con le cuffie! A mio avviso, un nuovo classico del gruppo!
"From Here To Eternity" è una cavalcata trascinante, molto potente. Il gutturale devastato di Robert dona quel qualcosa in più a tutto l'insieme. La canzone si evolve attraverso sezioni più moderate, molti passaggi melodici, accelerazioni controllate e buone scelte d'arrangiamento.
L'inizio morbido di "Come To Me" sembra segnare una svolta nell'album, quando subito il ritmo prende mordente e gli Horrid ci ricorando che, dopotutto, suonano death metal. Nonostante la pesantezza, comunque, "Come To Me" rimane uno degli episodi meno brutali del CD. C'è più melodia che aggressività, ed il quartetto coglie questa occasione per mettere in mostra la propria duttilità strumentale. Non solo violenza dunque, ma anche espressività.
"Feeling Hate" riporta la musica su rotaie più veloci. Un assalto marcio, anche se in qualche modo "catchy". I riff possenti, molto furbi, spingono l'ascoltatore ad un headbanging ostinato. La prova di Robert al microfono è stupenda! C'è anche una parte più lenta, che si distingue per l'arrangiamento convincente. Carina.
Purtroppo, nonostante la qualità della proposta musicale, gli Horrid devono sempre fare i conti con una tradizione ingombrante. Di conseguenza, il limite maggiore del gruppo lombardo è quello di essere alla fin fine derivativo, e per questa ragione talvolta alcuni passaggi sanno di già sentito. OK, va dato atto agli Horrid di aver cavalcato l'onda del death svedese sin dalla prima ora, non si tratta di ragazzini alle prime armi. Loro hanno vissuto quel periodo. Però, un attaccamento così intransigente a quei canoni li renderà sempre vittime di confronti, talvolta anche ingrati vista la loro bravura e la loro onesta. "Redemption And Lies" è quindi una delle tracce che soffre di più di questo legame fortissimo con il death svedese. E' una cavalcata bella, formalmente impeccabile. Però presenta un giro d'accordi simile a tanti altri, e fondamentalmente appassiona poco.
Molto meglio la successiva, e lunga (nove minuti!),"Harmonic Devastation". Ecco, qui gli Horrid ci mettono del loro, pur proponendo un suono meno violento del solito. Questa composizione, dal ritmo piuttosto moderato, è sempre stilisticamente coerente con la musica ascoltata in precedenza, ma mostra il volto umano del gruppo. I cambi di ritmo sono tanti, ma mai stridenti. Più volte si ripropone la consueta alternanza tra parti più violente ed altre meno. Ma, nel suo complesso, "Harmonic Devastation" è una sorta di mosca bianca, che presenta spunti interessanti in vista di un'evoluzione artistica futura. L'arrangiamento, veramente buono, strizza l'occhio al metal classico. Per naturale estensione, quindi, si avvertono echi di death melodico svedese. Solo accennati, ma presenti. La ricca melodia, malinconica tra l'altro, confluisce anche nell'outro. Si tratta praticamente di uno strumentale semplice e un po' triste, se non fosse per i sussurri del cantante. La chitarra di Belfagor, in bella evidenza, non tenta mai la carta del virtuosismo, preferendo suonare poche note ma buone.
A seguire il silenzio, prima che una voce distorta che pronunci alcune frasi. Una specie di ghost-track, insomma.
Nel CD è presente anche il video della title-track, che riprende i musicisti sul palco, durante un concerto. Non sempre immagini e musica vanno a braccetto, ma il risultato complessivo è buono. Ad un certo punto viene mostrata una locandina degli Entombed: come non rendere omaggio ai numi tutelari?
"Rising From The Hidden Spheres" è un buon album, onesto e trascinante. Sì, tutte le canzoni hanno qualcosa da comunicare, e sono costruite con equilibrio e maturità. D'altronde, suonare death svedese è per gli Horrid naturale come respirare. Ancora prima di mettere il CD nel lettore, il giorno che l'ho ricevuto, ero consapevole del fatto che gli Horrid non avrebbero tradito. Al tempo stesso, e questo è il rovescio della medaglia, sapevo già cosa aspettarmi, e le previsioni sono state confermate per filo e per segno. Di conseguenza, "Rising From The Hidden Spheres" è un disco consigliato a tutti gli amanti del death svedese (e del death in generale), anche se sarebbe opinabile che in futuro gli Horrid personalizzassero un po' di più la propria musica.
(Hellvis - Luglio 2006)

Voto: 7.5


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Sito Horrid: http://www.horrid.it/

Sito Xtreem Music: http://www.xtreemmusic.com/