HORNA
Ääniä Yössä

Etichetta: Debemur Morti / Gordeon Music Promotion & Management
Anno: 2006
Durata: 43 min
Genere: black metal


Gli Horna sono un po' un'istituzione del black metal finlandese. Beh, il black metal della seconda ondata, visto che hanno esordito su demo nel 1995. Come si sa, alla metà degli anni '90 il black ha avuto una vera e propria impennata di popolarità, che le ha donato di fatto (per qualche anno) l'egemonia sul mondo del metal. In quel periodo, molti gruppi hanno sfornato capolavori, evolvendo questo stile musicale in modi inaspettati, e donandole anche un buon successo commerciale. Eppure gli Horna hanno mosso i primi passi già nel 1993, quando ancora non si parlava di fenomeno musicale. E, da allora, non si sono più allontanati dal modello primigenio del black: essenziale, ripetitivo, ostile, malprodotto e senza compromessi. Una cosa che li ha resi adorati dai seguaci più intransigenti della fiamma nera, e poco tollerati dai ricercatori di novità. Dunque, se foste fra quelli che odiano i gruppi che non portano nulla di nuovo in una scena musicale, potete pure evitare di leggere questa recensione. Se invece vi sentiste nostalgici di un certo modo di intendere il black metal, se adoraste le atmosfere ricreate da un determinato tipo di sonorità, allora potrete accostarvi a questo ultimo lavoro degli Horna. Perchè gli Horna sono una garanzia: non tradiscono mai. Forse non tutte le loro uscite sono esaltanti, forse non hanno mai registrato un disco epocale, ma hanno sempre mantenuto uno standard qualitativo discreto e costante.
La Debemur Morti ha quindi dato alle stampe questo "Ääniä Yössä", un album che dovrebbe essere basato sul trionfo della peste, nell'Europa del XIV secolo. Non conoscendo il finlandese, non posso tradurvi il titolo, nè i testi delle canzoni. Mi fido quindi delle note trovate su internet, e sul foglietto informativo allegato al promo.
La copertina del promo è in monocromia verdastra, e mostra una donna nuda che cammina in una città all'apparenza morta, circondata da una marea di ratti. Inquietante metafora dello sterminio più terribile che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto.
L'album dura quarantatre minuti, suddivisi in sole quattro canzoni: "Raiskattu Saastaisessa Valossa", "Noutajan Kutsu", "Mustan Surman Rukous" e la title-track.
La formazione attuale degli Horna, ufficialmente, consiste in Corvus (voce), Shatraug e Saturnus (chitarre), Infection (basso) e Vainaja (batteria). Eppure, a quanto pare, questo nuovo album è una creazione dei soli Corvus e Shatraug. Tra l'altro, neppure una creazione molto recente. Questo disco è stato infatti registrato in due momenti diversi del 2004, e solo ora può vedere la luce.
Che tipo di disco è questo "Ääniä Yössä", e come si inserisce nella discografia degli Horna? Beh, la musica è fedele alla linea, e questo è ovvio. Solo, si nota un regresso nella struttura delle varie canzoni. Rispetto alle ultime prove della band, relativamente "catchy" e varie, questo nuovo lavoro risulta molto più primitivo. Si ascolti ad esempio la lunga title-track (supera i venti minuti). La traccia è basata sulla ripetizione ostinata di figure musicali molto simili e dilatate, nonostante il blastbeat incessante in sottofondo. Le successioni armoniche si ripetono all'infinito, e variano molto di rado, grazie all'aggiunta o alla sottrazione di qualche nota, o di una linea melodica. Il minimalismo del black delle origini è reso con particolare efficacia, in questo brano. Una prova disturbante, sulla quale le urla torturate spezzano imprevedibilmente la monotonia. Il brano avanza teso ed implacabile, e sembra sempre che carichi per dover esplodere. Ma l'esplosione non avviene mai. Terribile, ossessivo.
Più vivaci, per quanto possibile, le altre tre prove. Tutte più brevi, ma non meno minimali. Forse solo "Mustan Surman Rukous" sembra essere un po' più ruffiana, visto che qualche riff vero e proprio riesce ad emergere tra la marea di successioni armoniche. Si tratta però di un particolare che salta all'orecchio proprio perchè questo disco è estremamente coerente. Se ascoltato distrattamente, potrebbe sembrare una sequenza infinita dei medesimi accordi suonati da chitarre zanzarose. Così non è, ovviamente. E' anche vero però che un disco del genere non potrà certo piacere a tutti. Talvolta le soluzioni musicali tendono a somigliarsi, proprio perchè gli elementi utilizzati sono stringati ed essenziali. Se a questo si accosta il muro sonoro ed i vocalizzi monotoni di Corvus, beh, il gioco è fatto.
Volete il mio giudizio sincero? "Ääniä Yössä" non è un brutto album, ma non riesce nemmeno a prendere più di tanto. Non sarà certo questo disco a cambiare le sorti degli Horna. I fan del gruppo lo apprezzeranno, ed anche gli amanti del black più intransigente e minimale. Anche chi apprezza le commistioni fra rumore e ambient (non nel senso di timbri, ma nel senso di struttura dei brani), potrà gradire il muro sonoro dei finlandesi. E' però obbiettivo affermare che i pochi elementi utilizzati dal gruppo non siano stati sfruttati al meglio. Nessun passaggio colpisce al primo ascolto, e questo mi fa dispiacere perchè da veterani così sarebbe lecito aspettarsi di più.
In conclusione, se volete ascoltare un discreto esempio di black metal primitivo, suonato con la giusta attitudine dei tempi passati, comprate pure questo "Ääniä Yössä". Se invece foste alla ricerca di un disco black trascinante e strutturato, questo album non fa per voi.
(Hellvis - Gennaio 2007)

Voto: 7


Contatti:
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Sito Debemur Morti: http://www.debemur-morti.com/

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