HORFIXION
Disynchronize
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2000
Durata: 46 min
Genere: Death/Thrash Metal
Dei canadesi Horfixion avevo già parlato quando ebbi la ghiotta occasione di recensire il loro ultimo lavoro, il notevole "Instigators Of Chaos", del 2002. Questo qui è il loro primo disco, risalente ad ormai 4 anni fa, quando in formazione era ancora presente il vecchio batterista, Alexandre Noel (ora invece la band si avvale del session Patrice Hamelin, drummer dei connazionali Martyr).
In questo CD quello che non manca è la violenza, per cui se amate particolarmente quando il death e il thrash si uniscono, non avete che da comprare sto disco.
Oltre alla velocità e all'impatto, i brani degli Horfixion posseggono anche molti spunti melodici, in virtù dei quali mi sento di accomunare alcuni pezzi ai cari vecchi DEATH. Una canzone che può ricordare la band di Chuck (R.I.P.) potrebbe benissimo essere la traccia 2, "Voiceless Scream", dove non mancano parti da headbanging paurose da spezzarsi il collo! Oppure la traccia 7, "Deserted Landscape", dove accanto ad intrecci melodici alla DEATH coabitano riff di natura più marcatamente thrash e le immancabili parti "bang your head". Molto melodica anche la title-track, che inizia con delle armonizzazioni intrecciate che preludono ad un riff quasi swedish (roba tipo At The Gates). In questo brano possiamo trovare parti dispari e anche un breve arpeggio atmosferico. Ecco, un'altra cosa che non latita nella musica degli Horfixion è sicuramente la tecnica, di cui i canadesi saggiamente non abusano, ma che utilizzano per costruire brani abbastanza intricati e di difficile esecuzione. Come tecnici sono gli assoli dell'allora chitarrista solista Kevin St-Ives, uno di quelli che spara assoli lunghi ma fatti col cervello, dove si trovano sweep e tutto il resto della tecnica chitarristica!
In generale la qualità del disco è davvero elevata, basta infatti far partire la prima traccia che subito si mette in evidenza una doppia cassa preponderante a cui segue un martellamento continuo ad opera della stessa batteria. In chiusura del disco troviamo poi una riproposizione della title-track, intitolata "Désynchronisé". Non cambia una virgola, solo che il pezzo è cantato nella loro lingua madre. La voce del leader/chitarrista Samuel Landry è di quelle molto incazzate, non propriamente un growl ma una voce hardcore che è vetriolo puro, anche se è molto meglio su "Instigators Of Chaos".
Ottima anche la produzione del CD, molto curata, precisa e pulita, diversa da quella, decisamente più rozza e ignorante (ma per me più figa!), di "Instigators Of Chaos".
Se volessi fare un paragone tra i due dischi, direi che ascoltando questo primo lavoro quello che è venuto fuori è il fatto che risulti nel complesso meno vario e cazzuto del suo sucessore. Può vantare un suono molto più pulito, quindi se preferite le produzioni nitide e precise, magari "Disynchronize" potrebbe piacervi più dell'altro. Ma "Instigators Of Chaos" è più vario, più intricato e più grezzo; direi molto anni '80, con una produzione decisamente orientata verso il death. Quindi, ripeto: se cercate un disco di death/thrash violento (e come potrebbe essere altrimenti?!) ma suonato con notevole perizia tecnica, se insomma cercaste per caso un ipotetico ibrido tra vecchi Sepultura, Testament e DEATH... questo disco fa per voi, con l'avvertenza che "Instigators Of Chaos" è, almeno per me, più figo.
(Randolph Carter - Giugno 2004)
Voto: 8
Contatti:
Sito internet: http://www.horfixion.com/