HOMERUN
Don't Stop
Etichetta: Sweet Poison Records / Gatti Promotion Agency
Anno: 2008
Durata: 41 min
Genere: hair metal
Uno dei tanti fenomeni musicali che nacquero negli anni '80 fu l'"hair
metal", un'etichetta che non indicava tanto un genere musicale ben
preciso, quanto piuttosto un modo di presentarsi al pubblico dei fan:
le caratteristiche principali un look molto appariscente e glamour e
una capigliatura cotonata e voluminosa, da cui il nome del genere. In
realtà le radici dell' hair metal sono da ricercare nella seconda metà
degli anni '70: citando alcune fonti certe di ispirazione possiamo
ricordare Angel, Kiss, Alice Cooper, Aerosmith, Starz etc.. Il fenomeno
interessava trasversalmente diversi generi. Dal metal patinato e
scanzonato di Ratt, Great White e Bon Jovi al nuovo glam di Motley
Crue, Poison e Shotgun Messiah, allo street rock and roll di Hanoi
Rocks e Guns & Roses al metal più duro di Malice, Twisted Sister e
W.A.S.P.. Potremmo discutere per ore su quali bands potremmo inserire o
meno in questo movimento, certamente comunque interessò soprattutto
l'industria musicale americana, tranne qualche eccezione come
Scorpions, Bonfire, Europe e pochi altri. In ogni caso un fenomeno
controverso perchè vedeva al suo interno musicisti tecnicamente molto
preparati e ottimi compositori, ma anche i famigerati "posers", che
ancora oggi sono citati come sinonimo del lato negativo del metal,
tanto fumo e niente arrosto, dai cosidetti veri metallari o
"defenders". Ovviamente un movimento così esteso non si estinse allo
scadere del decennio ma molte bands nacquero o continuarono la loro
carriera anche negli anni '90: uno degli esempi più brillanti made in
Europe sono tuttora gli svizzeri Gotthard. Ed è proprio da un loro
album, "Homerun" del 2001, che sei ragazzi lombardi prendono il nome
per la loro band. All'inizio, nel 2000, il gruppo parte come Dead Poets
ma dopo un anno di attività il nome diventa definitivamente Homerun, e
abbandonate le cover inizia la composizione del materiale proprio. Le
prime fatiche si realizzano nel demo "Some 1", seguito a ruota dal demo
EP "Start Again" del 2005. Quest'ultimo viene accolto con entusiasmo e
la band decide di rinunciare momentaneamente ad esibirsi dal vivo per
dedicarsi a tempo pieno alla composizione del materiale per un vero e
proprio album d'esordio. Il frutto di questo impegno è "Don't Stop",
dieci tracce di puro e fresco hair metal nella miglior tradizione anni
'80. Nelle note delle canzoni rivivono tutte le formazioni che hanno
reso grande e popolare il genere; mi vengono in mente Warrant, Great
White per l'uso del piano , Bonfire nella carica track di apertura,
"Full Throttle", Skid Row nelle tracce più melodiche e ispirate ed
Europe nei pezzi più lenti, come la raffinata "North Winds" e non
ultimi ovviamente i Gotthard. La voce di Matt è incredibile, sembra
veramente provenire da uno dei cantanti delle formazioni che ho citato,
perfetta per il genere, ottima nelle interpretazioni e ruvida quanto
basta per non perdere mai di carica. Dal canto loro Simone ed Andy, a
cui sono affidate le chitarre, compiono un ottimo lavoro, sempre
preciso e raffinato, mai banale e con assoli di gran gusto. Granitica
la sezione ritmica affidata a Valentino (basso) e Ul (batteria), spesso
sopra le righe, in senso buono, a dimostrare l'ottima preparazione
tecnica. Importantissimo e fondamentale il lavoro di Matt alle
tastiere, probabilmente la caratteristica degli Homerun che salta
all'orecchio sin dal primo ascolto. Tutte le canzoni si mantengono su
un ottimo livello compositivo, sempre piacevoli e ben costruite, e nel
caso di "North Winds" e "Baby", completate da parti strumentali
veramente interessanti dove l'estro dei musicisti ha campo libero. Cosa
da non tralasciare, lo spazio occupato dai cori nell'economia delle
canzoni; molto curati, ammiccanti al punto giusto e magistralmente
inseriti in modo da arricchire, anche dal punto di vista commerciale,
le canzoni, senza scadere del troppo easy, cosa che spesso è capitato
alle band d'oltreoceano. Una nota sulla grafica del booklet, molto
vintage, con riprodotte le pagine ingiallite e logore che riportano i
testi. Secondo me fuori luogo l'utilizzo dei caratteri gotici nei
titoli delle canzoni, che oltre ad essere difficilmente leggibili, poco
hanno a che fare con il prodotto in questione.
Un grande album questo "Don't Stop" che custodirò a fianco della
mia discografia completa dei Bonfire, e che se fosse uscito in america
nel 1987, avrebbe probabilmente fatto ricordare gli Homerun per i
decenni a venire...speriamo che succeda qualcosa di simile anche in
Italia oggi; gli amanti del genere non se li lasceranno scappare!
(J.L. Seagull - Settembre 2008)
Voto: 8
Contatti:
Mail Homerun: info@homerunrock.it
Sito Homerun: http://www.homerunrock.it/
Sito Sweet Poison Records: http://www.lost-poison.com/
Sito Gatti Promotion Agency: http://www.gattipromotion.it/