HOLY DRAGONS
Voshod Chernoy Luni/Black Moon Rising

Etichetta: Metalism Records
Anno: 2006
Durata: 62 min
Genere: heavy/power metal


Con "Black Moon Rising" torno ad occuparmi degli Holy Dragons, formazione kazhaka che già mi aveva impressionato non poco in occasione del precedente "Wolves Of Odin". Ho conosciuto il gruppo con quel disco, scoprendo anche che non era nato recentemente e, soprattutto, non era composto da gente che se ne era stata con le mani in mano. Infatti spulciando nel loro sito e in quello dell'etichetta sono venuto a sapere che hanno rilasciato una decina di testimonianze discografiche, tra ristampe, album in lingua madre e in inglese, ecc. "Black Moon Rising" risulta essere ad oggi l'ultimo "nato" in casa Holy Dragons ed è quindi uno specchio fedele di quella che è la loro recente attività. La bella copertina è in bianco e nero, con tratti disegnati quasi a matita e carboncino, e l'ambientazione ha un forte sapore epico, con un taglio leggermente futuristico sul retro.
La musica, che in fin dei conti è quello che conta, è sempre di buon livello. Come metro di paragone ho solo "Wolves Of Odin" e dico subito che ci sono marcate differenze con quel disco, anche se quanto proposto oggi dai nostri è pur sempre etichettabile come heavy metal. Ma l'heavy metal, a differenza di quanto dice qualcuno, ha molte sfumature e qui non si viaggia sempre a cento all'ora come nel disco precedente, ci sono dei bei momenti in mid-tempo e inaspettate, almeno per me, aperture melodiche. La produzione è assai migliorata e non ho difficoltà a definire gli Holy Dragons come un gruppo "creativo", pur nei confini del loro genere. Per dirla tutta... beh, preferisco sicuramente "Wolves Of Odin", che nel complesso suonava più diretto; qui ci sono ottimi momenti, ma complice anche un minutaggio piuttosto lungo (il disco supera l'ora di durata), traspare anche qualche momento di stanca o di ispirazione latente. Niente di male, stiamo parlando comunque di un disco piuttosto buono.
Disco che si apre con la title-track... e qui ammetto che sono andato subito a vedere se sul retro compariva l'adesivo che faceva bella mostra di sé nel precedente CD (Guaranted - No Keyboards, Synthesizer and Midi equipment used!"): questo perché la produzione è incredibilmente migliorata e la batteria suona nitida e potente. In poche parole, diciamo che l'esperienza dietro al mixer si sente, questa volta, soprattutto per quanto riguarda la batteria. Ma torniamo alla canzone. "Black Moon Rising" si presenta serratissima, riffing quasi thrash in pieno stile primi Annihilator!!! Le parti di chitarra sono infatti piene di tutte quelle rifiniture (bending, armonici, svisate velocissime ecc.) che rendevano riconoscibile tra mille l'operato di Jeff Waters in "Alice In Hell" e "Never, Neverland". A metà pezzo compare addirittura una bella apertura acustica che ricorda, come sonorità, la celeberrima "Crystal Ann" e quindi il gioco è fatto. Un brano certamente impeccabile per potenza e esecuzione, che però lascia poco dentro... Anche dopo ripetuti ascolti si sente che qualcosa manca, quel qualcosa che aveva reso memorabili alcune parti di "Wolves Of Odin". Certamente siamo di fronte a un pezzo valido per aprire un album heavy metal, ma dovessi consigliare a qualcuno l'ascolto degli Holy Dragons, certamente direi di partire da altre cose.
"Freedom" prosegue l'assalto, pardon, il massacro in doppia cassa. Riff veloci, potenti e doppia cassa a rotta di collo, che dopo un bel po' sfocia in una bellissima apertura più melodica che dona respiro al tutto. Verso i tre minuti e mezzo i nostri si fermano per ripartire con un riff a metà tra i Judas Priest e i primi Blind Guardian (per lo sviluppo successivo). Beh, insomma, niente di nuovo, ma anche la conferma che gli Holy Dragons oggi temono pochi paragoni nella scena heavy/power metal. Solo la provenienza geografica li penalizza non poco, e questo è un peccato.
Gli Iron Maiden fanno la loro comparsa nei riff iniziali dell'atipica "Tengri", particolare nel suo incedere cadenzato e curiosa grazie all'uso di uno strano suono (sembra uno "scacciapensieri" con un po' di delay, se mi perdonate la battuta) dopo il ritornello. Belle anche le parti strumentali, lente e vicine alla loro tradizione. Anche qui il tutto è tirato un po' troppo per le lunghe e otto minuti sono forse un po' troppi.
Un gran bella mazzata è invece "Bullet And Bayonet Steel" (trovatemi un titolo più metal di questo!!!), che parte in quarta trascinata da una furiosa doppia cassa. Il pezzo si sviluppa in maniera piuttosto lineare, speed metal con qualche rimando agli Iron Maiden nei giri melodici di chitarra.
A questo punto arriviamo a uno dei momenti migliori dell'album, ossia il cadenzato "Forbidden Horizon". L'inizio è di chiara matrice Iron Maiden, con tanto di armonizzazioni di chitarra che "rubano" fedelmente al repertorio di Smith e Murray. Anche nell'accoppiata strofa/chorus i nostri citano la vergine di ferro, per quanto l'atmosfera generale sia piuttosto melodica e cadenzata, dal vago sapore epicheggiante. L'unico dubbio è che la somiglianza con le composizioni di Harris (e con gli intrecci delle due chitarre degli Iron Maiden) sia un po' troppo marcata; fortunatamente i nostri non costruiscono un intero album su queste sonorità (avete presente gli spagnoli Tierra Santa degli esordi?!) e quindi anche questi rimandi così precisi possono essere visti più come citazioni o tributi che non come plagi veri e propri.
"Delusion" è un breve interludio acustico che non raggiunge il minuto di durata e funge da apripista per il brano più bello del disco, ovvero "Master Of The World". Riff spezzati e incedere piuttosto lento la fanno da padroni nella prima parte, dove compaiono anche degli ispirati giri di chitarra che ricamano melodie "calme" e quasi "striscianti". Il cantato è molto teatrale, per quanto sguaiato... Si sentono anche rumori di monete che cadono, e sarebbe interessante anche sapere di cosa parla il testo. Non ci è dato saperlo, visto che gli Holy Dragons cantano in russo... Accontentiamoci della musica, che almeno in questo caso basta e avanza. Il pezzo suona quasi ipnotico, con una batteria ossessiva che raramente abbandona un monolitico incedere in quarti. Ascoltato con la dovuta attenzione "Master Of The World" si rivela un gran pezzo; pochi ingredienti ma usati con maestria.
La seguente "Dynamite" tiene fede al titolo, anche se la costruzione non appare molto ispirata. Batteria veloce e riff taglienti ma poco costrutto, in definitiva. Così come trascurabile appare "Black Moon Daughter", che si adagia su melodie non particolarmente brillanti e comunque già sentite mille volte.
"Sons Of Judas" invece funziona, in quanto fonde ritmiche veloci e potenti e chorus da cantare a squarciagola. A chiudere il disco troviamo un minuto di chitarra acustica intitolato "Mirror Of Fate".
Che dire? "Black Moon Rising" non è certamente un brutto disco, però ammetto che dopo la folgorazione di "Wolves Of Odin" mi sarei aspettato di più. Apprezzo la scelta del gruppo di tentare nuove strade e nuove forme di espressione. Trovo solo che in certi brani manchi un certo qualcosa che li renda, se non memorabili, quantomeno esaltanti e trascinanti. Le ritmiche sono precise e potenti, gli assoli ben eseguiti, la batteria tira dall'inizio alla fine (per quanto stavolta sia abbastanza lavorata in studio), la voce fa il suo dovere... è che nell'insieme manca qualcosa. Forse l'ispirazione non era al massimo, non so... Di certo ci sono buoni pezzi in questo disco, "Master Of The World" su tutte però, complice anche la durata non indifferente per un disco metal, il risultato finale non convince in pieno. Trattasi comunque di un disco dignitoso, sicuramente più ambizioso del precedente che però suonava più fresco e diretto; un disco consigliato agli amanti dell'heavy metal e del power/speed, che amano sondare anche saltuariamente i meandri dell'underground. Un disco tutto sommato trascurabile per tutti gli altri. Personalmente rimango però dell'idea che gli Holy Dragons siano potenzialmente uno dei migliori gruppi heavy/power/speed metal in circolazione.
(Linho - Novembre 2006)

Voto: 7


Contatti:
Mail Holy Dragons: holydragons@front.ru
Sito Holy Dragons: http://www.holydragons.org/

Sito Metalism Records: http://www.metalism.com/