HOLOCAUST
The Nightcomers
Etichetta: Phoenix Records (recensita la ristampa del 2000 della Edgy)
Anno: 1981
Durata: 48 min
Genere: NWOBHM
Originalmente uscito nel 1981 per i tipi della Phoenix Records,
questo e' l'album d'esordio degli scozzesi Holocaust, musicisti
ancora alle prime armi ma pieni di voglia di fare e con una grande
spinta alle spalle per raggiungere un successo che invece non
arrivo' mai. In piena esplosione della NWOBHM alcune band di buon
calibro si crearono uno stuolo di appassionati ma fallirono la
scalata alle vette, a cui solo un manipolo di gruppi (Iron Maiden
in primis) riusci' ad arrivare. E cosi' la band capitanata
da John Mortimer e' ricordata ancora oggi dai vecchi metallari ma
i suoi dischi si fa fatica a trovarli, e il gruppo riappare a
spizzichi e bocconi con qualche album ogni tanto salvo poi tornare
nel silenzio per qualche anno.
"Nightcomers", dicevo. Un album di metal rock molto buono che mostra
quanto forte sia stata l'influenza di gruppi storici come gli AC/DC
sui ragazzini le cui chitarre erano affamate di elettricita'. In
particolare il brano "Crying Shame" e' di chiara ispirazione "australiana"
per i suoi riff alla Angus Young, anche se la voce di Gary Lettice e'
distante anni luce dai toni graffianti di Scott e Jones. Il brano di
apertura "Smokin' Valves" e' un buon brano sulla vita di un rocker
che vuole farsi strada suonando musica che spacchi ("Got me some
smoking valves, and you can hear me for a hundred miles.. Ten speakers
gone in a year, I got a grin from ear to ear"); "Death or Glory" e' un
bel brano forte sia musicalmente sia per le liriche (uno scoglionato
incazzato con la vita che si aggira per le strade armato di coltello
e di propositi omicidi); un brano che a me piace un casino e' "Heavy
Metal Mania", vera canzone di metal classico e puro senza stronzate,
come e' giusto, presente su questa ristampa assieme anche a una
versione leggermente differente uscita come 45 giri d'esordio, qui
inclusa come bonus track; altri pezzi li salto, perche' per nulla
rimarchevoli pur se gradevoli all'ascolto, fino al brano di chiusura,
la title song "The Nightcomers", dal testo epico/apocalittico sostenuto
da un buon riff di chitarra, tutto scaturito dalla penna e dal plettro
dello stesso Mortimer, vera personalita' della band. A tal proposito
i testi dell'album scritti da Mortimer li trovo un filo piu'
interessanti (pur se in pieno stile NWOBHM) rispetto a quelli scritti
dagli altri membri della band.
Questo disco non e' certo un capolavoro del metal, ma e' un buon album
di rock elettrico per chi si nutre di questo genere e lo preferisce
grezzo e diretto come si suona nei piccoli locali dove si beve e l'aria
e' satura di fumo. Lo si puo' definire un classico minore, anche perche'
pur contenendo dei brani che sono puri riempitivi, quelli riusciti hanno
passato molto bene la prova del tempo e in pieni anni 2000 li si ascolta
con lo stereo a palla con immutato piacere. Se inoltre si aggiungono
le bonus track, (la gia' citata prima versione di "Heavy Metal Mania";
la compatta "Love's Power" che ricalca anch'essa il sound AC/DC; e
un altro piccolo classico di Mortimer: "Only As Young As You Feel", brano
lento, compatto e incisivo, che come "Heavy Metal Mania" fa propaganda
dello spirito heavy metal, come i nostri metal gods Judas Priest hanno
insegnato ;), quello che si ottiene e' un cd che vale pienamente i suoi
soldi.
Chi ama il metal classico e non ha problemi a digerire il vecchio sound
dei primi anni '80, puo' acquistare a scatola chiusa questo album. Non
e' di facile reperibilita' ma vale la pena cercarlo sulle bancarelle
delle varie fiere perche' bastano pochi ascolti per farselo entrare
sottopelle. Un disco che si accompagna bene a qualche bottiglia di
birra.
"Rock'n'Roll... far too slow. So the adrenaline doesn't flow.
Where is the power, where is the glory? Heavy metal is my story."
(Mork - Giugno 2002)
Voto: 7.5