HOLOCAUST
Live (Hot Curry & Wine)
Etichetta: Phoenix (recensita la ristampa su CD del 2000 della Edgy)
Anno: 1983
Durata: 45 min (durata della ristampa)
Genere: NWOBHM
Registrato nel settembre 1981 poco dopo l'uscita del vinile "The Nightcomers"
durante uno show che venne anche immortalato su video, questo album
live presenta il meglio della primissima produzione degli Holocaust
proiettata nella sua dimensione migliore: on stage. Quelle che erano
delle buone canzoni in studio, qui si rivelano come degli arieti da
sfondamento, e danno all'ascoltatore la vera misura di cosa e' in grado
di fare una vera band heavy metal quando si sente un palco sotto i piedi
e un locale pieno di gente.
Si apre alla grande con "No Nonsense" che scarica elettricita' a pieno
wattaggio addosso all'ascoltatore, per poi mettere in chiaro subito le
cose con "Smokin' Valves", canzone dedicata alla vocazione del rocker
che manda a quel paese i vicini pompando di brutto con la sua chitarra
elettrica dentro le valvole degli ampli. Molto buona anche l'esecuzione
del pezzo successivo "Long the Bell Will Toll", con la voce di Lettice
che pero' mostra evidenti i suoi limiti... per fortuna che ci sono i
chitarristi che ci danno dentro di brutto con assoli e pennate a tenere
alto il livello del pezzo (e dell'intero show). Poi la strumentale
Jirmakenyerut ("Does your mother know you're out?"), ottima anch'essa;
seguita a ruota da "The Small Hours" e "Forcedown Breakdown", con
Lettice sempre sempre piu' limitato alla voce e con il resto della band
a macinare elettricita' a piu' non posso, in particolare su Breakdown
(queste sono vere chitarre metal... riff, assoli... Ahhhh godo!).
Verso il finale arriva l'hit "Heavy Metal Mania", seguito da una versione
solo strumentale di "Nightcomers" con le chitarre che urlano e fischiano
come se qualcuno le stesse torturando senza pieta'... una gioia per le
orecchie di chi e' cresciuto ascoltando Space Truckin' in versione live
;)) .
Il CD si chiude con 2 bonus track live (non e' indicato se si
tratta del medesimo concerto): "Lovin' Feelin' Danger", e la potente "Death
or Glory", quest'ultima che fa venir voglia di fare headbanging da tanto
e' martellante.
Un live inciso veramente bene. Soprattutto il suono delle chitarre
e' molto in evidenza, e per un concerto heavy metal direi che questo
e' essenziale. In definitiva questo e' un live iperconsigliato a chi
ama il true heavy metal d'inizio anni '80: le canzoni sono buone,
la band da' il massimo (e si sente!) e la produzione e' notevole.
Altamente raccomandato!
(Mork - Luglio 2002)
Voto: 8