HER WHISPER
Children Of The Black Soil

Etichetta: STF Records
Anno: 2006
Durata: 60 min
Genere: power/gothic metal


Ho ascoltato già diverse volte "Children Of The Soil" degli svedesi Her Whisper, ma non sono ancora riuscito a capire se l'album mi piaccia oppure no. Eppure si tratta di un prodotto praticamente perfetto: la produzione sonora è grandiosa con dei suoni da paura. Sono veramente bravi; sia nell'insieme che ogni singolo elemento ha una preparazione certamente superiore alla media. La confezione del CD è impeccabile, bella la grafica con note, testi e foto. Completo il corredo promozionale che accompagna l'album, eppure... nella musica degli Her Whisper c'è qualcosa che non mi finisce. Fondamentalmente la band suona una sorta di power metal con influenze doom e gotiche, presenti anche nei testi; in pratica, per rendere l'idea, una via di mezzo tra Evergrey e Candlemass. Anche dal punto di vista vocale le due band che ho citato possono essere prese come riferimento, visto che Magnus Af Nestergaard, cantante e chitarrista del gruppo, alterna momenti in cui usa la voce in maniera quasi lirica ad altri in cui ringhia in maniera gutturale; certamente in maniera più estrema del cantante degli Evergrey, ma simile. Probabilmente è l'uso della voce lirica che mi lascia più perplesso; se nel caso di band come Nightwish le due voci che si alternano sono una femminile (lirica) e una maschile (rabbiosa), il grande contrasto tra le due crea un intrigante motivo di interesse per le atmosfere che si creano. Per gli Her Whisper il fatto che entrambe le voci siano maschili, generate dalle stesse corde vocali e spesso piuttosto piatte, diventa dopo pochi passaggi monotono. Anche i Nightwish non sono stati citati a caso: il lavoro del tastierista, Marcus Christensen, porta spesso alla memoria episodi della band finlandese, soprattutto legati al periodo di Oceanborn. In canzoni come "Mind Over Matter", "Theater Of The Absurd", "She Burned", "War Within" e "One Last Caress" è proprio il lavoro di Marcus che salva la composizione, altrimenti piuttosto scontata e ripetitiva. Non mancano le strizzate d'occhio al power metal scandinavo più rappresentativo (Stratovarius, Sonata Arctica) in canzoni come "Distorted Reality" e "Non Serviam" dove a essere messe a dura prova sono le qualità tecniche e fisiche della sezione ritmica, André Samuelsson al basso e Kenneth K.Gilbert alla batteria. A mio parere, l'episodio meglio riuscito è l'opener "All That Remains", non a caso scelta come prima traccia, l'unica in grado di farsi ricordare grazie ad un ritornello facilmente memorizzabile e di grande presa. Non chiedetemi cosa ricordo delle altre... buio totale! Ed è questa la pecca di molte nuove band: tecnicamente preparatissime ma, anche se supportate da tutte le meraviglie tecnologiche che uno studio di registrazione moderno può fornire al livello di produzione sonora, incapaci di farsi ricordare. Ogni volta che mi trovo di fronte ad un prodotto come questo penso a "The Nightcomers" degli Holocaust: prodotto con pochi mezzi, suonato da musicisti scarsi, graficamente povero, ma una indimenticabile pietra miliare del heavy metal. Allora mi chiedo come suonerebbe oggi quell'album, o "Black Metal" dei Venom, o "Night Of The Demon" dei Demon se fosse registrato con gli accorgimenti tecnici di oggi e prodotto da personaggi come Andy Sneap, Sascha Paeth o Tommy Newton? Probabilmente non lo sapremo mai...e forse è meglio così!
(J.L. Seagull - Novembre 2006)

Voto: 7


Contatti:
Mail Her Whisper: contact@herwhisper.net
Sito Her Whisper: http://www.herwhisper.net /

Sito STF Records: http://www.stf-records.de/