HEMATOVORE
Out For Blood

Etichetta: autoprodotto
Anno: 1998
Durata: 68 min
Genere: thrash/death/prog/jazz strumentale


Prima di partire con la rece consiglio a tutti di leggersi le rece dei due demo precedenti degli Hematovore, ossia "Parenthetical Vampirism" e "Ways Of The 8 Footed", in modo da farsi un'idea del percorso stilistico di questo gruppo, una cosa molto importante per comprendere la musica di questo lavoro.
"Out For Blood" è il primo album autoprodotto degli americani Hematovore. Col demo precedente non avevano trovato un contratto, e siccome suonano per passione hanno deciso di incidere un album autoprodotto, in modo da avere la soddisfazione di pubblicare un CD ufficiale contenente la propria musica, e basando tutto sul motto "chi fa da sè fa per tre".
Nel demo precedente il gruppo aveva cominciato a cercare uno stile proprio e schizzato, includendo un sacco di influenze esterne nel thrash/death da cui erano partiti. Con questo lavoro le influenze esterne (jazz, progressive rock e psichedelia) sono diventate ancora più presenti nelle canzoni degli Hematovore. Il merito del gruppo è quello di riuscire a fondere tutti questi stili molto diversi in una forma unica e personale: ovviamente durante l'album si susseguono parti diverse tra loro, da quelle più incazzate a quelle con atmosfere rilassate e soffuse, ma i vari passaggi non sono bruschi, anzi, sono tutti continui e sfumati perfettamente l'uno nell'altro. La bravura del gruppo sta tutta qui: suonare cose difficili in maniera semplice. Mescolare tutti i generi citati prima è un'impresa ardua, se non si vuole fare la figura dei fighetti che cercano di tirarsela facendo vedere quanto sono eclettici. Gli Hematovore invece riescono a far sembrare tutto naturale, quasi come stessero suonando in salotto mentre guardano la TV e pensano a tutt'altro...
L'ascolto di questo album resta comunque difficile, sia per la durata, sia per il fatto che resta una musica da ascoltare con la massima attenzione: è tutto tranne che pop! Ma almeno gli Hematovore riescono a non farlo pesare come un macigno, riuscendo a trasmettere la loro indole goliardica alla musica. Come loro solito i titoli delle canzoni vanno letti e goduti, qualche esempio: "Gnat Attack", "No... Tell Me Now!", "A Girl's Favourite Color" (ricordo che sono tutte canzoni strumentali!), poi c'è la suite "The Plan Is..." divisa in tre parti "I. Plan A", "II. Yeah, And Then What?", "III. Plan B", per finire poi con "Who's Afraid Of Terry Allen?"... penso possano bastare, che ne dite?
Guardando in generale questo album, va detto che è il lavoro più tranquillo degli Hematovore: qui le influenze psichedeliche e jazz hanno un ruolo più importante rispetto agli altri lavori. Certamente è sempre viva la componente di metal pesante, ma è quasi sempre limitata a livello di scelta di suoni e non a livello stilistico: la gran parte della musica qui dentro è riconducibile alla psichedelia ed al jazz. Basta prendere ad esempio la sesta traccia "Suite In Dm" (di quasi 13 minuti): i primi riff sono quasi doom, poi comincia una parte arabeggiante, con una chitarra che suona pura musica folk araba accompagnata a tratti da una ritmica death (anche questa basata sulla scala araba); poi c'è una parte soffusa di chiaro stampo psichedelico, per poi passare ad una parte tribaleggiante sulla scia di "Roots" dei Sepultura, dove ci sono vari ospiti a suonare le percussioni; il terzo ed ultimo movimento poi include varie parti jazz, e si conclude con una parte in cui mescolano perfettamente metal, musica tribale e jazz. Oppure c'è la nona traccia "AFOUA", che in pratica è un brano free jazz suonato con la distorsione del thrash... Oppure ancora l'ultima canzone, un altro miscuglio di metal e jazz, ma con una struttura più lineare ed un sassofono a dare quel tocco di pazzia in più alla canzone.
La produzione dell'album è discreta, nulla di clamoroso. Ma va tenuto conto che gli Hematovore non hanno mai guadagnato soldi con la loro musica, anzi, ce ne hanno spesi una barca senza mai rivederli indietro, quindi non si può pretendere una produzione spettacolare. La confezione è carina, in copertina c'è un'immagine di un insetto, ed il libretto di 2 pagine ha tutte le note riguardanti l'album. Ovviamente i testi non ci sono, heheeh.
Insomma, questo è un album molto buono, e rappresenta il momento più atmosferico, psichedelico ed introspettivo degli Hematovore. La qualità delle canzoni è molto alta, anche se ci sono dei momenti non completamente riusciti, motivo per cui non vado sopra l'8.5 come voto. Comunque sia resta un lavoro consigliato a tutti i metallari dalla mentalità aperta e che come me adorano i gruppi strumentali e sperimentali. Gli Hematovore sono un gruppo che merita attenzione, anche perché con pochi soldi vi portate a casa tutta la loro discografia, e questo è sempre un dettaglio importante.
(teonzo - Maggio 2003)

Voto: 8.5


Contatti:
Mail: hematovore@hotmail.com
Sito mp3: http://www.mp3.com/hematovore