HELSTAR
Nosferatu

Etichetta: Metal Blade
Anno: 1989
Durata: 42 min
Genere: Power Metal Americano


Il capolavoro degli Helstar.
Un capolavoro dimenticato.
Una band dimenticata da tutti.
Non c'è niente di meglio che iniziare una recensione così... per lasciarvi col fiato sospeso e con la mente piena di rimorsi per non avere questo disco nella vostra collezione. "Nosferatu" è l'ultimo disco degli anni '80 degli Helstar, per il sottoscritto è l'ultimo in tutti sensi, dimenticate il recente ed inutile "Multiples Of Black". Gli Helstar erano e sono questi, sta a voi scoprirli. Qualcuno penserà che mi prendo la briga di esaltare gruppi sconosciutissimi per il gusto di farlo, beh non è proprio così... sarebbe inutile acquistare ed esaltare gruppi mediocri. Gli Helstar sono eccellenti e avrebbero meritato tantissimo, più di tanti altri gruppi super-gonfiati.
La formula vincente è sempre la stessa: una valanga di originalità e personalità. Il loro motto immutato ma sempre più efficace album dopo album: 'sbatti la tua maledetta testa fino a spezzarti il collo e guarda quanto siamo bravi suonando!'. Rara una cosa del genere... e qui sto parlando degli anni '80, probabilmente i cinque texani erano troppo avanti per i tempi in cui incisero i loro dischi. L'etichetta Power Metal Americano ci sta tutta, anche se devo dire che in questo disco l'attitudine è abbastanza thrashy e incredibilmente iper-tecnica (difatti da bravo pirla mi sono dimenticato di inserirli nei gruppi techno-thrash, hehehe - nd teonzo).
Ma come sarà mai questa famosa tecnica degli Helstar? Non pensate al moderno Prog-Metal, qui tutto è equilibrato e spaventosamente metallico, una macchina da guerra pronta a calpestarti senza pietà durante l'ascolto di un assolo fulminante o di un passaggio di batteria intricato. Qui non c'è tempo per stare a sbavare in poltrona contando i controtempi... gli Helstar avranno il potere di farvi alzare le chiappe in preda a raptus di incontrollabile headbanging!
Quali parole posso spendere per descrivere la musica di questo lavoro? Tante... tantissime... ma alla fine saranno sempre poche. In Nosferatu ogni membro ha dato veramente il meglio di sè, incredibile sentire come canta James Rivera... semplicemente stupendo, superlativo, la sua prova migliore con gli Helstar. Nelle tonalità basse ed evocative mi vengono i brividi... la sua voce è immensa. Basso e batteria sono sovraumani nel loro incedere preciso e distruttivo, in bilico fra controtempi sincopati e cavalcate cadenzate Thrash oriented. Le chitarre? Mamma mia... pensate ad un album come "Rust In Peace" dei Megadeth... qui tutto è visto ancora più neoclassico e intricato, più strano e allo stesso tempo potente e pieno di melodia.
Tecnica eccelsa, epicità e gusto per le melodie neoclassiche fanno da sfondo a canzoni bellissime, straordinarie, a partire dalla micidiale "Baptized In Blood", un assalto senza sosta di potenza ipertecnica, stessa identica sorte per la successiva "To Sleep, Per Chance To Scream"... assurda, dalla bellezza sconvolgente, con quell'incedere cadenzato ed epico. Non posso evitare di nominare "Harker's Tale"... da brivido! Tutte queste song hanno un filo conduttore con il celebre film "Nosferatu" e sono introdotte da parti prese da questo lungometraggio.
In "Perseverance And Desperation" gli Helstar hanno addirittura il tempo di offrirci una canzone strumentale, ad opera dell'incredibile Andrè Corbin (le chitarre sono interamente suonate da lui... altro che Y.J. Malmsteen!), dove anche basso e batteria riescono a ritagliarsi un piccolo spazio solistico. Ascoltate e rimarrete sbalorditi.
Tutto il disco ci propone brani stupefacenti, non posso stare a parlare di ogni singola canzone, nel finale gli Helstar pestano addirittura con più forza sull'acceleratore, in bilico fra Thrash, Melodia e Tecnica. Non so cos'altro fare o dire per convincervi a comprare i loro dischi. Fatelo e non rimarrete delusi... ora basta... ho i neuroni fusi a furia di ascoltare questo gruppo.
Che la morte vi colga se non vi verrà nemmeno un po' di curiosità... e che cavolo!
(Muad'Dib - Gennaio 2003)

Voto: 10 e lode



Un gruppo ingiustamente sottovalutato, questo è un ottimo album di vero power metal suonato alla grande.
(metalchurch - Gennaio 2003)

Voto: 8