HELLRIDERS
Before You Can Build
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 29 min
Genere: thrash/metalcore
Gli Hellriders nascono a Cesena nell'estate del 2005, grazie
all'incontro di quattro ragazzi, tutti provenienti da altre esperienze
musicali in ambito metal; agli inizi del 2006 danno alle stampe il loro
primo demo tape, "Takin' Possession", ben accolto dalla critica e dalle
recensioni; i nostri non perdono tempo e dopo l'estate dello stesso
anno, si chiudono in studio per dar vita al loro primo vero e proprio
lavoro, l'EP in mio possesso, "Before You Can Build".
Tocca ad "Hellrider" aprire le danze e lo fa con circospezione e
basso profilo; un lungo solo di Wole alle chitarre ci introduce al
brano, che poi sfocia su ritmiche pesanti, corpose, cadenzate, giusto
appoggio per i cantati di Carlo, robusti, leggermente distorti e
maledettamente incazzati.
Partiture lente e pesanti si alternano a ripartenze più veloci ed
accattivanti donando al pezzo una notevole vivacità compositiva. Circa
a metà brano la violenza sembra placarsi lasciando spazio ad atmosfere
più pacate e sentite, dove trova risalto il buonissimo lavoro di
Michele al basso, pochi momenti e poi la rabbia e l'impeto riprendono
il sopravvento rialzando decisamente il ritmo ed andando a concludere
il brano. Buon inizio per i nostri, soluzioni musicali che tanto
ricordano i Pantera, soprattutto per la voce, ma che non disdegnano
certe divagazioni personali.
"Blood On The Snow" non si discosta di molto dalle sonorità del
pezzo iniziale, se non per certe assonanze verso il southern-rock più
nudo e crudo ( Black Label Society ), dalla forma grezza e leggermente
bluesy; e per certe soluzioni dal sapore decisamente più moderno, con
stacchi decisi e violenti e partiture ritmiche, batteria in primis,
nervose ed articolate. Un piccolo appunto alla voce, che in più di un
occasione ricorda fin troppo Hetfield & C., con i finali
decisamente strascicati e sempre, troppo simili tra loro. Quisquilie.
Terzo brano in scaletta, "Instincts Dominion". Un breve intermezzo
basato esclusivamente su di un lieve e sentito arpeggio di chitarra
acustica, che solo in un breve momento trova sfogo su sonorità
leggermente più pesanti e fluide, per poi riprendere il suo lento
incedere, ipnotico e di valore.
"Human To Human", ha un inizio molto pacato, voce sospirata,
arpeggi d'acustica e brevi accenni di batteria e basso; tutto questo si
svolge in crescendo sino a sfociare in una ritmica ai limiti dello
sludge, pesante, robusta e grezza; da qui è un continuo alternarsi
delle suddette situazioni sino ad arrivare alle partiture finali dove
la velocità sembra riprendere spazio e dove Carlo è autore di linee
vocali decisamente buone, alte, sicure ed incisive. Buon brano, anche
questo, capace di mostrare le varie facce del gruppo, ora più calme e
suadenti, ora più dure ed arrabbiate, riuscendo a sviluppare il tutto
padroneggiando appieno la velocità esecutiva, passando quindi da
ritmiche lente e cadenzate a tratti più veloci e corposi sino a
partiture decisamente thrash oriented. Bravi.
"Understand This ...." è, solo, un lungo ed articolato discorso,
declamatorio e ricco di enfasi, preludio al pezzo seguente, "D.I.F.".
La ritmica torna a velocizzarsi, le chitarre sono robuste e pesanti, la
batteria articolata e spezzata, le vocals arrabbiate ed in leggero
screaming; la struttura del pezzo è decisamente nervosa e spezzata,
numerosi infatti gli stacchi ed i cambi di ritmo e molte sembrano le
influenze dell'hardcore più cattivo e robusto, quello della scena
newyorkese tanto per capirsi, quindi più politicizzato e dalle sonorità
più cattive.
"The Result" è il brano che va a chiudere questo buon lavoro e lo
fa veramente alla grande: thrash metal nudo e crudo, senza nessun
orpello o divagazione di sorta; batteria a mille, chitarre veloci e
gracchianti, vocals arrabbiate e sguaiate; il tutto fatto con estrema
partecipazione e convinzione nei propri mezzi, risultando sì datati in
talune soluzioni compositive, già ultra risentite, ma ugualmente
coinvolgenti e ricchi di quella carica che, soprattutto in sede live,
non potrà far altro che sfracelli.
Buon primo lavoro per questi Hellriders da Cesena; le idee
sembrano esserci, la convinzione ed il giusto spirito anche. Certo,
alcuni aspetti sono ancora da limare e da portare al giusto livello: le
vocals troppo spesso infatti tendono ad essere fin troppo derivative,
perdendo quindi in personalità e feeling, mentre le chitarre, in taluni
momenti, necessiterebbero di una maggior spinta e compattezza sonora,
sia come volume che come suoni. Il tempo è sicuramente dalla loro parte
e allora forza, cavalcate nel dolce e metallico inferno.
(Pasa - Settembre 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: famwole@alice.it
Sito internet: http://www.myspace.com/hellriders