HELLOWEEN
The Dark Ride

Etichetta: Nuclear Blast
Anno: 2000
Durata: 53 min
Genere: power


Tutti sanno che Andi Deris non è certo Kiske e che gli Helloween con lui non sono mai più stati quelli degli anni 80, ma qua si esagera. Dodici tracce dove il filo conduttore è uno soltanto: la noia. Una serie di brani scontati, che, almeno nelle intenzioni, dovevano essere più pesanti e oscuri nelle atmosfere rispetto ai classici degli Helloween, ma che in realtà falliscono anche in quello. Il singolo uscito in Europa, "If I could fly", è un lento di quelli che costringe a cedere per noia e a passare alla traccia successiva dopo non più di due minuti, non parliamo dell'altro singolo "Mirror Mirror", roba degna del peggior grunge. E poi la voce di Deris... Non è adatta ai (pochi) brani spiccatamente power che ci sono nel disco, non è adatta ai brani più pesanti, è poco espressiva nei brani più lenti... E dire che nei Pink Cream 69 mi piaceva anche, ma i motivi per cui abbiano deciso di scegliere lui per sostituire Kiske negli Helloween sono sempre stati un mistero. Però bisogna anche dire che questo sarebbe un brutto disco anche con un cantante diverso, per la banalità del songwriting e per il fatto che più che un album suona come un'accozzaglia di brani diversissimi tra loro e che messi insieme non legano assolutamente, senza contare la solita produzione scadente (anche se meno scadente del solito) che è un marchio di fabbrica degli Helloween da "Master of the rings" in poi. Se vogliamo trovare qualcosa di buono, forse si salvano le due canzoni scritte da Michael Weikath, cioè "Salvation" e "All over the nations", ma anche lì ci pensano la produzione scadente e la voce irritante di Deris a rovinare due brani potenzialmente buoni. Insomma, un brutto disco, ancora di più se si considera il nome della band che lo ha pubblicato, ma d'altra parte degli Helloween dei due Keeper of the seven keys oggi restano solo il nome e due musicisti che hanno deciso probabilmente di andare nella direzione in cui tira il vento per cercare di vendere due o tre copie in più.
(Frozen - Marzo 2002)

Voto: 3



Da più parti criticato per produzione e suoni troppo moderni, penso al contrario che TDR abbia portato agli Helloween una ventata di freschezza. Il disco in sè poi emana un'atmosfera quasi malinconica, difficilmente riscontrabile in tutta la carriera del gruppo (solo in "Chameleon" era presente, ma quella è un'altra storia), ma canzoni come "If I Could Fly", "Immortal" o "Salvation" mi danno questa sensazione. Logicamente il caratteristico trademark del gruppo non è stato dimenticato, la title track (bellissima), "Mr. Torture" o le uniche due canzoni scritte da Weikath (non era mai successo che scrivesse così poco con gli Helloween, uno strano segnale!!!) ce lo ricordano.
La cosa strana che stavo accennando prima, è appunto la quasi assenza di Weikath, lui che da sempre ha contribuito in maniera massiccia al successo del gruppo, per me fu un mistero, capii il mistero solo dopo la cacciata di Uli Kusch e Grapow dal gruppo. Praticamente, Weikath non ha mai amato la produzione, la grafica (in effetti, non ha tutti i torti, visto che la copertina è orrenda, così come il libretto, scarno all'inverosimile) ed il lavoro generale svolto, arrangiamenti spogli e assoli improvvisati, di tutto ciò sono stati accusati i due già citati, colpevoli di essere stati troppo frettolosi con le scelte fatte.
In fin dei conti, reputo TDR un buon album transitorio (così come credo sarà il prossimo vista la nuova formazione) che ai fans conservatori farà storcere il naso, mentre per gli altri sarà una piacevole sorpresa.
(carma1977 - Novembre 2002)

Voto: 7.5