HELLION
Hellion
(EP)
Etichetta: Music For Nations
Anno: 1983
Durata: 30 min
Genere: Heavy Metal
Tira più un pelo di donna di una coppia di buoi!!!
Recita così l'antico adagio popolare valido sotto tutti i cieli e a tutte le latitudini!!!
Ecco spiegato perché ancor oggi c'è qualcuno che ancora si ricorda degli Hellion!
Beh, la band era tutt'altro che male, e si proponeva con un roccioso metal classico di stampo americano ad alto tasso di epicità e melodia (azzardo una via di mezzo tra i Sabbath epoca R.J. Dio e i Riot classici, non fucilatemi se dico una stronzata!), non privo di interessanti spunti. Ma a distinguere gli Hellion dalla massa informe ed anonima delle migliaia di band assimilabili e con caratteristiche simili c'era lei, Ann Boleyn, cantante dalla mascella alla Ridge, immagine spettacolare, voce dalla tonalità inconfondibile (possente, inconfondibilmente ruvida, sporca e quasi "strozzata", se mi passate il termine) e serissima rivale di Doro Pesch, Lee Aron e Lita Ford nell'accaparrarsi le simpatie dei maschietti metallari dell'epoca (erano gli anni Ottanta... adesso c'è la fulgida Tarja Turunen dei Nightwish!).
Logico che con una simile "presenza" questa band sia tutt'oggi ricordata ben al di là del suo oggettivo valore...
Il "pelo di finnica" ha una capacità di trazione ben maggiore delle renne della slitta di Babbo Natale e questo Ann lo sapeva benissimo, giocandoci su con disinvoltura durante tutta la sua carriera.
Ad essere sinceri era pure brava, e ascoltando le sei tracce di questo EP di debutto ce se ne rende conto appieno: "Break The Spell", "Don't Take No", "Backstabber", "Lookin' For A Good Time", "Driving Hard" e "Up From The Depths" mostrano come la leadership della bruna vocalist fosse totale ed assoluta. La personalità forte della ragazza e il cantato potente e sorprendentemente "virile" dominano la scena, relegando così i pur bravi Alan Barlam (chitarra), Sean Kelley (batteria), Ray Schenk (chitarra) e Bill Sweet (basso) al semplice ruolo di comprimari di lusso.
Esempio eccellente dell'Hellion sound è la conclusiva "Up From The Depths", che è a mio giudizio la migliore traccia del lotto col suo incedere cadenzato e maestoso, dalle atmosfere oscuramente epiche, che rimanda con la memoria a certe cose dei primissimi Maiden oppure (ancora una volta) al R.J. Dio più classico.
In conclusione si tratta di un esordio eccellente, interessante sia a livello storico che prettamente musicale, e rivela un personaggio dalle grandi potenzialità quale Ann Boleyn.
Potenzialità che purtroppo non furono mai espresse pienamente, ma di ciò parlerò in seguito.
(Metal Mike - Ottobre 2003)
Voto: 8