HELLHAMMER
Apocalyptic Raids (EP)

Etichetta: Noise International
Anno: 1984
Durata: 20 min
Genere: thrash metal


Dopo l'incisione di "Satanic Rites" l'amico Martin Eric Ain ("Slayed Necros"), entrò nella band di Tom G. Warrior, in qualità di bassista, Finalmente, dopo tanti tentativi andati a vuoto, la fortuna sembrò arridere agli Hellhammer. L'etichetta tedesca Noise stava cercando dei gruppi da produrre. Il giornale Shock Power le comunicò l'indirizzo degli svizzeri, segnalandoli come "la band più pesante della terra". Dopo aver ascoltato "Satanic Rites", la Noise propose al gruppo la pubblicazione di un EP e la partecipazione ad una compilation.
Tra il 2 e il 7 marzo 1984 il trio si recò nello studio Caet di Berlino per registrare sei tracce. Quattro di queste finirono sul 12" EP intitolato "Apocalyptic Raids". Le altre due vennero scelte per la compilation che in origine avrebbe dovuto intitolarsi "Black Mass". In realtà, il titolo definitivo fu "Death Metal": uno split di quattro band che comprendeva, oltre agli svizzeri, anche gli Helloween, i Running Wild ed i Dark Avenger.
Nonostante tutte le copie di queste incisioni vennero vendute quasi subito, la critica non fu affatto clemente con gli Hellhammer (Metal Forces la definì "la peggior band di tutti i tempi"). Anzi, li seppellì di ingiurie tanto da spingere Tom e Martin a considerare un cambiamento di rotta.
L'abbandono delle tematiche sataniche ed il nuovo songwriting sviluppato con una traccia quale "Visions Of Mortality" diedero il colpo di grazia agli Hellhammer. Nell'intervista rilasciata da Tom G. Warrior proprio a Metal Forces nel 1985, si legge questa riflessione: "Apocalyptic Raids è stato il momento in cui mi sono trasformato in musicista invece di rimanere un metallaro che suona la chitarra".
Ispirati dal monicker dei Cirith Ungol, Martin e Tom decisero che il loro nuovo gruppo avrebbe avuto un nome composto da due parole. All'inizio si pensò a Celtic Fire, ma ben presto la seconda parola venne sostituita da Frost. Da quel momento un'altra storia ebbe inizio... ma Shapeless l'ha già raccontata!
La copertina di "Apocalyptic Raids" raffigura un diavolo assiso su un trono, con in mano uno scettro la cui cima è a forma di pipistrello. Lo sfondo è nero, salvo un quadrato bianco, e le scritte sono tutte in viola. La formazione consiste in Satanic Slaughter (v-axe holocaust / dambuster vocals), Slayed Necros (deadly bassdoses / backing howlings) e Denial Fiend (hellish crossfires on wooden coffins).
"The Third Of The Storm" è il rifacimento di una traccia già presente in "Satanic Rites". Accanto al titolo è presente la frase "Evoked Damnation". Si tratta della classica canzone alla Hellhammer. Semplice, lineare e violenta. La tecnica è messa decisamente in secondo piano. Il trio punta tutto sull'impatto. In fondo, Tom e soci non volevano far altro che imitare i Venom. Lo stile è un thrash oscuro e molto alla buona. La batteria picchia con quanta più violenza possibile. Il testo non è altro che un elenco di efferatezze tra cui il giudizio sull'umanità di un tribunale perverso.
Le stesse osservazioni possono essere fatte riguardo a "Massacra", salvo che il testo tratta di disastri e genocidi. Se possibile la canzone è ancora più tirata della precedente. I riff sono minimali; la successione di accordi è prevedibile. Ciò nonostante, la cattiveria nell'esecuzione fa passare tutte queste banalità in secondo piano. In fondo, all'epoca non c'erano molti gruppi pesanti e veloci come gli Hellhammer. In Svizzera soprattutto.
"Triumph Of Death" è sempre stata la mosca bianca del gruppo elvetico. E' una delle sue composizioni più vecchie, eppure esula abbastanza da quello che è il tipico stile degli Hellhammer. Si tratta innanzi tutto di una canzone lunga, sui nove minuti. Inoltre viene preferito l'incedere lento e funereo rispetto alla solita velocità. Le vocals di Tom G. Warrior sono devastate, simili ad urla e rantoli. Semmai vi foste chiesti da dove provenisse l'ispirazione malata degli Abruptum, beh, "Triumph Of Death" è la risposta! Dopo la lunga parte introduttiva, il ritmo si velocizza un minimo. Nel finale la canzone torna a farsi pesantissima ed anche la voce riprende a strillare. Alle nostre orecchie smaliziate può sembrare un po' infantile, ma "Triumph Of Death" è sempre stata una delle tracce più apprezzate dai fan degli Hellhammer.
"Horus / Aggressor" è la traccia conclusiva della versione originale di "Apocalyptic Raids". Dopo una breve introduzione, la canzone parte nella consueta cavalcata di due accordi. I musicisti picchiano parecchio e si nota qualche tentativo di rendere la ritmica più varia. Naturalmente la struttura rimane straordinariamente semplice e scontata.
"Apocalyptic Raids" non è un capolavoro né un caposaldo del metal. Non è nemmeno stata una delle uscite più brillanti della sua epoca. Tanti piccoli particolari però, tante suggestioni, ne hanno fatto un oggetto di culto. Nel corso degli anni, la ricerca dell'estremo intrapresa di Thomas Gabriel Fischer ha dato i suoi frutti. Il seme poco promettente degli Hellhammer ha dato vita ad un alberello. In futuro, molti gruppi si sazieranno delle primizie dei suoi rami.
(Hellvis - Novembre 2004)

Voto: 8