HELION
Fool's Paradise
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 48 min
Genere: heavy/prog
Un nome, Helion, un tramonto e delle sterpaglie: questo è quello che ci mostra la copertina di "Fool's Paradise". All'interno colori sul rosso ed un filo spinato. Mi domando che immagine abbiano questi finlandesi, e cerco risposte su come sarà la musica proposta dal CD nel minuto e mezzo di "Introduction". Si tratta di un'intro di tastiere ed effetti molto tecnologici, freddi campionamenti che rimandano ai Fear Factory degli albori. Pronti per la viuulenza e... sorpresona! Qui non siamo di fronte ad un CD brutale, ma ad uno intelligente.
"Technology" e "God Of Fire" sono due ottimi biglietti da visita, metal in chiave tecnologica che mescola prog, thrash (in piccole dosi) e power metal (se così si può ancora chiamare!) con dei bei riff intricati, tanti cambi di tempo e delle ottime melodie che riportano ai primi In Flames e a qualcosa dei Dark Tarnquillity. Ma cerchiamo di smettere di prendere due gruppi come riferimento per etichettarne altri ottocento. Gli Helion, diciamola tutta, hanno dalla loro un cantante (Kim Hogberg) che sente ogni singola parola che canta, e due chitarristi che si rincorrono tra strofe e ritornelli in modo ottimale, sviscerando ottimi riff e trame chitarristiche intricate e armoniose. Il bassista Ville Kankaapaa non si sente molto, ma quando il pezzo si fa oscuro o serve puro "groove" lui c'è (ascoltate l'inizio della già citata "God Of Fire" per capire cosa intendo). Infine ci sono il batterista Leo Kunnas, fantasioso e preciso, ed il tastierista Lauri Heikkinen, che tira i fili tipo burrattinaio e dirige tutte le tracce proposte. La tastiera c'è sempre, sia come tappeto o come rifinitura, sia come struttura principale o portante del pezzo.
L'ascolto procede e c'è tanta carne al fuoco. Ci vorrebbero giorni e giorni per riuscire a spiegare quanto questi ragazzi ci sappiano fare; certo niente di eclatante o di originale, poiché per quanto mi riguarda l'originalità nel metal si è persa anni or sono. Ma la capacità di arrangiare pezzi, quella non tutti ce l'hanno.
La quarta canzone, "Forsaken Religion", riesce nei suoi sette minuti di durata prima di tutto a non annoiare, poi a farsi ascoltare alla grande. Il pezzo parte con riff stoppati, con accordi e tastieroni di sottofondo. Passa poi per una parte centrale acustica; cresce nella seconda parte, con il basso che si impossessa del groove; ci fa rivivere un minuto di doppie voci in perfetto stile Iron Maiden, ci regala un breve assolo di tastiera e torna dal punto in cui è partita... neanche un momento di respiro. La mia preferita del CD!
Con "King Of Fools", dotata di un inizio epico con tanto di marcetta, si entra nel power metal (puro!) visti i riff iniziali e il treno di doppia cassa che ci investe in un lampo. Fortunatamente la canzone si fa ascoltare, uscendo dall'anonimato grazie ad un alternarsi di parti lente con basso e tastiera che fanno da base alla strofa e con accelerazioni power nel ritornello. Nel complesso un buon pezzo, con un ritornello tirato dove il batterista picchia come un dannato.
"Stay Human" è più canonica e rilassata (inizialmente). In realtà si tratta di un up-tempo dove la voce si accomoda tra le melodie delle chitarre, che fanno da struttura portante per tutta la durata della strofa. La batteria esplora ancora una volta territori puramente power (ah queste doppie casse veloci senza né arte né parte!!!). Dobbiamo arrivare al ritornello per sentire le chitarre che lavorano con un po' più di accordi, senza comunque tralasciare la melodia che resta presente in tutto il pezzo. Con una struttura tanto cara agli Europe, tastiere sugli scudi e acuti falsettati, gli Helion ci ingannano per dieci secondi perché d'improvviso il pezzo muta: su una struttura ritmica sincopata e dispari esplode un assolo di chitarra. Altro bel pezzo, un'altra perla in questo disco più che convincente.
"Meditation" è un'altra intro che sfocia nella furia di "The Point Of No Return", canzone che non si discosta di una virgola dal genere musicale proposto (forse un attimino più veloce e massiccia soprattutto nei suoni di chitarra). La tastiera non è un semplice contorno ma strumento portante. Bello l'assolo di quest'ultima nella parte centrale, cosi come gli assoli di chitarra che s'incastrano perfettamente ad una struttura che muta nuovamente rilassandosi su tempi pacati e suoni non più distorti. "Frail Vision" inizia con un pianoforte ed una voce.
Bastano pochi accordi e un paio di frasi e ci risiamo! Eccoci catapultati in un altro gioiellino che, devo dire, mi ricorda molto alcune cose degli Angel Dust: tastiere e chitarre fanno la parte del leone. Assieme alla voce, che non perde mai un colpo per via di intensità e grinta, trasformano la nona traccia in un altro gradevole up tempo, da spararsi in auto mentre si sfreccia per le strade del centro. Unica nota negativa il finale sfumato (che personalmente detesto): trenta secondi di ripetizione dello stesso riff serrato che va man man svanendo, insopportabile!
"The Sun Burning Down" ci spaventa iniziando acustica e ci tranquillizza poco dopo, riconducendoci all'interno di un lavoro veramente ben prodotto, ben suonato e ottimamente arrangiato. Per la cronaca il pezzo si discosta un pochino dal genere presentato finora. Avete presente Jorn Lande (i Masterplan... il cantante... è lui!!!), avete presente il suo stile? Ecco, in questo pezzo qualche somiglianza la troverete, vuoi per la voce, vuoi per la musica. Tanto diversa dal resto del lavoro quanto bella.
Date una possibilità a questi ragazzi, perché si meritano tutta la mia approvazione e speriamo anche la vostra. Soldi spesi bene, una volta tanto...
(Hellcat - Febbraio 2005)
Voto: 8
Contatti:
Jaakko Kunnas
Tutuntie 3 a 12
13130 Hameenlinna
FINLAND
Mail: helion@helionprog.com
Sito internet: http://www.helionprog.com/