HELEVORN
Forthcoming Displeasures

Etichetta: Bad Mood Man Records
Anno: 2010
Durata: 54 min
Genere: gothic / doom


Chi ci legge abitualmente sicuramente si sarà accorto che qui a Shapeless in genere apprezziamo molto le uscite della Solitude Prod. e della sua costola Bad Mood Man: l'etichetta russa, infatti, sa scegliere con oculatezza i propri artisti, cura molto bene il prodotto e in genere non scade mai nella banalità. Poi, come è ovvio, ci sono dei veri e propri capolavori che si elevano sopra la media di parecchio (l'ultimo album dei Kauan, per esempio) e ci sono anche dei semplici lavori di 'consolidamento', chiamiamoli così. Intendo quei lavori che magari non sposteranno di un centimetro quanto già fatto da altri, né si distinguono per una qualità davvero eccelsa, ma che comunque mantengono vivo il genere e, nel caso dell'etichetta, confermano il suo status di punto di riferimento per un certo tipo di musica. È il caso degli spagnoli Helevorn, formazione dedita ad un gothic doom abbastanza canonico ma indubbiamente ben fatto, che arrivano con "Forthcoming Displeasures" al loro secondo album.
Come potrete immaginare non è difficile, ascoltando questo CD, fare il nome di Paradise Lost, Draconian, ma anche Swallow The Sun o Novembers Doom; ma questo non significa che la poca originalità delle composizioni impedisca di apprezzare un buon lavoro di genere come questo. In fondo Josep Brunet è un buon cantante e si destreggia con abilità tra malinconiche voci pulite e growl; la sezione ritmica è efficace e precisa al punto giusto e sottolinea con forza i ritmi funebri dell'opera; le chitarre di Samuel Morales e Sandro Vizcaíno trascinano riff spessi e plumbei come si conviene e le tastiere di Enrique Sierra riescono ad essere un punto importante all'interno del sound degli Helevorn, senza mai essere fastidiose o invadenti.
Così abbiamo una buona manciata di composizioni, ben esemplificate dall'ottima "Descent", il secondo brano in scaletta, che tiene in equilibrio tutte le caratteristiche del genere presentando un songwriting di tutto rispetto, ben lontano dalle baggianate noiose e lamentose che affossano un genere bellissimo come questo. Molto buona anche la successiva "Two Voices Surrounding", brano più diretto e sostenuto nei ritmi, qualcosa che si avvicina un po' ai Moonspell di "Irreligious" e che potenzialmente sarebbe potuto essere presentato come singolo di apertura dell'album. È però nei brani più lunghi e articolati che la band sembra trovarsi più a suo agio, come per esempio in "To Bleed Not To Suffer" oppure "On Shores (Of A Dying Sea)", malinconiche e drammatiche riproposizioni del dolore umano in tutta la sua profondità.
Il resto, come vi dicevo, lo conoscete già, sia per stile che per tematiche: semplicemente gli Helevorn riescono a farlo meglio di altri, facendo sì che l'ascolto e l'acquisto del loro album non sia affatto tempo e soldi buttati, ma una buona aggiunta nella vostria discografia doom. Ripeto, non aspettatevi il capolavoro senza tempo, un nuovo "Icon" o un "Brave Murder Day", ma un album di tutto rispetto quello sì. Se poi vi aggiungete la solita ottima cura nella confezione e nei suoni da parte della Bad Mood Man (l'album è prodotto e mixato da Jens Bogren and Johan Ornborg), allora un pensierino sull'acquisto direi che va fatto.
Per ora, quindi, complimenti agli Helevorn che hanno superato brillantemente la prova del ritorno sulle scene, ma siccome siamo un po' esigenti, li aspettiamo al varco per il fatidico terzo album. Non deludeteci!

(Danny Boodman - Giugno 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Helevorn: info@helevorn.com
Sito Helevorn: http://www.helevorn.com/

Sito Bad Mood Man: http://www.myspace.com/badmoodman