HEIR APPARENT
Graceful Inheritance
Etichetta: Black Dragon
Anno: 1986
Durata: 46 min
Genere: Epic/Classic Metal
Gli Heir Apparent sono una validissima band di Seattle, nata all'ombra dei conterranei Queensrÿche (con cui hanno diviso un tour in Europa). Lo stile di questi coraggiosi ragazzi americani ha qualche punto in comune con la band di Geoff Tate e Co., forse più immediato e meno barocco (o sperimentale fate voi) ma con quella struggente malinconia, quella tristezza di fondo che ammalia ed esalta allo stesso tempo.
L'album in questione è un piccolo gioiello perso nel tempo, la versione in vinile penso sia ancora ricercata e ambita da molti collezionisti, da segnalare la bizzarra copertina della versione Europea della Black Dragon, creata da un supremo disegnatore come Eric Larnoy (R.I.P.), che negli anni '80 rese servigi a molte Epic bands, su tutti i leggendari Manilla Road.
La band ha inciso altri dischi qualitativamente inferiori a questo bell'esordio e recentemente si è riformata con la formazione originale, suonando dal vivo in festival come il Wacken Open Air, a dimostrazione che qualcuno (soprattutto in Europa) non si è dimenticato di Eroi meritevoli e sottovalutati. Musicalmente parlando gli Heir Apparent sono accattivanti e non poco, alcuni brani sono semplici e diretti, altri elaborati e complessi, conditi da tematiche Epic/Fantasy oscure e cupe.
Ottima l'apertura con "Another Candle", un arpeggio tristissimo e struggente lascia spazio a una chitarra Epica e 'Rychiana', con un ottima performance del cantante Paul Davidson.
"The Servant" parte senza pietà con un incedere a metà strada fra Queensrÿche e Maiden, assolutamente spettacolare. Non posso tralasciare nemmeno la successiva "Tear Down The Walls", uno fra i brani più belli del disco, anche qui un arpeggio delizioso lascia spazio alla solennità chitarristica dell'axeman Terry Gorle, unita ad un refrain eccezionale (non so perché... ma in alcuni punti trovo similitudini con il ritornello di "Lost In The Twilight Hall" dei Blind Guardian... coincidenze?).
D'obbligo segnalare l'incredibile bassista Derek Peace, un autentico motore pulsante che ha poco da invidiare al pluriacclamato (con pieno merito...) Steve Harris.
Bellissima song anche "The Cloak"... con quell'apertura maideniana che ti mette i brividi dall'inizio alla fine... per non parlare dell'epicissima cavalcata di "Hands Of Destiny", vista sempre con quel fondo di tristezza nobile e fiera.
Se dovessi stare a citare tutti gli episodi del disco rimarrei a parlare per ore... la bellissima ballata "Keeper Of The Reign", l'epicissima "Master Of Invasion" e la furiosa "Nightmare"... penso ci sia abbastanza carne al fuoco per rendere questo disco un capolavoro da ascoltarsi e riascoltarsi con calma, assaporando ogni singola nota con l'entusiasmo di quegli anni lontani...
Che altro dire? Gli Heir Apparent non saranno stati all'altezza dei Queensrÿche in quanto a bravura e talento, però ci sapevano fare alla grande e ti davano quelle 'emozioni' oggi così rare.
"Graceful Inheritance" è stato ristampato in CD (anche in occasione della reunion), consiglio caldamente questo disco a tutti i metallers che adorano il Classic/Epic Metal raffinato sullo stile dei primi Queensrÿche, Crimson Glory e Warlord (ma anche a chi vuole sentirsi un po' di sano Heavy Metal), non ve ne pentirete!!!
(Muad'Dib - Gennaio 2003)
Voto: 9.5