HEIMDALLS WACHT
Der Untergang Der Alten Welt

Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2007
Durata: 61 min
Genere: black/pagan metal


La Christhunt è una delle etichette più attive del panorama underground internazionale, e le sue pubblicazioni sono sempre unite da una solida aderenza ai canoni del metal estremo. Beh, a dire il vero qualche piccola eccezione si conta, ma questo secondo lavoro dei tedeschi Heimdalls Wacht non tradisce certo la tradizione di certo black metal pagano.
Ho scritto secondo lavoro perchè gli Heimdalls Wacht hanno già un full-length alle spalle, "Westfälischer Schlachtenlärm", pubblicato a un anno dalla formazione del gruppo, avvenuta nel 2004.
Gli artisti nascondono le loro identità dietro nomi d'arte: ecco allora trovare Narhemoth ai vocalizzi distorti, Saruman alla voce pulita ed alla chitarra e Feuerriese alla batteria. I primi due sono anche i proprietari dell'etichetta Runenzauber.
Il nuovo disco del gruppo si intitola "Der Untergang Der Alten Welt", ovvero "la caduta del vecchio mondo". In copertina vi è un disegno in tonalità di grigi, che ci mostra un viandante (Odino?), che contempla un paesaggio desolato. Tale copertina riflette chiaramente quelle che sono le tematiche trattate dai testi, ma non è eccezionale. Molto meglio il libretto, di dodici facciate, comprendenti tutti i testi, foto ed informazioni varie. Tra queste, si legge che per questo CD gli Heimdalls Wacht si sono avvalsi dei servigi di un ospite al basso: il suo nome è Tobi.
Le registrazioni hanno avuto luogo nel maggio del 2006.
Il CD contiene otto tracce per un totale di sessantuno minuti. Si evince facilmente che la durata media delle canzoni sia piuttosto elevata, ma anche la lunghezza dei testi è alquanto indicativa. I testi vertono principalmente sulla nostalgia per un tempo perduto, una sorta di Arcadia tedesca, una Westfalia (regione da cui proviene il gruppo) mitica, sicuramente ideale. I testi, in tedesco, sono pervasi da una forte malinconia, uno struggimento per tempi andati che non ritorneranno più. Paganesimo e natura, violenza e libertà sembrano veramente sentite da questi ragazzi, e molti versi potrebbero ricordare certe ideologie pericolose, se non fosse che i musicisti dichiarino apertamente di non far parte di un gruppo politicizzato.
Sin dall'opener si capisce che i musicisti siano molto preparati, ed infatti hanno optato per una produzione potente ed in grado di rendere udibili tutti gli strumenti. Grazie ad essa, quindi, l'ascolatore potrà godersi l'esibizione dei musicisti e la loro abilità nell'arrangiamento. Inoltre, i passaggi più lenti ed atmosferici riescono a colpire il segno, non disturbati da fruscii o altre imperfezioni. Beh, l'esecuzione non è sempre precisissima, ma va benissimo per il genere proposto.
Comunque sia, gli Heimdalls Wacht picchiano di brutto, quando vogliono. Feuerreise è veramente potente e veloce, e sorregge le successioni armoniche suonate dagli altri strumenti con passione e grinta. C'è tanta cattiveria quindi, anche se sovente la rabbia pura è smussata da una forte malinconia. Ed è giusto che sia così: i temi trattati sono nostalgici, struggenti, e la musica è perfettamente adeguata a loro. Si ascolti, ad esempio, l'introduzione e la parte iniziale di "In Kalten Schatten Versunken...", ma anche il suo sviluppo giocato sulla melodia della chitarra: tristissimi, ma suggestivi. Eh sì, e anche la melodia gioca un ruolo fondamentale: il riff principale di "Des Nordens Stern" rimane in testa sin dal primo ascolto, e anch'esso è pervaso di sentimenti mesti.
La tradizione del metal pagano, e del black metal, sono rispettate al meglio. Talvolta, come accade spesso, un po' troppo fedelmente. Ecco che quindi certe canzoni presentano dei cali di interesse. Spesso, sono le successioni armoniche di stampo black a soffrire di una certa stanchezza, poichè ripresentano passaggi triti e ritriti. L'attenzione tende a risvegliarsi in occasione dei passaggi più bucolici, pagani, quando il volume si abbassa per lasciare spazio al sentimento. Probabilmente gli Heimdalls Wacht sono più portati per i tempi moderati, piuttosto che per l'assalto all'arma bianca. Non per nulla la mia canzone preferita è forse la mosca bianca dell'album, sebbene sia coerente con quanto ascoltato in precedenza: "Weisses Pferd Auf Roten Grund". E' una marcia epica, carica di feeling, cantata con voce pulita, fracassona e pagana come non mai. In ogni sua nota però, e grazie alla possente batteria, si respira un'aria di fervido eroismo. Questa è veramente una traccia di alto livello, perchè rimane in testa senza condere tregua. Tra l'altro, suona così tedesca col suo "Kriegsgeschrei - Westfalia!" (ovvero, grido di guerra: Westfalia!).
Che giudizio dare quindi a questo CD? Beh, sicuramente è consigliato a tutti gli amanti del black pagano, in particolare a chi trovi suggestive le tematiche riguardanti l'antica Germania. Certo, gli Heimdalls Wacht sono ancora giovani, e quindi soffrono di qualche ingenuità. In generale però sembrano avere le idee ben chiare. Perciò pollice all'insù per questo gruppo, sperando che in futuri sappia regalarci delle gemme di metal pagano!
(Hellvis - Marzo 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Christhunt Productions: info@christhuntproductions.com
Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/