HEATHENIC NOIZ ARCHITECT
Already A Legend

Etichetta: Deformeathing Prods.
Anno: 2008
Durata: 32 min
Genere: avantgarde crossover death core


Difficile e micidiale, questi i due aggettivi che mi vengono in mente per descrivere il sound di questo disco. Heathenic Noiz Archiect Ŕ un progetto nato nel 2004 dalle ceneri di precedenti esperienze musicali, con gia un CD di debutto alle spalle ("The Music Is Outside") e profuso in una monumentale architettura di brutali sfuriate metalliche intrecciate a melodie malate, accenti psichedelici e motivi orecchiabili e dinamici per nulla scontati ma bene miscelati al contesto di razionale pazzia e maniacale precisione chirurgica.
Gli Heathenic Noiz Architect sono formati dal cantante Krzysztof, dai chitarristi Czarli e Lemon, il bassista Luk e il batterista Łukasz "Urbi" Urbanek.
Dimentichiamo per un attimo il filone nel quale potrebbero essere inseriti per vagliare pi¨ attentamente una proposta musicale che nonostante tutto si manifesta fresca e concepita in una armonia strutturale invidiabile.
Massicce dosi di violenza pura bene si sposano con i momenti rilassati e dilatanti che focalizzano il tiro su una varietÓ di fondo che non ha eguali, o quasi; qui si parla di musica geneticamente modificata ma genuina nella sua essenza creata da musicisti benevoli, non da pazzi e spietati scienziati alla ricerca del facile successo...
In brani come "Gygesa" a tratti si sentono molto le influenze hardcore nevrotiche, ma hardcore di quello vero e arrogante non quello 'cremino' degli esempi commerciali attuali, e poi il thrash tecnologico e oliato come una macchina industriale alla Prong, delle vocals strazianti che sembrano annunciare l'SOS finale prima dell'apocalisse, fraseggi e riffoni si infrangono su scogli dal panorama Voivodiano ed una sperimentazione fosca come certi progetti evil industrial scandinavi: tutto ci˛ non fa che esaltare le menti elastiche ed estreme di chi saprÓ apprezzare! Implacabili!
Poi si passa a brani differenti seppure figli del medesimo concetto, ed i polacchi si esaltano in toccate e fughe, arrampicate estreme ed impennate al vetriolo, il tutto racchiuso in una sfera dal caos malato ma pur sempre bilanciato da un Karma in continuo movimento che si evolve in se stesso. Quindi brani come "Permanent Wish Of Elapse" e la bellissima "Love Unfluttering The World" con un refrain iniziale onirico che mi fa venire in mente il rock made in Seattle della metÓ dei '90, ma che poi si catapulta subitamente su lidi post estremi e thrashosi d'assalto quasi 'speed' con una batteria che cavalca perfetta insieme alle plettrate assassine e ruvide del pezzo al limite con il techno death.
"With Heart Goes Pit-A-Pat" parte come un fulmine per adagiarsi sul morbido di dense atmosfere che poi sterzano su tempi quasi black metal e poi su refrain snodati e very cool: killer questo brano ed ottimo il songwriting con un tocco di tecnicismo in pi¨ sull'assolo finale di chitarra.
E poi la pi¨ bella del set: "Yellow Light Means To Slow Down Not To Speed Up", il titolo la dice lunga sulle possibilitÓ che pu˛ avere questa band. Il brano Ŕ semplicemente evocativo, una linea infuocata all'orizzonte, credo che possa essere annoverato tra gli annali, nella sua semplicitÓ disarmante acchiappa l'ascoltatore lo porta in una stato catalettico, provare per credere.
"Via Oslo, Via Goteborg" Ŕ un poco pi¨ commerciale ma davvero efficace, qui il singer si cimenta anche in tonalitÓ diverse e il mood del pezzo non cambia nella struttura Neurosis/Meshuggah d'impatto vorticoso e visionario nello stesso momento.
Partiture da jazzisti esplodono come schegge nei pezzi veloci per collidere con la montagna di riff, contro riff e sezione ritmica a muro sonoro ad 'opus incertum' e le ondeggianti partiture di relax imposto dal mal di mare e da uno stato di ansia perenne: questo Ŕ un brano come "Master Was Fishing With A Net" ad esempio, davvero 'mosh oriented' che io proporrei dal vivo come prima in scaletta se fossi in loro, giusto per fracassare un poco di 'ossicine' dello spettatore pagante.
E dopo le 'soundscapiche' immagini visionarie di "Wither" si conclude con la super hardcore speed track dal nome "Birth For Heaven", malata come il resto d'altronde ma carica di eccessi e velocitÓ con un unico break centrale dall'armonia distorta e concentrica in un assalto famelico e le tinte da 'orpello artistico in declivio' a fare da cornice in un baratro verso l'oblio. Questo disco dovrÓ essere vostro se il pane quotidiano uditivo per voi Ŕ fatto di Converge e Dillinger Escape Plan e compagnia cantante.
(Rotten Von Venom - Marzo 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Heathenic Noiz Architect: http://www.myspace.com/heatenicnoizarchitect

Sito Deformeathing Prods.: http://www.deformeathing.com/