HAND OF DOOM
Dreams Of Resurrection

Etichetta: Gemini Records
Anno: 2001
Durata: 60 min
Genere: techno-death


Ed ecco l'atteso (almeno per me) album d'esordio dei cremonesi Hand Of Doom, ed è l'esordio anche per l'etichetta Gemini Rec. di Firenze. Il loro ultimo demo "Behind The Shadows" lasciava intendere (nonostante una registrazione penalizzante) che questo gruppo aveva buone potenzialità, mi aspettavo un buon lavoro ma non a questi livelli, devo essere sincero. Gli Hand Of Doom propongono una musica che può essere inserita nel filone techno-death, e fanno parte della schiera di gruppi italiani emergenti che propongono un genere simile (Aydra, Coram Lethe, Nightside... ormai sarete stufi di sentirmeli nominare), e questo non può che farmi godere!!!
Se devo azzardare dei riferimenti, direi che quest'album si può accostare a "Thresholds" dei Nocturnus ed a "Symbolic" dei DEATH (senza raggiungere i livelli di questi due colossi, intendiamoci). Il gruppo è formato da cinque elementi, ossia due chitarristi (uno di loro è anche il cantante), bassista, batterista e tastierista, e sono tutti preparatissimi tecnicamente (e te credo, altrimenti come potrebbero suonare sto genere...). Ed è proprio la presenza di un tastierista a rendere particolare la loro musica, non a caso prima ho citato i Nocturnus come riferimento. La cosa importante è che le tastiere in questo album non hanno un ruolo predominante (come potrebbe essere nel caso di "Mephisto Lettonica" dei Neglected Fields), ma fanno più che altro da tappeto e da accompagnamento. E devo fare un plauso al tastierista Claudio, ha svolto un ottimo lavoro di arrangiamento, anzi, direi proprio che gli arrangiamenti sono il punto forte di questo album, tutto è stato curato nei minimi dettagli, e si nota che dietro a tutto c'è stato un grossissimo lavoro di rifinimento in sala prove per far rendere al meglio tutti i dettagli delle canzoni. Altro pregio degli Hand Of Doom è la loro amalgama come gruppo, nessuno di loro cerca di fare da prima donna, ognuno ha il suo spazio importante all'interno delle canzoni.
Le canzoni sono 8 in tutto, le prime 7 hanno la durata minima di 7 minuti, mentre l'ultima dura circa 2 minuti, ed è una outro. Descrivere le canzoni una ad una sarebbe un lavoro immane, in quanto sono tutte complicate, piene di cambi di tempo e di tema, sono un continuo variare insomma. In tutte queste variazioni sono comprese melodie e ritornelli cantabili, parti tirate da puro headbanging, parti rallentate, stacchetti jazz, e molto altro... c'è un po' di tutto insomma qua dentro, ed il bello è che l'album scorre via liscio, senza far pesare tutti questi cambi (almeno, a me è successo così già dal primo ascolto). Dai, qualche dettaglio particolare lo racconto... allora, la prima canzone parte con la riproduzione di un temporale, poi nella terza traccia troviamo un inserimento di un violino, ci sono due canzoni riprese dal demo (ossia "Winter Days" e "King Of Beasts", qui rese nettamente meglio), ed alla fine arriva la ciliegina sulla torta: la traccia 7 (la mia preferita tra tutte, con una bella parte di basso slappato) sfuma nella 8, che si rivela essere una outro strumentale suonata da clavicembalo, violino, chitarra classica e basso fretless, cosa si può chiedere di più???
La produzione è di buon livello, si distinguono per bene tutti gli strumenti, ma non è pompatissima. Il cantato varia tra lo screaming e la voce pulita, rende bene quando ci sono le variazioni, ma alla lunga lo screaming risulta essere un po' monotono (anche per questioni di gusti miei personali). L'artwork del cd è molto curato (opera del gruppo stesso), il libretto è bello corposo con tutti i testi, anche se ha un difettino, ossia in certi punti mi dà fastidio agli occhi leggere i testi a causa delle immagini sottostanti.
In conclusione, un album vivamente consigliato agli amanti del genere. Lo consiglio pure a chi voglia provare ad avvicinarsi ad un metal ricercato ed intricato, visto che, nonostante la sua lunga durata, risulta facile assimilarlo, scorre via liscio, ed alla fine viene voglia di riascoltarlo daccapo (a differenza di altri lavori di questo genere, che una volta finito l'ascolto si dice "sì, bravissimi, ma non lo ascolterò di frequente"). Se invece da un album metal vi aspettate un puro assalto frontale e canzoni della durata massima di 4 minuti, oppure vi aspettate elfi dragoni e spadoni, allora vi conviene restare alla larga da questo lavoro.
Ragazzi, abbiamo un altro gruppo italiano che spacca, cerchiamo di valorizzarlo, per una volta lasciate perdere le solite menate svedesi e comprate questo lavoro!!!
(Nota aggiunta a maggio 2002: ora l'etichetta sembra sia fallita, ma se lo ordinate direttamente al gruppo pagate 10 euro spese postali incluse, occhio!)
(teonzo - Gennaio 2002)

Voto: 9


Contatti:
Mail Hand Of Doom: metallo78@libero.it
Sito internet: http://www.handofdoom.it/




Sono completamente d'accordo col teonzo.
La prima cosa che salta all'orecchio è l'estrema professionalità del prodotto, registrato in maniera eccellente e pure ben confezionato, ma non rispetto all'underground, rispetto al mercato Metal in generale. Fin dai primi secondi dell'opener ci si rende conto che i musicisti sono tutt'altro che sprovveduti. Le canzoni sono lunghe, complesse, con molte parti sperimentali e con un sacco di carne al fuoco, per questo assimilare tutto il CD richiede tempo, ma piace fin dall'inizio, per la quantità di idee e di raffinatezze che solo un gruppo molto maturo può tirar fuori, ma soprattutto per la bellezza degli arrangiamenti. L'unico difetto che ho trovato sono le vocals (ad opera di uno dei due chitarristi) che, quando sporche, avrei preferito più potenti ed energiche, per il resto come linee sono ottime. Ragazzi 'sto disco è immenso, e lo pagate pure poco, cosa volere di più...
(bist - Maggio 2002)

Voto: 9



Questo disco è semplicemente un contenitore di idee, idee meravigliose, raffinate, vincenti, mescolate con maestria assoluta, curate in ogni minimo dettaglio, mature, brillanti, capaci di regalare il più ampio spettro possibile di emozioni. Inoltre, è un disco che ti costringe ad essere riascoltato più e più volte, ed è una caratteristica che abbiamo notato in molti, come se tra i suoi solchi ci fosse davvero una strana magia che ti lega forzatamente a lui. Insieme ai Coram Lethe, gli Hand Of Doom sono la più grande band italiana, underground o meno, lo sono in valore assoluto, punto!
(Orion - Agosto 2002)

Voto: 9