HANDFUL OF HATE
Hierarchy 1999

Etichetta: Northern Darkness Records
Anno: 1999
Durata: 33 min
Genere: black


Ho comprato questo CD dopo aver ascoltato dal vivo il gruppo italiano a Bologna. Questa è la loro seconda uscita se si esclude il demo. Non ci sono differenze tra quanto ho ascoltato al concerto rispetto a quanto proposto su disco: un Black Metal di matrice velocissima, sulla falsariga di quello svedese di Marduk e compagnia.
Mi sento di dire che questi Handful of Hate sono sicuramente tra i migliori in questo stile, per quanto mi riguarda polverizzano tranquillamente la band di Legion e tutte quelle simili che ho potuto ascoltare fin ora. Non più veloci, ma decisamente più maligni. Per quanto riguarda la velocità, in questo modo di interpretare il Black, ci si riferisce alla batteria: qui è lanciatissima (complimentoni, ma quanti rullanti distruggeranno all'anno??), anche se si può sentire qualcosa di più percussivo in giro; sarà per questo che l'ho trovata gradevole e non piatta, come invece accade spesso quando si vuole strafare in ambito "ultra-sonico". E' da dire che ci sono dei rallentamenti in alcune canzoni, ma sono solo brevi passaggi rispetto alla furia incontrollata generale, eccetto l'unica canzone lenta abbastanza a lungo, "Submission (the Fine Art of Sodomy)", mentre l'intermezzo fetish (con tanto di donnine frustate) chiamato "Master's Pleasure" aiuta a far prendere fiato. I riff di chitarra sono suonati "a zanzara", e va bene, ma sono studiati per essere malvagi, cosa che molti si stanno scordando di fare, puntando più a violentare fisicamente la chitarra, piuttosto che a tirar fuori note malate (cazzo, nella storia rimarranno le note, non quanti plettri avete consumato a furia di grattare!!), in più le canzoni si distinguono una dall'altra senza troppa difficoltà, grazie ad un minimo di varietà proprio nel riffing. Ritengo che questo sia il "segreto" della piena riuscita di quest'album, rafforzato da una voce in classicissimo screaming alto e dalla assoluta assenza di fronzoli vari nelle canzoni, veri assalti che incutono rispetto.
La registrazione è sporca e grezza come usuale per il genere, quindi ottima, nonostante i bassi molto tagliati.
Aggiungendo a tutto ciò che la confezione è professionale e c'è un booklet bello spesso, con i testi e parecchie foto, non posso che consigliare caldamente il lavoro sia ai fanatici dello stile iper-speed, sia a chi è appassionato di Black ma ha sempre trovato noiosa e fine a se stessa tutta quella velocità. Potreste provare con una bella "The IX Wings of Death", l'opener e la più violenta nonchè trascinante composizione del lotto (parere mio naturalmente).
(bist - Aprile 2002)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.handfulofhate.com/




A mio avviso quest'album contiene canzoni molto buone, ma risulta abbastanza penalizzato da una registrazione non all'altezza. Mi trovo d'accordo con bist: le chitarre hanno un suono malvagio, anatemico, però coprono eccessivamente la batteria. La voce, invece, è troppo strillata e monocorde per i miei gusti. I riff sono abbastanza personali ed hanno molto più feeling rispetto a quanto sentito fare dai maggiori esponenti della scena Black svedese, alla quale gli Handful Of Hate si ispirano. Un buon lavoro, forse meno originale del precedente e inferiore dal punto di vista della produzione, ma che mi permetto di consigliare per la malvagità pregnante che pervade ogni singola nota. La mia canzone preferita è "Scars Of Damnation", ma è questione di gusti. Questa è una delle migliori realtà italiane, gente!! Fatevi sotto!!!
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 8