HANDFUL OF HATE
Gruesome Splendor
Etichetta: Cruz Del Sur Music
Anno: 2006
Durata: 36 min
Genere: black metal
Il nuovo album degli Handful Of Hate segna una svolta nella storia del
gruppo. E' infatti il primo ad essere pubblicato per la Cruz Del Sur
Music, visto che in precedenza il gruppo era legato alla Code 666.
Stilisticamente, invece, la svolta non c'è stata, i nostri riprendono
il loro percorso laddove l'avevano interrotto con "ViceCrown",
tralasciando il MCD "Blood Calls Blood" uscito nel 2004. Il cammino
evolutivo della storica band toscana si è dunque arrestato, almeno
momentaneamente. Scrivo questo con una punta di rammarico, perché ad
ogni lavoro gli Handful Of Hate mi avevano abituato a qualcosa di
nuovo. Con l'album precedente avevano affinato il loro stile,
migliorando soprattutto la produzione rispetto a "Hierarchy 1999". Da
"Gruesome Splendour" mi sarei aspettato un ulteriore passo in avanti,
magari sviluppando quelle sottili sfumature death che si intravedevano
in un paio di brani di "ViceCrown". Invece siamo di fronte ad un album
assai simile al suo predecessore e le contaminazioni death si risolvono
nelle battute iniziali di "Reproach And Blame" e basta, in pratica.
Le nove nuove canzoni che ci vengono proposte sono ancora una
volta etichettabili come black metal velocissimo, ispirato alla scena
svedese ma con una dinamicità maggiore. Si basano su una sezione
ritmica inarrestabile, chitarre indemoniate, evocative, una voce sempre
malefica e velenosa, con l'aggiunta di qualche growl che sembra
provenire dal sottosuolo. Le somiglianze con "ViceCrown" sono molte:
stesso stile, stesso numero di canzoni, esecuzione precisa e produzione
quasi identica. Però in "Gruesome Splendour" mancano i pezzi da
novanta, le canzoni in grado di far diventare un buon album qualcosa di
più. Nessuna è in grado di ricoprire questo ruolo, come invece aveva
fatto una su tutte "Boldly Erected" nell'album precedente. Ci sono sì
canzoni degne di nota, ma non dei capolavori. Tra le migliori vanno
citate sicuramente "Livid" e "Theory Of Perfection", poste in apertura,
la devastante "Tied, Whipped... Educated" e "Whiplaw". Altre mi sono
piaciute dopo svariati ascolti, ma per un motivo o per l'altro le pongo
su un livello inferiore. Ci sono però anche un paio di filler
("Grotesque In Pleasure, Rotten In Vice" e la conclusiva - quasi
strumentale - "Ejaculation Dementiae" non vi cambieranno di sicuro la
vita), battute d'arresto che non fanno certo bene all'album. Non so se
sia un caso, ma si tratta dei brani più lenti dell'intero lavoro. In
effetti, a parte alcune eccezioni di una pesantezza impressionante,
quando gli Handful Of Hate alzano il piede dall'acceleratore tendono a
perdere molta della loro carica. Si percepisce una sensazione di vuoto,
come se mancasse qualcosa per colmarlo e supplire ad una improvvisa
mancanza di cattiveria e, più in generale, di emozioni.
A voi la scelta, si tratta di un'uscita senz'altro valida, suonata
e prodotta con professionalità, ma musicalmente non si registrano
variazioni rispetto al disco precedente. E questo potrebbe far storcere
il naso a qualcuno.
(BRN - Gennaio 2006)
Voto: 7
Contatti:
Sito Handful Of Hate: http://www.handfulofhate.com/
Sito Cruz Del Sur: http://www.cruzdelsurmusic.com/