HADES
The Dawn Of The Dying Sun
Etichetta: Full Moon Productions
Anno: 1996
Durata: 47 min
Genere: Epic Black Metal
I norvegesi Hades potrebbero anche essere definiti sbrigativamente come "i Bathory di Hammerheart e di Twilight Of The Gods con la voce black", ma secondo me la loro musica non può essere descritta così superficialmente. Certo, se sei in birreria con gli amici ed il discorso verte sugli Hades, va bene definirli così, giusto per dare un'idea dell'incredibile epicità che trasuda da ogni riff, da ogni colpo sui timpani, da ogni parola urlata. Ed è altrettanto vero che con il demo "Alone Walkyng" e con il primo disco "...Again Shall Be" (da me recensiti) gli Hades non fecero poi i salti mortali per suonare qualcosa che si discostasse un poco dalla tradizione epica dei Bathory.
Ma con questo disco Jorn, Stig, Janto e Remi iniziano a movimentare la loro musica, a sostituire ad interminabili riff cantilenosi delle variazioni, seppur minime, che servono a rendere più digeribile ed ascoltabile il black metal epico dei nostri. E per farlo rielaborano gli strumenti in loro possesso: voglio dire, non c'è altro che una batteria, un basso, una chitarra e una voce in questo CD, oltre a delle sporadicissime tastiere. Solo che sono usati in maniera più intelligente, più attiva, con una gamma di soluzioni molto più varia rispetto al debutto, la cui esagerata epicità e staticità spesso e volentieri smarronava di brutto. Non c'è niente di innovativo, niente di mai fatto prima, anzi: ma almeno ora gli Hades sono perfettamente godibili, e questo disco lo conferma appieno.
Tocca alla title-track aprire le danze, un brano sì lento ma che è provvisto anche di parti mid tempo, dove qualche riff si avvicina ai primi Satyricon, altro gruppo che non disdegnava l'epicità nella propria musica. Lo screaming di Janto ora è comprensibile, a volte addirittura si riesce a capire quello che urla! Questo pezzo è emblematico di ciò che ho detto prima: cioè è una canzone dove l'influenza dei Bathory epici si sente eccome, ma non si può dire che sia una fotocopia del loro stile; trovatemi nei Bathory le accelerazioni e i cambi presenti in questo brano.
Un solenne riff apre "Awakening Of Kings", e non potrebbe essere altrimenti, visto che qui si celebrano gli antichi re del nord, che presto torneranno a regnare. Un mid tempo sorregge il cantato, mentre nel ritornello un bel lavoro di basso conferisce alla parte dei toni malinconici. Un'altra canzone bella varia. "Apocalyptic Prophecies (The Sign Of Hades)" potrebbe essere un brano non registrato di "Hammerheart", infatti anche la batteria che va spesso sui timpani ricorda lo stile di canzoni come "Shores In Flames". Presenti per qualche giro anche delle tastiere epiche.
La seguente "Alone Walkyng" già la conosciamo, visto che è la riproposizione del pezzo che dà il titolo al demo del 1992. "Crusade Of The Underworld Hordes" è introdotta da un bellissimo arpeggio che evolve in un ennesimo mid tempo; nel ritornello lo screaming è doppiato dal vocione epico del batterista Remi, una montagna di carne umana. Un calo finale della velocità serve a sottolineare un riff ed un testo abbastanza lugubri ("tonight the ravens shall feast"), mentre il compito di concludere il brano è affidato ad una parte da brividi, epica fino al midollo, scandita dai piatti della batteria e da una bella chitarra acustica. Abbastanza apocalittico anche qui il testo, con Janto che urla "centuries of sorrow, centuries of pain!".
"The Tale Of A Nocturnal Empress" è dedicata alla contessa Elizabeth Bathory (che fantasia!);
da notare solo un riff ai confini con il folk. Per il resto, brano abbastanza scontato e privo della dinamicità degli altri pezzi. "The Red Sun Mocks My Sadness" è un intermezzo di tastiere a mò di zufoli, che crea un'atmosfera molto triste, con in sottofondo il rumore delle onde del mare.
L'ultima "Pagan Prayer" è un vero e proprio inno pagano, con un tempo lento ma ben ritmato dalla batteria e dei vocioni epicissimi che si sostituiscono allo screaming nell'invocare gli dei del nord affinché guidino gli uomini attraverso montagne e foreste, fino alla destinazione finale:
le dorate sale del Valhalla!
Per quanto riguarda la produzione del disco, che dire... il nome di Pytten e dei suoi Grieghallen Studios sono una garanzia, ma perché c'è quel cazzo di fruscio durante tutto il CD? Sembra di sentire un vinile pieno di polvere! Va bene una produzione grezza, ma quel fruscio del cazzo disturba un po', specie se ti spari il disco ad alto volume.
La copertina dell'album è un dipinto che mostra due vichinghi, uno morto e l'altro che veglia il suo cadavere. Molto belli i colori, cupi e scuri. Il libretto presenta i testi e le foto dei 4 guerrieri, tutti armati di spade. Ecco, se voleste avere un'idea del tipico uomo del nord, date un'occhiata a questi ragazzi!
E con questo è tutto, non ho altro da dire se non esortarvi a comprare questo disco. Se vi piacciono i Bathory epici, o comunque il black metal epico in generale, qui c'è di che gioire.
(Randolph Carter - Luglio 2004)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito internet: http://www.hadesalmighty.com/