HADES
...Again Shall Be

Etichetta: Full Moon Productions
Anno: 1994
Durata: 55 min
Genere: Epic Black Metal


L'esordio dei norvegesi Hades continua nel segno dei Bathory di "Hammerheart" (R.I.P. Quorthon), come del resto si era già ampiamente intravisto nel demo "Alone Walkyng", alla quale influenza aggiungerei quella di "Twilight Of The Gods". Ma, se nel demo le composizioni erano solo tre e il tutto filava via liscio, qui i brani sono 10 e tutti di durata medio/lunga. E purtroppo c'è qualche intoppo, qualche punto morto di troppo. Questo perché i brani più o meno si assomigliano tutti, hanno tutti quanti un incedere epico che, ripetuto per quasi un'ora, alla fine sfianca di brutto.
Nel recensire questo disco ho dunque scelto di porre in luce le canzoni maggiormente significative, quelle davvero belle, e di lasciare in secondo piano i brani meno riusciti. Tra i pezzi migliori, sceglierei senz'altro la strumentale di apertura, "Pagan Triumph", perché nei suoi 3 minuti abbondanti di durata sa trasmettere realmente un nonsoché di pagano. Questo grazie ai soliti epicissimi cori e ai tempi lenti che, insieme a dei timpani accordati particolarmente bassi, riescono a suscitare emozioni forti di un vero e proprio epico trionfo del paganesimo del Nord.
Un altro bellissimo brano è sicuramente "Glorious Again The Northland Shall Become"; particolarmente evocativa la chitarra acustica che si sovrappone alla elettrica, sottolineando e rimarcando riff lugubri e tristi. Qui è davvero evidentissima la riproposizione dello stile dei Bathory di "Twilight Of The Gods", ma insomma... va bene lo stesso! Il tempo è generalmente molto lento, e c'è spazio anche per un assolo epico e malinconico insieme.
"Unholy Congregation" è un brano che risale al demo, ed è qui riproposto davvero bene; metterei anche questo "remake" tra i pezzi più riusciti, ai quali si aggiunge "The Ecstasy Of An Astral Journey", impreziosita, nel suo incedere epico e solenne, da un breve quanto riuscito stacco di chitarra acustica (azz, ecco di nuovo i Bathory!). Bellissima canzone è anche la title-track, che inizia con un deciso mid-tempo e con delle chitarre che devono molto ai migliori Bathory. Molto azzeccati gli accenni sporadici alla melodia, sottolineati anche da delle tastiere (che non fanno mai male!). L'ultimo dei brani veramente belli è "Hecate (Queen Of Hades)", guarda caso un pezzo che faceva parte del demo "Alone Walkyng".
I restanti brani sono invece abbastanza anonimi, e sono questi che, alla lunga, rendono il disco un mattone di difficile digestione. Tra questi, segnalerei giusto l'outro conclusiva "In The Moonless Sky", per le sue belle atmosfere... ma niente più.
Per quanto riguarda la produzione del disco, opera del mitico Eirik "Hundvin" Pytten, che dire: non è malaccio, ma avrei voluto sentire più nitidamente cosa fanno quelle cazzo di chitarre! Spesso sono troppo confuse per capirci qualcosa, e questo è un peccato, perché i riffoni epici che scaturiscono dalla mente di Jorn sono veramente belli. Anche la voce è spesso confusa, carica di troppi echi. Poi, una curiosità: il suono del rullante è identico a quello di "Arise" dei Sepultura! La copertina del CD è eccessivamente spartana, infatti c'è solo un fulmine e il logo del gruppo con sotto il titolo del disco; vabbè, si poteva fare di meglio.
Concludendo, dopo il brillante demo "Alone Walkyng", gli Hades riescono solo in parte a confermare quanto di buono avevano fatto. C'è da notare se non altro un timido tentativo di allontanarsi dalla troppo palese imitazione dello stile di "Hammerheart", per esempio con la scelta di variare le velocità dei brani, o con la scelta di inserire intermezzi acustici. Certo, è vero che quest'ultima scelta non è un cazzo originale, visto che i Bathory lo fecero con il favoloso "Twilight Of The Gods", però il tutto è reso davvero bene, le parti acustiche sono veramente belle ed evocative.
Per il resto, come ho detto prima, ci sono brani davvero riusciti, bellissimi, che faranno la gioia di tutti coloro che amano i Bathory epici, accanto ad altri che annoiano molto facilmente. Se voleste procurarvi qualcosa degli Hades, vi consiglierei il successivo "The Dawn Of The Dying Sun", molto ben fatto e, soprattutto, molto più digeribile di "...Again Shall Be". Non che questo sia un cattivo disco, ma ripeto: è riuscito solo a metà.
(Randolph Carter - Giugno 2004)

Voto: 7.5


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Sito internet: http://www.hadesalmighty.com/