GULU LOCUS
Chocol-Hate

Etichetta: Nocturnal Music
Anno: 2002
Durata: 45 min
Genere: Death Core


"Chocol-Hate" è l'album di debutto dei Gulu Locus. Questa band di Prato suona un death irriverente che mescola un po' di tutto, dal classico Entombed-style al brutal più estremo, il tutto con un pizzico di rock'n'roll! I fondatori del gruppo sono il cantante e bassista Muccio ed il chitarrista Giustino. Dal 1995 (anno di nascita della band) in poi si sono susseguiti diversi cambi di formazione e si è approdati ad una stabilità attorno al 2000. La line-up da allora sarà completata dall'altro chitarrista Bubi, il quale cura anche le backing vocals, e dal bassista K Capecchi.
Devo dire che "Chocol-Hate" mi ha divertito! Certo, nulla di trascendentale, tutto è puntato solo ed esclusivamente sull'impatto: bisogna però ammettere che riescono a farlo molto bene! A mio avviso non so dire se la produzione piuttosto spartana sia un pregio o un difetto: c'è la netta impressione che il suono ne avrebbe guadagnato in potenza ma è anche vero che così com'è il disco è proprio rozzo. E penso che i Gulu Locus debbano essere grezzi, sporchi e cattivi per dare il loro meglio!
La band definisce il suo death con la sigla t.n.t. che sta per Tachycardic Noise Terrorism! Non immaginatevi chissà cosa, loro non vanno né alla velocità della luce e neppure sono la band più rumorosa del pianeta. Sicuramente sono una band che spiazza, dalla loro rilassante copertina verde al fatto che in tutto l'album il cantante non dice la bellezza di una parola sensata! Com'è scritto all'interno della copertina "il linguaggio usato dai Gulu Locus non esiste, è puramente fonetico". La giustificazione di tutto questo è che "nessuna parola può spiegare il loro sfottuto stile, una musica brutale per persone stordite". Credo che invece ci sia una sorta di pigrizia mentale dietro a questa bizzarria: è impossibile non farsi venire in mente tutte le volte che abbiamo cantato in inglese finto dietro a un microfono in sala prove, eheh! Forse è meglio che per il futuro qualcuno di questi ragazzi di Prato lasci a terra lo strumento ed inforchi la penna per scrivere uno straccio di testo!
A parte questa inezia il disco si lascia ascoltare con piacere. Impossibile individuare la traccia migliore visto che è l'insieme che fa la forza di questi 45 minuti di follia. Personalmente, cito la conclusiva "Happy Noise Days" perché mi ha congedato con un sorriso sulle labbra: è un divertente aborto death'n'roll con gli Anal Cunt che fanno capolino da dietro l'angolo!
L'album "Chocol-Hate" vale la pena di un ascolto.
(Hellvis - Dicembre 2002)

Voto: 7


Contatti:
Sito internet: http://www.gululocus.com/