GUARDIANS OF TIME
Machines Of Mental Design

Etichetta: Massacre / Intromental
Anno: 2004
Durata: 61 min
Genere: power metal


I norvegesi Guardians Of Time giungono con "Machines Of Mental Design" al secondo disco, il primo su Massacre Records (il presedente era su Shark Records). I nostri si presentano con la classica fomazione heavy metal a 5, ossia sezione ritmica, due chitarre e cantante. Il suono è generalmente piuttosto buono, e le chitarre, nei momenti più potenti, non mancano di spessore.
Nel volantino promozionale dell'etichetta vengono etichettati come "symphonic metal" e anche "epic/melodic power metal band". Personalmente non mi trovo d'accordo. A mio avviso siamo al cospetto di un gruppo che opera in ambito power metal "moderno", ma la melodia non è comunque troppo marcata nelle loro composizioni. Nella costruzione dei pezzi si sente che i nostri hanno comunque attinto anche dai gruppi degli anni '80 in quanto non mancano, ad un attento ascolto, riferimenti ad Iron Maiden, Helloween o Judas Priest. Le parti di batteria sono comunque quelle tipiche dei giorni nostri, sia come costruzione (frequenti strappi in doppia cassa senza grosse variazioni) che come produzione... Forse sono ripetitivo, ma quando sento un suono di cassa come quello dell'iniziale "Faceless Society" non sono certo ben preposto all'ascolto!
Nel complesso comunque l'album, per quanto non esaltante, funziona: a tal proposito cito "More Than Man", dall'accattivante ritornello, o "TriOpticon", con un'ottima chitarra solista abile sia in fase di assolo che nel trovare lick melodici alla maniera degli Helloween o dei Rage. Il cantato di Bernt Fjellestand non mi convince totalmente. La voce non gli fa certo difetto, ma in alcuni momenti si cimenta in parti che non gli sono congeniali (penso alla conclusiva "The Journey") o comunque si limita a cantati che con un minimo di ricerca in più potrebbero risultare più incisivi e riusciti.
La sensazione generale è che si sia messa troppa carne al fuoco, o meglio che non si sia prestata la giusta attenzione agli arrangiamenti e al risultato finale. I cinque sanno suonare, ma sono troppi i momenti anonimi. A volte funziona il chorus ma la strofa non è di pari valore e pare messa lì sono perché ci deve stare, altre volte il pezzo gira ma niente più e si ricorda solo per qualche inciso di chitarra ("Puppets Of The Mainframe") o qualche bel riff (quello iniziale di "A Secret Revealed"). Insomma, l'album dura 61 minuti... la resa finale avrebbe potuto essere superiore con "qualche" minuto in meno o con contenuti più puri e meno annacquati/allungati, se intendete cosa voglio dire (ad onor del vero quella di fare album di oltre 60 minuti "perché il CD ne può contenere fino a 74" era una caratteristica di tante power metal band di metà anni '90, come se il valore della musica si misurasse a minuti... mah...).
L'album contiene comunque alcuni buoni pezzi, come i due citati in precedenza o come "War Within", che cattura grazie anche ai suoi richiami maideniani. Addirittura potentissimo il riff tagliente iniziale di "Escaping Time", che mantiene per tutta la sua durata un piacevole flavour thrasheggiante. Ma sono episodi tutto sommato sporadici. Complessivamente non è stata fatta una buona selezione del materiale o forse è mancato un lavoro più accurato di rifinitura in fase di composizione; le mie sensazioni sono queste.
Certo che se invece di "Machines Of Mental Design" fosse uscito un mini-CD con 5 brani ("More Than Man", "TriOpticon", "War Within", "Escaping Time" e "Point Of No Return") ci saremmo trovati di fronte ad un lavoro di ben altro valore. L'album in mio possesso invece, per quanto non disprezzabile, non riesce a coinvolgere per tutta la sua durata e credo faticherà in futuro a farsi riascoltare tutto d'un fiato. E questo non è certo un pregio.
(Linho - Gennaio 2005)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito Guardians Of Time: http://www.guardiansoftime.com/

Sito Intromental: http://www.intromental.com/