GRENOUER
Lifelong Days

Etichetta: Locomotive Records
Anno: 2008
Durata: 47 min
Genere: techno metal moderno


I Grenouer sono ormai un nome importante della scena Russa, esistono dal lontano 1992, a quella data risale il loro primo demo "Death Of A Bite" (genere death metal) e ne è certo passata di acqua sotto i ponti, e finalmente, anno 2008, la gavetta è finita e vede premiati gli sforzi della band con l'approdo alla Locomotive Records, importante casa discografica che detiene sotto le sue ali nomi come Rage, Annihilator, Helmet, Grave Digger, Helstar, Holy Moses, Mago de Oz, Iron Savior, Tankard, Prong, ecc. dando alle stampe un dischetto niente male davvero.
I tempi degli esordi sono lontani, ma non del tutto dimenticati, la progressione attuale vede il loro sound evoluto in un estremo connubio di metal raffinato e poli-ritmico disciolto in una atmosfera dall'incedere industriale e cibernetico, ben dosato e abbellito da una tecnica e proprietà di esecuzione da elite band.
Non c'è dubbio che la ferocia si sia trasformata pian piano in un sottile assalto frontale ma gli squisiti arrangiamenti e la complicata trama intessuta nelle song di questo "Lifelong Days" non lasciano dubbi sul passato della band.
I Grenouer quindi hanno intrapreso una nuova strada, ma subendo un graduale miglioramento insito nella ricerca e nell'ammodernamento di un sound corposo e per nulla commerciale.
La formazione consiste in Andry Ind alla voce, Aleander Motor alle chitarre, Slavij al basso e Ilya Grave alla batteria.
L'album si apre con "Indecent Loyalty" ed è subito chiaro l'intento del quintetto, dare adito alla propria creatività senza compromessi e barriere mentali, la track è un imponente muro sonoro che le prime note fanno sembrare quasi marziano, ciò che salta subito all'occhio è la registrazione e perfetto mixaggio, moderni ed ultra-professionali, realizzati in Finlandia agli Studio Astia dal famoso producer Anssi Kippo (Children Of Bodom, ...) ma è il pezzo in sé che colpisce dato che i Grenouer sembrano un macchina divoratrice, un inesorabile rullo compressore che macina chilometri e chilometri di note e ritmi abrasivi dal maniacale incedere 'sincopatico' che rimanda ad un thrash industrial sofisticato e 'schizzoide' un tantino Voivodiano, ma scevro da puerilità e sempre coinvolgente. La batteria la fa da padrone ma anche la sezione ritmica è piena di spessore (con l'aggiunta di una ulteriore chitarra in questo disco) ed una prestazione vocale varia e sempre in sintonia con un particolare mood 'core' orientato su gutturale, scream, e clean vocals ma su tonalità sul serio difficili e continue modulazioni (...se la voce è di Ind e senza aiutini computeristici allora complimenti vivissimi).
L'album con le successive "Addicted To You" e "Taken Off The List" continua con la sua costante di impatto sonoro ma ci sono sempre differenze tra brano e brano, alcuni più riflessivi ed altri massicci e corrosivi senza dimenticare momenti ad ampio respiro e ravvicinati scontri con la melodia seppure solo accennati. L'album parla, seppur in modo metaforico, di tutti i disagi che la band ha subito nel corso della sua lunga carriera, ma tocca anche il problema della vita fugace e della realtà inesorabile ed inevitabile.
Con la bellissima "Away From Now" la band tocca lidi davvero impensabili, la traccia è una macchina perfetta, il definitivo confine tra melodia ed aggressività psicotica e quasi ipnotica, il pezzo può mettere comodamente d'accordo 'metallers' ed ascoltatore più leggero senza nessun problema anche se chi ha un buon background di certo gioirà maggiormente sentendo nascosta tra le trame del brano la notevole perizia del combo (gente che sa che cosa tra facendo e non improvvisati dell'ultimo momento).
Si passa poi alla parte centrale del CD con riferimento a "Finding The One" dove lo spettro di Fear Factory e Meshuggah si fa più reale e tangibile ma niente paura, il tutto è trascritto in musica con una tale naturalezza che si stenta a credere che esistano band di questi livelli che ai più sono sconosciute, il brano incarna in sé un movimento epilettico convulso ma nasconde al suo interno la costante ricerca sonora del gruppo e attimi di godibile evocatività.
"Off The Back Of Others" continua sulla stessa falsa riga della traccia precedente ma qui si apre ancora di più lo spiraglio verso il metal industriale e sperimentale ma di facile ascolto, qui i riff molto minimali e dissonanti si sposano a meraviglia con un songwriting vincente.
La successiva "The Unexepcted" è un'altra mia preferita, un pugno nello stomaco, con un riff centrale massiccio e roccioso e un voluttuoso intreccio sonico, anche qui le doti del batterista vengono alla luce con un chiaro riferimento al suo passato di drummer death metal che non disdegna di partiture ritmiche progressive, brano killer!
Ci sono poi "Employed Beggar" (un poco 'rappata' all'inizio per poi implodere in una bomba onirico-sperimentale con tanto di tastiere in sottofondo e suoni ambientali) e "Re-Active" un altra probabile hit in una impensabile top ten metal underground del mese, il pezzo si presenta come robotico e cyber ma il refrain ammiccante e intrigante non può non far scuotere la testa, bello anche il cantato esaltante e fuso in modo perfetto alle ritmiche serrate e contrastanti, anche qui le ambientazioni rendono l'atmosfera satura e innaturale...
Si chiude con "Patience", si tratta di un brano del tutto diverso, una song pacata e sognate, quasi a richiamare la tensione precedente in un ricomporsi e riprendere fiato per proseguire la propria missione.
Album che merita un ascolto attento, è un che risulta molto bene congeniato ma spontaneo, credo che questo sia lo spirito giusto, spirito che molte band overground hanno perso o che non hanno mai avuto, l'unico limite della band è ahimè la provenienza da una terra difficile, credo sia ancora lontano il giorno in cui una band russa avrà un consistente fanbase negli Stati Uniti ad esempio.
(Rotten Von Venom - Marzo 2009)

Voto: 8.5


Contatti:
Mail Grenouer: grenouer@gmail.com
Sito Grenouer: http://www.grenouer.com/

Sito Locomotive Records: http://locomotive.es/