GREEN CARNATION
A Blessing In Disguise

Etichetta: Season Of Mist
Anno: 2003
Durata: 62 min
Genere: hard/progressive rock


I Green Carnation intorno al 2001 erano balzati sotto le luci dei riflettori grazie alla pubblicazione di un lavoro davvero unico e affascinante, "Light Of Day, Day Of Darkness", un disco composto da una sola, lunghissima composizione di una cinquantina di minuti, che mostrava l'incredibile abilità del gruppo nel cesellare i suoni fino a creare un'atmosfera oscura e ammaliante.
Dopo un lavoro di tale portata era praticamente impossibile cercare di superarsi restando sulla stessa linea; la band norvegese aveva già dimostrato di non temere rivali e di essere sempre proiettata verso una continua evoluzione.
Ecco quindi arrivare "A Blessing In Disguise", un disco che fin dalla copertina mostra un taglio netto con il passato. Abbandonate le tinte autunnali e naturalistiche del precedente album, il nuovo album si presenta con una grafica minimale, che mostra la foto di un bambino dall'aria triste che si staglia al centro di uno sfondo completamente bianco, vestito con un serio completo nero troppo grande per lui.
Posto il CD nel lettore, la sorpresa aumenta ulteriormente con l'ascolto delle prime note del brano di apertura, "Crushed To Dust", che spazza via ogni tipo di aspettativa con un trascinante riff hard rock che si appoggia su un efficace tappeto di hammond. In soli quattro minuti la band condensa una carica esplosiva davvero invidiabile, riuscendo a dare vita ad un brano trascinante e avvolgente che funziona perfettamente in ogni sua parte, soprattutto nel bellissimo ritornello. Applausi.
Coloro che hanno amato le sonorità del disco precedente, comunque, possono mettere da parte i loro timori: i Green Carnation, pur stravolgendo le proprie coordinate, continuano a portare avanti la loro tradizione fatta di grandi atmosfere, come viene dimostrato dalla bellissima "Lullaby In Winter", un brano di quasi otto minuti che, come suggerisce il titolo, è una triste ed avvolgente ninnananna piena di quella malinconia che culla e tranquillizza nei momenti di dolore (When tomorrow comes, all your worries fly. Hear the lullaby. All will be soft and warm, you will be safe and strong. Hear the lullaby. Can you recall the light? I know you`re sad because it`s winter, but I can promise you a spring. I know you`re cold, I see you shiver, but I can promise you a spring). Bellissimo, tra l'altro, lo stacco in pieno stile progressive rock che rivitalizza il brano con un pizzico di grinta che rende ancora più efficace il brano.
I brani scorrono uno dopo l'altro e l'ascolto resta sempre piacevolissimo, con grandi momenti e pochissime cadute di tono: si va dalla splendida "Writings On The Wall", anch'essa trascinante e seducente grazie alla superlativa interpretazione del cantante Kjetil Nordhus, alla metallica e rocciosa "Into Deep"; si torna alle atmosfere malinconiche con "The Boy In The Attic" e "Two Seconds In Life", in cui a farla da padrone sono le belle orchestrazioni di tastiere e i ricami di pianoforte ad opera di Bernt A Moen. L'hard rock settantiano torna a svegliarsi con "Myron & Cole" e "As Life Flows By", per poi arrivare alla bellissima "Rain", posta giustamente in chiusura, con i suoi arrangiamenti di archi così profondi e vibranti.
Che dire, quindi? Forse questo lavoro non raggiungerà le vette ambiziose di "Light Of Day, Day Of Darkness", però ha un pregio innegabile: i Green Carnation con questo disco sono riusciti a semplificare la loro proposta, rileggendo la loro musica in un'ottica completamente diversa, figlia diretta degli anni '70, che non è per questo banale e semplicistica. Un lavoro che forse fa lavorare meno il cervello ma che riesce ad arrivare lo stesso al cuore.


(Danny Boodman - Febbraio 2007)

Voto: 8


Contatti:
Sito Green Carnation: http://www.greencarnation.no/

Sito Season Of Mist: http://www.season-of-mist.com/