GRAVFERD
Demonized
Etichetta: Northern Silence Productions
Anno: 2006
Durata: 71 min
Genere: black metal
I Gravferd si sono formati nel 1995, in Norvegia, da un'ida di Larsen
(chitarra) e Strangulation (batteria). Lo stesso anno, il gruppo ha
pubblicato un demo piuttosto ingenuo intitolato "Mjoelner I Kvitekrists
Aasyn".
Nel 1997, con una formazione allargata a cinque membri, i Gravferd
hanno pubblicato un secondo demo, questa volta costituito da canzoni
più convincenti e registrate meglio: "Av Hedensk Blod".
L'anno seguente, dopo uno split fantasma con gli italiani Skoll, i
norvegesi hanno pubblicato "Nightplay". Questo promo avrebbe dovuto
precedere un album, la cui data d'uscita era stata programmata per il
1999. Purtroppo, la perdita di molti file di backup, ha cancellato gran
parte del lavoro e dello stimolo dei Gravferd, e così questo album non
ha mai visto la luce.
Dopo qualche anno d'attesa, il gruppo si è rifatto vivo con il
demo "The Savage Heart", nel quale ha ripreso quattro tracce che
avrebbero dovuto comparire nell'album fantasma.
L'ultima composizione del gruppo è il nuovo demo "Philosophize", che
dovrebbe preludere al loro esordio su full-length. Il primo album
potrebbe intitolarsi "The One Great Curse", e sarebbe un giusto
traguardo dopo undici anni di gavetta.
In attesa che questa situazione si sviluppi, la Northern Silence
ha deciso di riscoprire questi oscuri norvegesi con "Demonized", una
compilation che raccoglie i brani di "Av Hedensk Folk", "Nightplay" e
"The Savage Heart". Si tratta di materiale di difficile reperibilità,
che l'etichetta tedesca ripropone onde promuovere questo gruppo, a suo
dire, sottovalutato.
La confezione di "Demonized" è molto professionale. La copertina è
semplice, in monocromia rossa, con un pentacolo rovesciato. Il
libretto, di otto pagine, mostra le foto dei membri principali del
gruppo.
Ascoltando i tre lavori qui presenti, si può ricostruire in un certo senso il percorso artistico della band.
Le prime cinque tracce sono tratte dal demo "Av Hedensk Folk", del
1997. La formazione che l'ha suonato consiste in Abominator (voce),
Larsen (chitarra e sintetizzatore), Loew (chitarra e sintetizzatore),
Svalestad (basso) e Strangulation (batteria).
Sin dal titolo, si capisce quale possa essere stato l'indirizzo
artistico dei primi Gravferd. Infatti le cinque tracce del demo
tradiscono velleità viking, epiche, pagane, tutte evidenti nonostante
la musica rimanga black. Un black melodico, che non predilige la
velocità, quanto piuttosto i tempi cadenzati, lenti. Proprio per
questo, la musica talvolta sfiora addirittura suggestioni gotiche ("La
Oss Slakte Guds Lam"). Il gruppo mette in mostra una tecnica
funzionale, ma l'esecuzione è costellata da moltissimi errori. A
peggiorare la situazione, c'è il fatto che il tiro non è che sia
spaventoso. Anzi... il tutto è piuttosto moscio. Eppure, qualcosa di
buono si può rilevare, come ad esempio l'epicità di "Jeg Fornekter
Jesu' Ord", con Abominator che si esibisce sia in strilli che in
narrato, oppure nella melodia in maggiore della title-track. L'unico
brano un po' fiacco "Nar Kristendom Er En Saga Blot", forse troppo
banale.
"Av Hedensk Blod" mette in mostra una band normale, un po'
impreparata dal punto di vista tecnico, che propone canzoni banali,
derivative ma non brutte.
Con le quattro tracce di "Nightplay" (1998) notiamo dei decisi passi in
avanti. La formazione vede solo più Abominator, Larsen e Strangulation
aiutati dal bassista Svalestad. Si è passati quindi da una formazione a
cinque ad una a quattro, ed i sintetizzatori sono spariti dalla
circolazione. La proposta musicale è quindi più rabbiosa e meno
atmosferica. Seppure tanti clichè continuino ad essere utilizzati, la
musica ha una vitalità tutta nuova. "Third Eye Watchtower" è una
traccia rappresentativa perchè racchiude in sè tutti gli elementi del
suono-Gravferd anno '98: sound più oscuro, chitarre ribassate, melodia
onnipresente con frequenti rallentamenti ai limiti del gothic. Le
atmosfere goticheggianti sono infatti un classico di questi norvegesi,
e la cosa diventa evidente passando in rassegna "Nightplay", "Darkness
Narcoticum" e soprattutto "Moonlit Eyes", la traccia migliore del demo.
In essa i Gravferd danno prova di talento nel songwriting, dando vita
ad un brano angosciante, molto melodico, nel quale la migliorata
qualità d'esecuzione (sebbene non perfetta), testimonia una continua
volontà di crescere.
Anche la registrazione di questo lavoro è migliore rispetto a
quella del demo che l'ha preceduta. "Nightplay", e questo è un motivo
di interesse per chi fosse indeciso ad acquistare questo CD, non è mai
stato ufficialmente pubblicato.
La ultime quattro tracce del CD sono quelle facenti parte di "The
Savage Heart", una pubblicazione limitatissima nel quale il gruppo ha
utilizzato alcune delle composizioni che avrebbero dovuto far parte
dell'album mai pubblicato.
Se già in "Nightplay" le implicazioni pagan/viking erano pressochè
scomparse, in "The Savage Heart" sono pressochè inesistenti. La qualità
di registrazione è migliorata tantissimo, ed anche l'esecuzione è ormai
professionale. La formazione è praticamente la stessa di "Nightplay",
con Blargh (dei Nidingr) aggiunto alla seconda chitarra. "The Savage
Heart" contiene i brani migliori dei Gravferd, quelli che li indicano
come un gruppo di qualità. Il black metal tradizionale è ora ricco di
influenze thrash, death ma soprattutto heavy metal. Il riff ha preso il
posto della successione armonica basilare. L'unica caratteristica
costante, è la melodia.
"Burn" ha un ritmo trascinante, aggressivo. Il suono complessivo
del gruppo è più "metal", nel senso tradizionale del termine. In questo
brano, piuttosto corto, c'è anche spazio per un rallentamente, ma si
tratta comunque di un piccolo gioiello capace di coinvolgere.
La title-track, per contro, è piuttosto lenta e depressa.
Introspettiva. In realtà, la traccia si sviluppa in un crescendo,
dapprima eroico, poi sempre più violento. Ecco, forse questo è l'unico
momento in cui l'evocatività dei tempi passati si rifà viva.
Altrimenti, è un brano negativo, pieno di dolore.
"Wishing Hell" è una traccia spedita, pregna di elementi heavy metal che arricchiscono il black di questo gruppo.
Il bellissimo riff di apertura di "The Last Infernal Dance", è uno
dei momenti più alti toccati dai Gravferd. Lento, severo,
impreturbabile, si trasforma a poco a poco in un qualcosa di più
cadenzato ed intrigante. La tecnica discreta è messa al servizio di
un'esecuzione finalmente vigorosa, e precisa. La melodia ricopre il
tutto senza scalfire l'impatto del brano. La cavalcata finale chiude
canzone e CD.
Penso sia quindi con fiducia che dobbiamo attenderci l'album di
prossima pubblicazione dei Gravferd (ai quali, tra l'altro, si è unito
da poco il bassista Drap, con Svalestad passato alla chitarra). I tre
lavori contenuti in "Demonized" dimostrano chiaramente come il gruppo
abbia cercato, e stia cercando, di evolversi. Forse non c'è tantissimo
talento, ma c'è tanta buona volontà e mestiere. Ed anche un po' di
ispirazione.
(Hellvis - Giugno 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Gravferd: morten_strange@hotmail.com
Sito Gravferd: http://www.gravferd.tk/
Sito Northern Silence Productions: http://www.northern-silence.de/