GRATTO
Anakin Tumnus

Etichetta: Progressive Music Management
Anno: 2002
Durata: 36 min
Genere: progressive rock


I Gratto sono un altro gruppo della PMM, una etichetta americana dedita al prog rock/metal, e che pubblica i lavori di una serie di musicisti in continua collaborazione tra loro, difatti in ogni album ci suona qualcuno di altri progetti dell'etichetta. Non ho molte informazioni su di loro, ma credo che abbiano creato l'etichetta proprio per dar voce ai lavori di tutti questi musicisti/amici. Consiglio di leggere prima la rece dell'album omonimo degli RH Factor per seguire l'ordine cronologico delle uscite.
Gratto è anche il nome del ragazzo che fa da mente del gruppo: è sua l'idea del progetto e la composizione, ed oltre a questo suona il piano e l'organo e canta. Non so come si chiami realmente, c'è dappertutto solo il nome d'arte Gratto. Assieme a lui troviamo i fratelli Rodler (Chris alla chitarra e Brett alla batteria), già incrociati negli RH Factor, e Gary Madras al basso (che aveva fatto da session nell'album degli RH Factor suonando le tastiere).
La creazione di questo album è un po' strana. Nel 1996 Gratto e i due Rodler avevano cominciato a provare di notte in una chiesa locale, perché Gratto voleva catturare l'atmosfera magniloquente tipica delle chiese, suonando il piano e l'organo presenti nella chiesa stessa. A loro in seguito si era aggiunto Gary Madras al basso. Dopo 3 anni di intenso lavoro avevano composto 3 canzoni che erano state registrate su DAT, poi a causa di vari episodi il progetto venne accantonato. Questo fino al 2001, quando Chris Rodler trovò in soffitta la cassetta DAT con le 3 canzoni, che loro credevano fosse andata persa. Così l'hanno ripresa, hanno ritoccato qualcosa ed hanno pubblicato questo album.
Le 3 canzoni come potete immaginare sono molto lunghe: "Passage Of Time" dura 9 minuti, "Call And Response" ne dura 10 e "Shift" quasi 17. Il genere va inquadrato nel progressive rock (o neo-prog o come vogliamo chiamarlo), insomma si tratta di una musica che si rifà al progressive degli anni '70, senza però andare veramente oltre e quindi meritare il puro appellativo di "progressive". Insomma, per intenderci siamo dalle parti dei Marillion.
Descrivere le canzoni è piuttosto arduo, visto che sono belle complesse e pieni di dettagli. Ci sono i classici tempi dispari, i classici arrangiamenti ricercati, controtempi e quant'altro. Le caratteristiche vincenti dell'album sono due: gli stacchi acustici ed il lavoro di arrangiamento di piano ed organo. Qua e là ci sono varie parti di chitarra acustica o di solo piano. Esemplare a riguardo è "Shift": il tema iniziale suonato con la chitarra acustica è stupendo, ha quella presa tipica di chi è veramente ispirato quando lo suona, ogni volta che lo ascolto mi mette una gran bella allegria; poi al centro della canzone c'è un lungo spazio dedicato al solo pianoforte, che qui riprende lo stile delle sonate di musica classica. Nel resto dell'album il pianoforte usa vari stili, a volte anche percussivo. Idem l'organo, viene usato in maniera molto varia ed intelligente: è spesso in accompagnamento della chitarra elettrica, ma dà un tocco in più sia per i suoni tipici che per l'interpretazione puramente settantiana. Il cantato di Gratto è molto buono: ha un timbro caldo ed emozionale, e tende a sottolineare i passaggi dei testi, puntando più sull'interpretazione che sulla tecnica.
La produzione è buona, i suoni sono quasi live e si seguono tutti gli strumenti senza problemi. L'unico difetto è che le chitarre distorte sono un po' confuse. La confezione non so come sia, visto che ho in mano il promo cartonato. Suppongo che l'edizione normale abbia tutti i testi, che consiglio di leggere a tutti: io li ho trovati sul sito dell'etichetta, e sono belli intelligenti, proprio sulla scia dei gruppi progressive.
In conclusione per me questo album è veramente ottimo. Di clamorosamente originale alla fine non c'è quasi nulla, sono tutte soluzioni già usate dai gruppi progressive degli anni '70. Però non essere completamente originali non significa mica fare schifo, anzi. Come qualità e personalità siamo a livelli molto alti. I 36 minuti scorrono via lisci che è un piacere, e ci sono vari momenti esaltanti, tant'è che alla fine viene solo voglia di ripremere play e riascoltare il CD. Insomma, se non siete difensori coi paraocchi del progressive doc, e badate prima di tutto alla qualità della musica che esce dallo stereo, allora pigliatevi sto album che vi fa solo bene.
(teonzo - Febbraio 2004)

Voto: 9


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Sito Progressive Music Management: http://www.pmm-music.net/